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Borse mondiali in marzo, una ritirata senza panico

L'indice MSCI All Countries è in calo del -5% circa da inizio mese, nessun grande listino si salva. È una ritirata generalizzata, che non distingue tra economie mature e mercati emergenti

Autore: Redazione
Edificio storico della Borsa di Londra con dettagli architettonici e ingresso principale.

Canva

Nel marzo del 2026, le Borse globali sono guidate dalla geopolitica, la paura accende la volatilità e il Medio Oriente muove i prezzi. La guerra in Iran, con i suoi riflessi immediati sull’energia, ha innescato un arretramento diffuso degli indici azionari.

Da fine 2025 a oggi

Dall’inizio dell’anno, tuttavia, il quadro resta sfaccettato. Wall Street arranca: lo S&P500 cede il -3,4%, il Dow Jones il -4,5% e il Nasdaq il -4,8%.

L’Europa, più esposta al tema dell’energia, soffre di più, l’EuroStoxx 50 segna un -4,7%, mentre Londra si distingue con un FTSE 100 in progresso dell’1,7% grazie alle sue risorse di gas e petrolio nel Mare del Nord.

L’Asia Pacifico complessivamente sta tenendo: il Nikkei 225 avanza del +2,1%, mentre la Cina è intorno alla parità, con l’Hang Seng China Enterprises in calo del -7% e lo Shanghai Composite sostanzialmente invariato.

Da fine febbraio a oggi

L'indice MSCI All Countries è in calo del -5% circa da inizio mese. Nelle prime tre settimane del mese, nessun grande listino si salva. L’Europa guida i ribassi, con perdite vicine al -7%. Negli Stati Uniti, l'S&P500 segna un calo del -4%. Vanno peggio le small cap del Russell 2000 -6%.

Tokyo è la peggiore: il Nikkei lascia sul terreno oltre l’8%, cancellando parte della sua performance positiva annuale. È una ritirata generalizzata, che non distingue tra economie mature e mercati emergenti: quel che incide è la dipendenza dalle petroliere in transito nello Stretto di Hormuz e la capacità di mandare avanti il sistema industriale con le scorte. La Cina ha riserve importanti, al contrario di altri paesi dell’Asia Pacifico.

Il petrolio guida le performance

Gli avvenimenti nel Golfo Persico sono l’unica cosa importante. Il petrolio Brent sbanda in vorticosi su e giù intorno ai 110 dollari al barile, sospinto da tagli alla produzione saudita e dal rischio - tutt’altro che teorico - di una lunga chiusura dello dello Stretto di Hormuz, arteria attraverso cui transita circa un quinto del greggio mondiale.

Il mercato non scappa

Sotto la superficie del nervosismo si intravede la resilienza. I flussi restano importanti: nella settimana conclusa il 18 marzo, le azioni hanno attirato oltre 62 miliardi di dollari, con una netta preferenza per il mercato americano.

L’oro, tradizionale rifugio, registra invece deflussi significativi. Un segnale controintuitivo, che suggerisce come gli investitori non stiano ancora abbandonando del tutto il rischio.

Qualcuno, anzi, intravede un’opportunità. Indicatori tecnici come l’Equity Timing di Barclays segnalano livelli di ipervenduto che storicamente hanno anticipato rimbalzi.

La composizione dell'indice MSCI delle borse globali

L'indice MSCI ACWI (All Country World Index) comprende società a grande e media capitalizzazione in 23 paesi sviluppati e 24 paesi emergenti. Con 2.514 componenti, l'indice copre circa l'85% delle opportunità di investimento azionario a livello globale.

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Investire sulle borse mondiali tramite gli ETF

L'indice MSCI Acwi (All Country ) rappresenta, per un piccolo risparmiatore, la soluzione migliore per diversificare al massimo grado gli investimenti azionari. Il mercato mette a disposizione strumenti in grado di riflettere l'andamento delle borse globali. 

 

Da inizio 2026: -0,80%

L'ETF (VWCE) replica l'andamento replica l'andamento dell'indice FTSE All-World, che a sua volta replica i titoli azionari dei paesi sviluppati ed emergenti di tutto il mondo. L’indice di spesa complessiva annuo (TER) è pari allo 0,19%. Valuta di denominazione USD. Valuta di quotazione EURO. E' l’ETF più grande che replica l'indice FTSE All-World. L’ETF replica la performance dell’indice sottostante con replica a campionamento (acquistando solo i componenti più importanti dello stesso). I dividendi dell'ETF sono accumulati e reinvestiti. Leggi il documento KID.

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Coprire il rischio cambio euro/dollaro

 

Da inizio 2026: -2,40%

L'obiettivo dell'ETF (EACW) è analogo a quello dello strumento precedente con la differenza che il risultato è coperto dal rischio cambio ovvero prende posizione sull'indice senza subire le oscillazioni positive/negative del cross euro/dollaro. Valuta di denominazione è l'EURO. Non distribuisce dividendi. Leggi il documento KID.  


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