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Meno tasse sulla borsa dell'India, indice BSE sui massimi da 2 mesi

La Sebi avrebbe raccomandato al governo di abolire l’imposta sulle plusvalenze di lungo periodo per gli stranieri e di non tassare il passaggio tra fondi se le quote sono detenute da oltre un anno

Autore: Marino Masotti
Panorama naturale che mostra un fiume calmo con sponde e vegetazione circostante

Canva

Borsa indiana

L'indice BSE Sensex ha iniziato novembre con un rialzo dell'1,67%, massimi da quasi due mesi; in tre sedute l'avanzata è del 3,3%.

La borsa è stata trainata dai conti di Reliance Industries, dal calo del petrolio e dalle speranze di agevolazioni fiscali sugli investimenti azionari.

Hanno guadagnato 13 settori su 16, le mid-cap l'1,2% e le small-cap lo 0,7%; l'informatica ha ceduto lo 0,5% dopo il balzo di quasi il 18% del mese scorso.

Meno tasse per chi investe

Reuters ha scritto che l'autorità di vigilanza sui mercati, la Sebi, avrebbe raccomandato al governo di abolire l'imposta sulle plusvalenze di lungo periodo per gli investitori stranieri. Per i risparmiatori nazionali nei fondi comuni, la Sebi avrebbe proposto l'esenzione per chi vende quote già detenute per reinvestire in nuovi fondi: il passaggio da uno schema all'altro non verrebbe trattato come vendita imponibile se le quote sono possedute da oltre un anno. Le raccomandazioni, arrivate a pochi mesi dalla legge di bilancio di febbraio, non sono vincolanti e l'ultima parola spetta al governo.

L'obiettivo del provvedimento è rilanciare un mercato che da due anni resta indietro rispetto agli emergenti: il Nifty 50 ha perso il 4,8%, mentre l'indice Msci dei mercati emergenti è salito del 40%.
Gli stranieri hanno venduto un record di 31 miliardi di dollari di azioni indiane quest'anno, anche a causa di un regime fiscale ritenuto sfavorevole.

Oggi l'aliquota sulle plusvalenze di lungo periodo, per titoli detenuti oltre un anno, è del 12,5%, quella di breve del 20%, a cui si aggiungono le imposte sulle transazioni e le ritenute sui dividendi.

Secondo la stima di Iifl, l'abolizione potrebbe aumentare i rendimenti degli stranieri di 2,3 punti percentuali. Per Gary Tan, di Allspring Global Investments, sarebbe "un chiaro fattore positivo", anche se non cancellerebbe i timori che l'intelligenza artificiale eroda il modello di crescita fondato sul basso costo del lavoro.

La spinta di Reliance

Il titolo della società a maggior capitalizzazione del listino è balzata dell'11,6%, la miglior seduta da aprile 2020.
Il gruppo di Mukesh Ambani ha riportato un utile netto in crescita di oltre il 40%, a 255,5 miliardi di rupie (2,7 miliardi di dollari), contro stime di 213,67 miliardi, grazie ai margini di raffinazione del diesel ai massimi storici. Il titolo resta in calo del 17,2% nel 2026.

A spingere i conti sono stati la divisione petrolchimica e i margini di raffinazione del diesel, ai massimi storici per la scarsità globale di offerta e le tensioni legate alla guerra in Medio Oriente.

Per Saurabh Handa, analista di Citigroup, Reliance “sta finalmente mostrando il proprio potenziale di utili”, catturando meglio i margini favorevoli di raffinazione e prodotti petrolchimici, a differenza dei trimestri recenti.

Ha contribuito al rialzo dell'indice anche Jio Platforms, da poco quotata e controllata al 64,5% da Reliance: l’utile è salito del 14%, a 83,9 miliardi di rupie, grazie agli utenti più redditizi, con ricavi in aumento dell’11% a 404,8 miliardi e costi in crescita del 12%.

Investire sull'India tramite gli ETF

Consideriamo la borsa dell'India un'ottima diversificazione del Portafoglio Globale. Per investire sulla Borsa indiana, Piazza Affari mette a disposizione alcuni strumenti specializzati. Tra questi:

 

Da inizio 2026: -7,40%

Obiettivo dell'ETF  (FLXI) è replicare con acquisti fisici (azioni e non derivati) l'andamento delle principali blue chip della borsa indiana tramite l'Indice FTSE India 30/18 Capped. Valuta di denominazione USD, valuta di quotazione EURO. Commissioni totali annue 0,19%. Leggi il documento KID. 

Gli indici FTSE Russell UCITS Capped sono ponderati per la capitalizzazione di borsa e progettati per limitare la concentrazione in ogni singola azione nel rispetto dei requisiti di diversificazione richiesti dall'Unione Europea (UCITS). In particolare, l'indice Capped FTSE India 30/18 rappresenta la performance delle società medio/grandi quotate sulla borsa indiana. Per evitare una concentrazione eccessiva in ogni singola azione, il peso di ciascun componente è limitato ogni trimestre di modo che quello della più grande azienda non superi il 30% e l'eventuale peso delle altre aziende non superi il 18%. 

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Da inizio 2026: - 1 0,0%

L'ETF (NDIA) replica l'indice MSCI India. L’indice di spesa complessiva (TER) è pari allo 0,65% annuo. Replica la performance dell’indice sottostante con replica fisica totale (acquistando tutti i componenti dello stesso). I dividendi dell'ETF sono accumulati e reinvestiti. Leggi il documento KID.

 

Da inizio 2026: -9,10%

L'ETF (XCS5) replica l'indice MSCI India. L’indice di spesa complessiva (TER) dell'ETF è pari allo 0,19% annuo. L’ETF effettua la replica sintetica della performance dell’indice sottostante con uno swap. I dividendi dell'ETF sono accumulati e reinvestiti. Leggi il documento KID.


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