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Il petrolio corre, Trump tenta di ostacolarlo parlando di pace
Il presidente Usa dice che sono in corso "discussioni produttive" con l'Iran e smentisce le indiscrezioni su un imminente attacco. Da Teheran questa volta arrivano delle mezze conferme sui colloqui

Photo by Anton Petrus/Getty Images
Prezzi in calo oggi, +70% da inizio anno
Il petrolio tipo Brent arretra dopo il balzo di ieri, per effetto soprattutto delle parole concilianti del presidente degli Stati Uniti Donald Trump sull’Iran. La settimana sta per chiudersi con un rialzo dello 0,4%, da inizio ottobre. La performance è di poco negativa, ma da inizio anno il guadagno resta molto alto, +70% circa.
Tamas Varga, analista di PVM Oil Associates, dice a Reuters che l'aumento delle esportazioni di petrolio registratosi nelle ultime settimane potrebbe essere un evento temporaneo: le notizie degli scontri nel Golfo Persico e nell'area del Mar Rosso, spingono a ritenere improbabile un calo prolungato dei prezzi del petrolio a breve.
Il mercato sembra pensarla come Varga, la flessione delle quotazioni è infatti di poco conto. Nei prossimi giorni si capirà se tra Stati Uniti è in corso un sostanziale riavvicinamento.
Distensione
Ad ascoltare Trump sembra che qualcosa si sia di messo in movimento: nel suo post su Truth di stanotte, si dà conto di "discussioni produttive" con l'Iran e vengono smentite le indiscrezioni su un imminente attacco. Anche da Teheran arrivano segnali di raffreddamento delle tensioni: il ministro degli Esteri Abbas Araqchi ha dichiarato che è in corso l’esame della risposta statunitense alla proposta iraniana di riapertura dello Stretto di Hormuz entro sette giorni.
"La prospettiva di una distensione deve ancora essere consolidata da progressi concreti nei negoziati e da un miglioramento della sicurezza della navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz", ha affermato Linh Tran, analista di XS.com.
Uragani
Stando ai dati della US Marine Minerals Administration, i produttori del Golfo del Messico hanno sospeso l'estrazione di circa 1,3 milioni di barili al giorno, pari al 62,9% della produzione petrolifera corrente in arrivo dall’area.
L’uragano Isaias “fornisce un ulteriore sostegno ai prezzi del petrolio, ma la durata del suo impatto dipenderà dalle ispezioni agli impianti successive alla tempesta e dalla rapidità con cui riprenderanno le operazioni", ha affermato Tran.
Costi di trasporto alle stelle
I flussi di greggio attraverso lo Stretto di Hormuz sono tornati vicini ai livelli prebellici, ma spostare il greggio dal Golfo Persico all'Asia orientale costa oltre sei volte più di prima della guerra.
A far salire le tariffe è la scarsità di navi. Più del 40% delle circa 850 superpetroliere del mondo si trova nel Golfo Persico o a un paio di giorni di navigazione, perché molti armatori non vogliono rischiare di finire sotto il tiro degli iraniani. Il carico viene così trasferito su altre navi nel Golfo di Oman o in nuovi punti di scambio, come al largo della costa occidentale dell'India.
Per l'analista di Signal Ocean, Georgios Sakellariou, "gli ultimi mesi sono stati i migliori di sempre" per le petroliere, ma il sistema di trasbordo fuori da Hormuz è inefficiente e sottrae navi anche ad altre rotte. Le superpetroliere vuote dirette verso i porti atlantici si sono dimezzate in un mese.
Il ruolo della Cina
Il principale importatore mondiale di petrolio, si appresta a riprendere le esportazioni di carburanti raffinati dopo una breve pausa durante le festività della "Settimana d'oro", scrive Reuters. Pechino aveva iniziato a limitare le esportazioni di carburante a marzo per tutelare le forniture interne, restrizioni che hanno contribuito a ridurre l'offerta, costringendo gli acquirenti asiatici a cercare alternative.
