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Barclays: economia globale resiliente nel contesto del conflitto
L'indice MSCI delle borse mondiali si appresta a completare il peggior mese dal settembre 2022

Photo by Nick Brundle Photography
L'indice MSCI All Countries si appresta a completare il peggior mese dal settembre 2022 con un bilancio provvisorio intorno al -8,50%, mentre latitano i segnali di de-escalation dal Medio Oriente.
L'indice è in calo del -4,70% circa da inizio anno e si muove sui minimi da novembre.
Investimenti e Intelligenza Artificiale
Il team di ricerca di Barclays ha pubblicato un rapporto sulle prospettive economiche globali, sottolineando come, nonostante conflitti geopolitici, inflazione e rischi legati al credito privato, l’economia mondiale continui a mostrare una certa resilienza.
A sostenerla sono soprattutto un ciclo di investimenti ancora solido e una crescita degli utili spinta dall’intelligenza artificiale.
Nel primo trimestre dell’anno, l’attenzione dei mercati si è concentrata su tensioni geopolitiche, andamento del petrolio, credito privato e spese legate all’IA.
Nello scenario di base, un eventuale conflitto tra Stati Uniti e Iran inciderebbe più sull’inflazione che sulla crescita. Se i prezzi del petrolio seguiranno le attuali aspettative, la crescita globale subirà qualche limitazione ma resterà nel complesso solida, con un PIL intorno al 3% quest’anno.
Gli Stati Uniti appaiono più resilienti rispetto a Europa e Asia, più dipendenti dalle importazioni energetiche.
Un elemento chiave è la Federal Reserve, che potrebbe tollerare temporaneamente pressioni inflazionistiche senza reagire in modo eccessivo.
Barclays prevede che, in uno scenario di graduale de-escalation e con il Brent intorno agli 85 dollari al barile, la crescita globale resti vicina al 3% fino al 2026. Si tratta di un ritmo moderato, ma comunque superiore alle aspettative di alcuni investitori. Ancora una volta, il contributo principale arriverebbe dagli Stati Uniti, dove anche un aumento del prezzo del petrolio avrebbe effetti limitati sulla crescita.
Diverso il quadro europeo, che appare più fragile: la crescita del PIL reale è destinata a stabilizzarsi su livelli bassi, mentre inflazione e deficit pubblici restano in aumento. Barclays ha infatti rivisto al ribasso le stime di crescita, prevedendo un +0,7% nel 2026 e +1,2% nel 2027.
Anche le principali economie asiatiche — Cina, India e Giappone — risentiranno delle tensioni, ma stanno cercando di garantire la continuità delle forniture energetiche, in particolare attraverso lo Stretto di Hormuz. Finora non si registrano interruzioni significative nelle esportazioni di petrolio iraniano verso la Cina. Inoltre, il sistema di prezzi interni, la minore dipendenza energetica e i progressi nelle rinnovabili contribuiscono a rafforzare la resilienza cinese, supportata anche da ampie riserve strategiche.
Sul fronte del credito privato statunitense emergono alcune criticità, soprattutto nel settore software, ma secondo Barclays si tratterà di problemi graduali e non sistemici, più simili alle tensioni nel mercato immobiliare commerciale del 2023 che alla crisi del 2007-2008.
Dall’inizio del trimestre, i mercati globali sono stati messi sotto pressione dallo shock energetico legato al Medio Oriente, con effetti negativi su azioni e obbligazioni. Tuttavia, questo contesto coincide con una fase di crescita degli utili trainata dall’IA. In questo scenario, gli investitori dovrebbero puntare sui settori strutturalmente più forti, proteggendosi al contempo dai rischi di breve periodo.
Lo scenario più estremo, secondo Barclays, è poco probabile: come già accaduto con le tensioni commerciali del 2025, i mercati tendono a guardare oltre una volta che le crisi si attenuano. Nonostante le incertezze, la banca mantiene quindi una preferenza per le azioni statunitensi rispetto a quelle europee.
La composizione dell'indice MSCI delle borse globali
L'indice MSCI ACWI (All Country World Index) comprende società a grande e media capitalizzazione in 23 paesi sviluppati e 24 paesi emergenti. Con 2.514 componenti, l'indice copre circa l'85% delle opportunità di investimento azionario a livello globale.

Investire sulle borse mondiali tramite gli ETF
L'indice MSCI Acwi (All Country ) rappresenta, per un piccolo risparmiatore, la soluzione migliore per diversificare al massimo grado gli investimenti azionari. Il mercato mette a disposizione strumenti in grado di riflettere l'andamento delle borse globali.
Da inizio 2026: -3,0%
L'ETF (VWCE) replica l'andamento replica l'andamento dell'indice FTSE All-World, che a sua volta replica i titoli azionari dei paesi sviluppati ed emergenti di tutto il mondo. L’indice di spesa complessiva annuo (TER) è pari allo 0,19%. Valuta di denominazione USD. Valuta di quotazione EURO. E' l’ETF più grande che replica l'indice FTSE All-World. L’ETF replica la performance dell’indice sottostante con replica a campionamento (acquistando solo i componenti più importanti dello stesso). I dividendi dell'ETF sono accumulati e reinvestiti. Leggi il documento KID.

Coprire il rischio cambio euro/dollaro
Da inizio 2026: -5,0%
L'obiettivo dell'ETF (EACW) è analogo a quello dello strumento precedente con la differenza che il risultato è coperto dal rischio cambio ovvero prende posizione sull'indice senza subire le oscillazioni positive/negative del cross euro/dollaro. Valuta di denominazione è l'EURO. Non distribuisce dividendi. Leggi il documento KID.
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