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Il boom dei data center dedicati all’AI cambia il destino di Oracle

Oracle ha alzato le proprie previsioni di fatturato per l’anno fiscale 2027 a 90 miliardi di dollari, oltre le attese degli analisti ferme a 86,6 miliardi. Conti del trimestre positivi

Autore: Redazione
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Oracle rimette al centro dell'attenzione degli investitori i temi di data center dedicati all’intelligenza artificiale.

Martedì sera l’azienda ha annunciato previsioni di crescita dei ricavi superiori alle attese di Wall Street almeno fino al 2027, una prospettiva che ha immediatamente acceso l’entusiasmo degli investitori: nelle contrattazioni dopo la chiusura, il titolo è balzato del +10%, un guadagno che, se confermato nella seduta, ridurrebbe la perdita intorno al -23% accumulata finora da inizio anno.

I numeri diffusi contribuiscono a dissipare i timori che l’enorme scommessa sull’intelligenza artificiale – un investimento da miliardi di dollari – potesse richiedere troppo tempo per trasformarsi in profitti.

Negli ultimi anni Oracle ha infatti intrapreso una trasformazione radicale: sta costruendo grandi data center per partner come OpenAI e Meta, mentre al tempo stesso riorganizza la propria forza lavoro, riducendo alcuni team e affidandosi sempre più a strumenti di programmazione basati sull’AI per sviluppare software destinato alla sua storica base di grandi aziende.

Un segnale chiave di questa accelerazione arriva dai Remaining Performance Obligations i (RPO), che misurano i ricavi contrattuali futuri. Nel terzo trimestre gli RPO sono cresciuti del +325% rispetto all’anno precedente, raggiungendo i 553 miliardi di dollari e superando nettamente le stime degli analisti. Nel trimestre precedente erano pari a 523 miliardi.

Gran parte di questo aumento è legato a contratti di intelligenza artificiale su larga scala. Nonostante i consistenti prestiti contratti per sostenere l’espansione, l’azienda ha dichiarato di non prevedere la necessità di raccogliere ulteriori fondi.

Oracle ha inoltre alzato le proprie previsioni di fatturato per l’anno fiscale 2027 a 90 miliardi di dollari, oltre le attese degli analisti ferme a 86,6 miliardi.

Durante la conference call con gli investitori, Clay Magouyrk – uno dei due CEO della società – ha spiegato che i margini del business cloud dovrebbero migliorare progressivamente.

Il noleggio di chip per l’AI da partner come Nvidia, ha detto, dovrebbe generare margini tra il 30% e il 40%.

Una quota tra il 10% e il 20% della spesa dei clienti nel cloud di Oracle riguarda inoltre altri servizi, tra cui il database dell’azienda, che presenta margini lordi molto più elevati, tra il 60% e l’80%. “Se si mettono insieme tutti questi elementi, il profilo di margine complessivo di Oracle Cloud Infrastructure continua a rafforzarsi e a crescere rapidamente”, ha spiegato Magouyrk.

La strategia di espansione dei data center è centrale per conquistare spazio nel mercato in piena esplosione dell’intelligenza artificiale.

Oracle sta investendo aggressivamente nella propria infrastruttura cloud per sostenere i carichi di lavoro dell’AI generativa, entrando in competizione con gli hyperscaler come Amazon Web Services di Amazon e Microsoft Azure di Microsoft.

Larry Ellison fuga i timori sulla domanda di software

Nel corso della call, il cofondatore e presidente esecutivo Larry Ellison ha affrontato anche un’altra preoccupazione diffusa tra gli investitori: l’idea che gli strumenti di programmazione basati sull’intelligenza artificiale possano ridurre la domanda di software aziendale.

Secondo Ellison, questo rischio non riguarda Oracle. Al contrario, l’azienda sta sfruttando questi strumenti per sviluppare nuovi prodotti SaaS con team di ingegneri più piccoli.

“Grazie a Dio ora abbiamo strumenti di programmazione che ci permettono di creare interi ecosistemi software basati su agenti, capaci di automatizzare settori complessi come la sanità o i servizi finanziari”, ha detto. “Per questo pensiamo che l’apocalisse del SaaS riguardi altri, non Oracle”.

Nel terzo trimestre, concluso il 28 febbraio, Oracle ha registrato ricavi totali per 17,19 miliardi di dollari, superando le attese degli analisti ferme a 16,91 miliardi.

Per il quarto trimestre fiscale l’azienda prevede utili rettificati tra 1,96 e 2 dollari per azione, al di sopra delle stime di mercato. Il fatturato dovrebbe crescere tra il 19% e il 21%, in linea con le previsioni degli analisti, raggiungendo circa 19,1 miliardi di dollari. Ancora più sostenuta la crescita del cloud, attesa tra il 46% e il 50%, fino a quasi 10 miliardi di dollari.

Analisi Tecnica Nasdaq 100

Operatività. Il trend di fondo del NASDAQ 100 conferma una configurazione strutturalmente rialzista. Rafforziamo la view positiva di lungo periodo. La piena violazione di area 24mila punti ha fatto scattare nuovi acquisti in tendenza con target verso 26mila punti, raggiunto nelle ultime sedute del 2025. Riteniamo fisiologica la prosecuzione della fase di assestamento, propedeutica a una nuova fase impulsiva. Posizionare i primi acquisti sulla debolezza in area 24mila. Cambio di scenario con il cedimento di area 20mila.

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Per impostare strategie speculative di breve periodo o strategie di lungo periodo sono disponibili i seguenti ETF: 

 

L'ETP (QQQ3) mira a replicare la prestazione dell'indice NASDAQ-100® 3x Leveraged Notional Net Return, che a sua volta mira a replicare le prestazioni quotidiane dell'indice NASDAQ-100® Notional Net Total Return moltiplicato giornalmente per tre e adeguato per riflettere alcuni costi inerenti al mantenimento delle posizioni a leva necessarie per raggiungere tale obiettivo. Leggi il documento KID.

 

L'ETP (QQQS) mira a replicare la prestazione inversa dell'indice NASDAQ-100® 3x Leveraged Notional Net Return, che a sua volta mira a replicare le prestazioni quotidiane dell'indice NASDAQ-100® Notional Net Total Return moltiplicato giornalmente per tre e adeguato per riflettere alcuni costi inerenti al mantenimento delle posizioni a leva necessarie per raggiungere tale obiettivo. Leggi il documento KID. 

 

Da inizio 2026: -1,3% 
L’obiettivo di investimento del Fondo (ANAU) consiste nel replicare l'indice di riferimento NASDAQ 100, dedotte commissioni, spese e costi di transazione. L'indice NASDAQ 100 é composto dai 100 principali titoli azionari tecnologici quotati al Nasdaq pesati secondo la loro capitalizzazione di Borsa. Non contiene titoli di società finanziarie. Non distribuisce dividendi. La valuta di riferimento è il dollaro Usa. Replica fisica completa. Commissioni totali annue (TER) 0,14%. Leggi il documento KID. 

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Da inizio 2026: -2,0%
Lo strumento (US100) fa riferimento all'indice Megacap 100, che presenta un mix distintivo di crescita e diversificazione settoriale, pur essendo meno dipendente dalla tecnologia rispetto al più noto Nasdaq 100. Offre un’esposizione azionaria sostenuta da fondamentali storicamente solidi, da una crescita costante degli utili e da una solida dinamica dell’indice. Non distribuisce dividendi. La valuta di riferimento è il dollaro Usa. Commissioni totali annue (TER) 0,09%. Leggi il documento KID.


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