La Cina, che non solo è il numero uno nelle importazioni ma è anche sede della più vasta industria di raffinazione, ha approvato per ottobre esportazioni complessive di tre carburanti principali pari a circa 3,7 milioni di tonnellate; sopra la media mensile del 2025 ma molto meno di quel che gli analisti si aspettavano.
L’aumento delle esportazioni avrà un impatto limitato, “poiché i mercati rimangono complessivamente tesi e le forniture dal Medio Oriente continuano a subire interruzioni", ha affermato Stuti Jhunjhunwala, analista del mercato petrolifero presso Energy Aspects.
Il calo dei consumi di petrolio in Cina, che ha frenato i prezzi dopo lo shock di Hormuz, non durerà ancora molto, anche la frenata dell'industria chimica è destinata a rientrare. È la tesi del team di analisti delle materie prime di Goldman Sachs, in una nota dell'8 ottobre. La minore domanda cinese ha ridotto il deficit mondiale di greggio, compensando oltre il 15% del colpo alla produzione del Golfo Persico: senza questo elemento, il prezzo del barile costerebbe circa 15 dollari in più.
Analisi Tecnica greggio WTI
Quadro grafico molto volatile, dai minimi mai visti nel periodo della pandemia (negativi!) ai massimi di gennaio 2022 a 130 usd, e riavvicinati lo scorso marzo a 120 usd, salvo poi quasi dimezzarsi.
Operativamente, l'area d'acquisto sulla debolezza rimane 60-40 usd, quella di vendita è tra 80-100 usd, quindi quella attuale. La fascia 100-130 usd è da ritenersi un'estensione da sfruttare eventualmente per trading più veloce.

Come investire sul petrolio
Per sfruttare le opportunità di trading veloce al rialzo su Brent e Wti si possono utilizzare i seguenti strumenti:
L'ETC (3OIL) è completamente collateralizzato. Fornisce un rendimento totale composto da tre volte la performance giornaliera dell'indice NASDAQ Commodity 2nd Front Crude Oil Index ER, più gli interessi attivi maturati sull'importo collateralizzato. Ad esempio, se l'indice aumenta dell'1% in un giorno, l'ETC aumenterà del 3%, al netto delle commissioni. Tuttavia, se l'indice diminuisce dell'1% in un giorno, l'ETC a quel punto diminuirà del 3%, al netto delle commissioni. Leggi il documento KID.
E' un ETP garantito che mira a replicare la strategia 2x Long WTI Oil, offrendo un’esposizione pari a 2 volte la performance giornaliera dello United States Oil Fund LP (USO), al netto di commissioni e spese. Permette di amplificare i movimenti giornalieri del petrolio WTI attraverso l’esposizione a USO, con leva ribilanciata quotidianamente; per questo, su periodi superiori a un giorno, l’effetto composto può modificare sensibilmente il rendimento. Presenta costi correnti di gestione, amministrativi e operativi di circa il 2,74% annuo.
Per sfruttare le opportunità di trading veloce al ribasso sul Brent si può utilizzare il seguente strumento:
L'ETC (3BRS) fornisce un rendimento totale composto da tre volte la performance giornaliera inversa dell'indice ER NASDAQ Commodity Brent Crude Oil, che riflette un investimento in futures su greggio Brent a termine del mese, oltre ai ricavi da interessi maturati sull'importo garantito. Leggi il documento KID.
Con un orizzonte temporale più ampio si possono utilizzare i seguenti:
Da inizio 2026 +133%
Lo strumento (BRNT) consente l'investimento Total Return sul petrolio greggio Brent con la replica dell'indice Dow Jones- UBS Brent Crude SubindexSM in aggiunta al rendimento del collaterale. Leggi il documento KID.
Da inizio 2026 +108%
Lo strumento (CRUD) riproduce la performance del DJ-UBS WTI Crude Oil Sub-IndexSM e paga il rendimento sull' interesse capitalizzato del sottostante su base giornaliera. L' indice è del tipo "Excess return" ("Rendimento addizionale"), il componente dell' interesse viene aggiunto per rendere l' investimento "Total return" ("Rendimento totale"). Leggi il documento KID.
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