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Petrolio volatile, restano dubbi sul destino dello stretto di Hormuz
Société Générale ha avvertito che il Brent potrebbe raggiungere i 150 usd al barile in uno scenario di prezzi elevati e prolungati, qualora lo Stretto di Hormuz dovesse rimanere chiuso per due mesi

Photo by Vostok/Getty Images
I prezzi del petrolio sono molto volatili nella prima seduta del secondo trimestre, mentre gli investitori guardano agli sviluppi dello scenario in Medio Oriente. In mattinata il Brent è sceso fino a 98,35 usd per poi risalire intorno ai 102 usd il barile.
Il primo trimestre è terminato con un incremento monstre del +70% per i timori di un prosciugamento dell'offerta causato dalla chiusura dello stretto di Hormuz.
Trump: la guerra con l'Iran potrebbe finire in due/tre settimane
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha affermato martedì che la guerra con l'Iran potrebbe finire presto, ma presumibilmente senza la riapertura dello Stretto di Hormuz.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che Washington potrebbe ritirarsi dal conflitto entro "due o tre settimane", aggiungendo che l'Iran non è obbligato a raggiungere un accordo per porre fine al conflitto.
Tuttavia, un articolo del Wall Street Journal riportava che Trump aveva confidato ai suoi collaboratori di essere disposto a porre fine alla campagna militare statunitense contro l'Iran anche se lo Stretto di Hormuz dovesse rimanere in gran parte chiuso.
Dal lato iraniano, i media statali hanno riferito che il presidente Masoud Pezeshkian ha affermato che Teheran è pronta a porre fine alla guerra, ribadendo al contempo le sue principali richieste e rafforzando le aspettative che i negoziati possano avviarsi, pur rimanendo condizionati.
La Casa Bianca ha inoltre annunciato che Trump si rivolgerà alla nazione alle 01:00 GMT di giovedì per fornire un "importante aggiornamento sull'Iran".
Lo Stretto di Hormuz, arteria cruciale per circa un quinto delle forniture petrolifere mondiali, ha visto il traffico di petroliere crollare a causa del conflitto, limitando drasticamente le esportazioni e mantenendo una pressione al rialzo sui prezzi.
Société Générale vede il Brent a 150 usd se lo Stretto resta chiuso
Il team di Société Générale specializzato in materie prime ha rivisto le proprie previsioni sul petrolio, avvertendo che il Brent potrebbe raggiungere i 150 usd al barile in uno scenario di prezzi elevati e prolungati, qualora lo Stretto di Hormuz dovesse rimanere chiuso per due mesi.
La banca alza la sua previsione per il Brent a fine 2026 a 80 usd, rispetto ai precedenti 65 usd, citando le ingenti perdite dell'OPEC, le scorte limitate e una riduzione della domanda solo parziale. "Ipotizziamo perdite di 15 milioni di barili al giorno da parte dell'OPEC a marzo e perdite e aggiustamenti ad aprile, con conseguente deficit finale di 8 milioni di barili al giorno entro la metà/fine del mese" spiegano gli esperti.
"Ipotizziamo una riduzione della produzione del GCC fino a 3 milioni di barili al giorno entro la fine dell'anno. L'Iran perderà 2 milioni di barili al giorno di capacità di esportazione per il resto del 2026. L'offerta aggiuntiva dell'OPEC tornerà gradualmente a partire da maggio, insieme ai flussi delle riserve strategiche di petrolio del G7 e alla ripresa degli acquisti cinesi. I prezzi aumenteranno ad aprile (circa 125 dollari al barile in media, con un potenziale rialzo fino a 150 dollari al barile) prima di stabilizzarsi intorno agli 80 dollari al barile entro dicembre".
"Tuttavia, la domanda in aumento verso circa 106 milioni di barili al giorno mantiene la copertura delle scorte al di sotto dei livelli medi quinquennali, rafforzando un mercato strutturalmente teso. Si sta verificando una certa riduzione della domanda, ma non sufficiente a colmare il divario, e le scorte non torneranno ai livelli medi quinquennali prima della fine dell'anno".
Scorte USA viste in forte rialzo
Secondo i conteggi dell'API (American Petroleum Institute), le scorte di greggio statunitensi sono aumentate di 10,26 milioni di barili la scorsa settimana, ben al di sopra delle aspettative di un calo di 1,3 milioni di barili e rispetto al precedente aumento di 2,3 milioni di barili, indicando una domanda più debole.
Martedì, l'amministratore delegato dell'American Petroleum Institute, Mike Sommers, ha sottolineato il rischio strutturale per l'offerta. Sommers ha affermato che la riapertura dello stretto è "l'elemento cruciale" per stabilizzare i mercati globali, avvertendo che senza il ripristino dei flussi, i prezzi del petrolio continueranno a salire nelle principali regioni consumatrici.
Analisi Tecnica Brent
Il quadro di breve resta in fortissima tensione, tuttavia riteniamo che acquistare sopra i 100 usd in ottica di lungo periodo sia molto rischioso. Consigliabile stare alla finestra o alleggerire/chiudere le posizioni in profitto, sfruttando le fasi di stress. Solo una chiusura di settimana sopra quota 120 dollari proietterà il movimento fino ai massimi di lunghissimo periodo, verso 140/145 dollari.

Come investire sul petrolio
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