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Le navi dirette in India attraversano Hormuz in sicurezza

L'indice Sensex di Mumbay rimbalza del 2% e la rupia si allontana dal minimo storico contro il dollaro Usa

Autore: Redazione
Panorama naturale che mostra un fiume calmo con sponde e vegetazione circostante

Canva

L'indice Sensex di Mumbay rimbalza del +2% e si allontana da livelli che aveva visto l'ultima volta nell'aprile scorso quando Trump ha avviato la guerra commerciale. Allo stesso modo, la rupia reagisce dal minimo storico toccato nella seduta di lunedì contro il dollaro Usa.

La borsa indiana ha perso l'11% dallo dallo scoppio del conflitto, ampliando un bilancio annuale già barcollante. Ora, dal primo gennaio ad oggi registra una perdita del -15% ed è tra le peggiori del mondo. Nello stesso periodo l'indice MSCI Asia-Pacific e l'indice MSCI Emerging Markets sono saliti dell'1%.

Il blocco allo stretto di Hormuz non vale per l'India?  

"Altre due navi cisterna per il trasporto di Gpl (gas di petrolio liquefatto) battenti bandiera indiana, hanno attraversato in sicurezza lo Stretto di Hormuz": lo sostiene l'agenzia di stampa indiana Pti, secondo cui le due navi “dovrebbero raggiungere le coste indiane nei prossimi due giorni" e porterebbero "una scorta di gas da cucina sufficiente" per l'India "per circa un giorno".

Secondo i dati di tracciamento navale di LSEG, il carico è stato effettuato presso ancoraggi in Kuwait e negli Emirati Arabi Uniti.

La Pine Gas, che ha caricato nelle acque degli Emirati Arabi Uniti, ha attraversato lo stretto seguita dalla Jag Vasant, che trasportava GPL dal Kuwait, come mostrato dai dati della piattaforma MarineTraffic.

Il Ministero dei Porti, della Navigazione e delle Vie Navigabili dell'India ha confermato che le due navi, con un carico di oltre 92.000 tonnellate di GPL, hanno attraversato Hormuz e dovrebbero raggiungere i porti indiani tra il 26 e il 28 marzo.

La Pine Gas ha trasmesso un messaggio identificandosi come "nave ed equipaggio indiani", secondo i dati LSEG.

Domenica, anche una nave cisterna carica di prodotti petroliferi ha attraversato lo stretto diretta in India, secondo i dati Kpler.

Almeno 14 petroliere cariche battenti bandiera iraniana hanno raggiunto le acque asiatiche intorno allo Stretto di Singapore dal 28 febbraio, secondo l'analisi del gruppo di pressione statunitense United Against Nuclear Iran (UANI), che monitora il traffico navale legato all'Iran.

Settore manifatturiero in difficoltà

La crescita del settore privato indiano rallenta a marzo, toccando il livello più basso degli ultimi tre anni e mezzo, a causa della debolezza della domanda interna e dell’aumento dei costi.

Secondo S&P Global, l’indice PMI composito HSBC Flash India è sceso a 56,5, rispetto a 58,9 di febbraio, segnando l’espansione più lenta da ottobre 2022.

Il rallentamento è legato soprattutto alla domanda interna più debole, nonostante gli ordini dall’estero abbiano registrato un aumento record. A incidere sono stati anche il conflitto in Medio Oriente, la volatilità dei mercati e le persistenti pressioni inflazionistiche.

Il settore manifatturiero ha mostrato la frenata più marcata, con la produzione in crescita al ritmo più lento da agosto 2021, penalizzata da incertezza geopolitica e costi più elevati. Anche i servizi hanno rallentato, con un’espansione ai minimi da gennaio 2025, influenzata da interruzioni nei viaggi internazionali e tensioni globali. I nuovi ordini complessivi sono cresciuti al ritmo più lento da novembre 2022.

Secondo Pranjul Bhandari di HSBC, la debolezza della domanda interna ha frenato i nuovi ordini, mentre le pressioni sui costi si sono intensificate, comprimendo i margini delle imprese, nonostante parte degli aumenti sia stata trasferita ai clienti.

In controtendenza, la domanda estera resta solida, trainata soprattutto dai servizi e sostenuta da mercati come Asia, Europa, Stati Uniti e Medio Oriente.

Le pressioni sui costi dei fattori produttivi hanno raggiunto i massimi da quasi quattro anni, con rincari diffusi su energia, metalli e componenti. I prezzi di vendita sono aumentati, ma meno rapidamente, segnalando margini sotto pressione.

Nonostante il rallentamento, l’occupazione continua a crescere al ritmo più rapido da agosto scorso, sostenuta da prospettive ancora positive. Gli ordini in sospeso aumentano leggermente, grazie ai servizi, mentre calano nel manifatturiero.

Infine, l’indice PMI manifatturiero è sceso a 53,8, minimo degli ultimi quattro anni e mezzo, confermando il rallentamento dell’attività industriale.

Investire sull'India tramite gli ETF

Consideriamo la borsa dell'India un'ottima diversificazione del Portafoglio Globale. Per investire sulla Borsa indiana, Piazza Affari mette a disposizione alcuni strumenti specializzati. Tra questi, il seguente ETF che sovraperforma nel periodo l'indice BSE Sensex grazie alla sua particolare struttura:

 

Da inizio 2026: -10,0%

Obiettivo dell'ETF  (FLXI) è quello di replicare con acquisti fisici (azioni e non derivati) l'andamento delle principali blue chip della borsa indiana tramite l'Indice FTSE India 30/18 Capped. Quotato nel giugno 2019. Valuta di denominazione USD, valuta di quotazione EURO. Commissioni totali annue 0,19%. Leggi il documento KID. 

Gli indici FTSE Russell UCITS Capped sono ponderati per la capitalizzazione di borsa e progettati per limitare la concentrazione in ogni singola azione nel rispetto dei requisiti di diversificazione richiesti dall'Unione Europea (UCITS). In particolare, l'indice Capped FTSE India 30/18 rappresenta la performance delle società medio/grandi quotate sulla borsa indiana. Per evitare una concentrazione eccessiva in ogni singola azione, il peso di ciascun componente è limitato ogni trimestre di modo che quello della più grande azienda non superi il 30% e l'eventuale peso delle altre aziende non superi il 18%. 

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