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Il petrolio accelera, ma SLB vede una ripresa dal Medio Oriente

Il gruppo è considerato un indicatore di riferimento per il settore mondiale del greggio e del gas

Autore: Gianluca Brigatti
Veduta aerea di un impianto chimico al crepuscolo.

Photo by very good/Getty Images

SLB è il più grande fornitore al mondo di servizi per i giacimenti petroliferi, ed è considerato un indicatore di riferimento per il settore mondiale del greggio e del gas.

Una premessa necessaria dato che oggi, la multinazionale con sede a Curaçao, precedentemente nota come Schlumberger, ha detto di aver registrato una graduale ripresa della propria attività in Medio Oriente, nonostante le interruzioni causate dalla guerra Usa-Iran. La dichiarazione è arrivata nel contesto della presentazione dei risultati del terzo trimestre.

Aumenta l'attività, migliorano le prospettive

In particolare, i ricavi sono saliti a 9,45 miliardi di dollari, in crescita del 5% rispetto al trimestre precedente e del 6% su base annua. Olivier Le Peuch, amministratore delegato della società, ha fatto uno zoom molto interessante: "In Medio Oriente, il nostro business è cresciuto del 13% rispetto al trimestre precedente, nonostante alcune interruzioni verificatesi verso la fine del periodo", nel contesto della guerra.

Secondo la società, l'aumento riflette una ripresa dell’attività, con miglioramenti in Iraq, Kuwait, Oman, Arabia Saudita, Qatar ed Emirati Arabi Uniti. Secondo Le Peuch, "la sicurezza energetica e gli shock dal lato dell’offerta continuano a spingere verso la diversificazione delle fonti di approvvigionamento internazionali, la sostituzione delle riserve e il mantenimento di livelli di produzione costanti, alimentando una fase di crescita ben definita del ciclo industriale, nonostante l’incertezza nel breve termine" nell'area coinvolta dal conflitto.

Il manager ha poi aggiunto che "le prospettive per il 2027 ci sembrano molto promettenti, con ulteriori possibilità di crescita man mano che l’attività in Medio Oriente si riprenderà".

Anche Halliburton vede una ripresa

I risultati di SLB sono arrivati dopo quelli della concorrente Halliburton, che martedì ha dichiarato di aver registrato un aumento dell’attività in Iraq, Arabia Saudita e Kuwait. Tra l'altro, Halliburton ha previsto ricavi più elevati nella regione nel quarto trimestre.

Negli ultimi cinque mesi - come riportato da Bloomberg - il numero di impianti di perforazione per petrolio e gas attivi nella regione è aumentato, suggerendo che le interruzioni dell’approvvigionamento potrebbero essere in via di attenuazione.

Lo scenario geopolitico resta teso

Le indicazioni emerse sono significative, ma non ancora sufficienti a far cambiare umore al mercato. Il petrolio Brent ha raggiunto oggi il livello più alto dall’inizio di maggio. A ridosso dell'apertura di Wall Street, il greggio viaggiava attorno ai 115 dollari al barile (+1,6%).

La situazione in Medio Oriente resta ad alta tensione. Nei giorni scorsi ha preso piede l'ipotesi secondo cui le forze armate statunitensi e israeliane stiano elaborando "piani specifici" per riprendere gli attacchi contro l'Iran, ma solo dopo le elezioni di metà mandato americane del 3 novembre. Lo ha riportato il New York Times, citando funzionari statunitensi e altre fonti informate dei fatti.

Secondo il quotidiano, sarebbe un'operazione "breve ma intensa", e le forze armate statunitensi e israeliane "hanno intensificato le esercitazioni" aeree "per simulare manovre d'attacco".

Le recenti dichiarazioni del presidente americano, Donald Trump, non hanno aiutato: "Non credo che stiamo negoziando con l'Iran. In un modo o nell'altro, qualcosa accadrà molto presto. La maggior parte delle persone pensa che succederà dopo le elezioni di midterm e vedremo cosa accadrà".

Intanto, i Guardiani della rivoluzione iraniani hanno minacciato intensificare e ampliare il conflitto nella regione se gli Usa continueranno a scortare le navi per attraversare lo Stretto di Hormuz. 

Analisi Tecnica greggio WTI

Quadro grafico molto volatile, dai minimi mai visti nel periodo della pandemia (negativi!) ai massimi di gennaio 2022 a 130 usd, e riavvicinati lo scorso marzo a 120 usd, salvo poi quasi dimezzarsi.
Operativamente, l'area d'acquisto sulla debolezza rimane 60-40 usd, quella di vendita è tra 80-100 usd, quindi quella attuale. La fascia 100-130 usd è da ritenersi un'estensione da sfruttare eventualmente per trading più veloce. 

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