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Gas mai così alto dal 2022 in Europa, le scorte invernali sono basse
I serbatoi sono al 65%, mai così basso da quando esiste questa rilevazione. Rischio di problemi seri in caso di inverno particolarmente rigido o di fiacca del contributo dell’eolico

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Scende la temperatura, sale prezzo
Il gas europeo torna sopra i 90 euro per megawattora per la prima volta da dicembre 2022, mentre la guerra tra Stati Uniti e Iran e le difficoltà nelle forniture dal Medio Oriente alimentano i timori di una nuova crisi energetica in vista dell’inverno.
L’Europa si avvicina alla stagione dei maggiori consumi con scorte inferiori alla media storica e deve fare i conti con la crescente concorrenza asiatica per assicurarsi i carichi di gas naturale liquefatto (Gnl). I prezzi restano lontani dai picchi della crisi energetica del 2022, ma il nuovo rialzo rischia di aumentare i costi per famiglie e imprese, in una fase in cui i governi hanno margini limitati per finanziare nuovi interventi di sostegno.
Inverno mite o crisi energetica
Gli stoccaggi europei sono pieni per circa il 75%, il livello più basso per questo periodo dell’anno nelle serie storiche disponibili dal 2009. La situazione è particolarmente delicata in Germania, dove le riserve superano di poco il 61%. Le temperature relativamente miti di ottobre hanno consentito di accelerare le operazioni di riempimento, ma il ritmo potrebbe non essere sufficiente a garantire un inverno senza tensioni, soprattutto in caso di freddo intenso. Anche in Asia i prezzi del Gnl sono saliti ai massimi da quasi quattro anni, spingendo gli acquirenti a contendersi le forniture disponibili sul mercato spot. Se il differenziale di prezzo dovesse ampliarsi, i fornitori statunitensi avrebbero maggiori incentivi a dirottare i carichi verso i mercati asiatici, aumentando la pressione sull’Europa.
Hormuz resta il fattore di rischio n°1
Le esportazioni di Gnl dal Golfo Persico, che lo scorso anno rappresentavano circa un quinto dell’offerta mondiale, restano condizionate dal conflitto. Le minacce iraniane sullo Stretto di Hormuz e l’intensificazione degli attacchi alle navi e alle infrastrutture energetiche della regione alimentano l’incertezza sulla ripresa dei flussi. Secondo gli analisti di Goldman Sachs, le forniture di Gnl dal Golfo potrebbero recuperare gradualmente durante l’inverno, raggiungendo a gennaio 2027 il 65% dei livelli precedenti alla guerra. La banca, tuttavia, stima in circa 18 euro per megawattora il premio incorporato nei prezzi europei per il rischio legato alle interruzioni in Medio Oriente. Per rivedere questa componente al ribasso, sarà necessario osservare segnali più concreti di ripresa dei transiti attraverso Hormuz.
La Norvegia non basta
Un sostegno arriva dalla Norvegia, principale fornitore di gas dell’Europa, i cui flussi verso l’Europa nord-occidentale sono tornati sui livelli del 2022. Secondo Goldman Sachs, l’aumento delle esportazioni ha contribuito a far salire le scorte regionali al 63%, dal 62% della settimana precedente. La produzione norvegese complessiva di petrolio e gas, tuttavia, a settembre è risultata inferiore del 4% alle previsioni ufficiali. In particolare, l’estrazione di gas si è attestata a 298,4 milioni di metri cubi al giorno, il 6,7% sotto le attese, pur risultando superiore ai livelli dello stesso mese del 2025.
Il contributo norvegese resta quindi essenziale, ma potrebbe non essere sufficiente a scongiurare una stagione invernale difficile. La combinazione di riserve ridotte, competizione globale e incertezza geopolitica mantiene elevato il rischio di nuovi rincari energetici nei prossimi mesi.
Come investire nel Gas Naturale
Per seguire l'evoluzione del prezzo del Gas Naturale in Europa e negli Stati Uniti sono disponibili su Borsa italiana due strumenti:
Da inizio 2026: +253,0%
L'ETC (TTFW) mira a replicare la performance, al lordo di commissioni e spese, del BNP Paribas Rolling Futures W0 TZ Index, a sua volta progettato per fornire un'esposizione al gas scambiato sul Dutch Title Transfer Facility (TTF), che rappresenta l'hub di negoziazione del gas più liquido d'Europa e il benchmark per i prezzi del gas nella regione.Valuta di denominazione EURO. Valuta di quotazione EURO. Management expense ratio (MER) dello 0,49% annuo. Non distribuisce dividendi. Leggi il Documento KID.
Da inizio 2026: -23,0%
Il WisdomTree Natural Gas (NGAS) offre esposizione al gas naturale statunitense Henry Hub, ovvero l'hub di negoziazione del gas più conosciuto negli Stati Uniti. L’ETC effettua la replica sintetica della performance dell’indice sottostante con uno swap. Valuta di denominazione USD. Valuta di quotazione EURO. Indice di spesa complessiva (TER) dello 0,49% annuo. Non distribuisce dividendi. Leggi il Documento KID.
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