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Brasile: Lula rimonta e vince, i mercati la prendono malissimo
La borsa di San Paolo dovrebbe aprire con un forte ribasso, gli operatori si aspettano uno stop alle contrattazioni. In caduta anche la valuta brasiliana. Bolsonaro contesta la vittoria di Lula

Photo by Danny Lehman/Getty Images
Vince Lula, cade la borsa
L'indice Bovespa della borsa di San Paolo si prepara a un'apertura molto pesante dopo la sorprendente rielezione di Luiz Inácio Lula da Silva.
Secondo Bloomberg, un fondo quotato a New York che replica i titoli brasiliani è arrivato a perdere oltre il 20% prima dell'apertura ufficiale, mentre un contratto sul cambio negoziato a Chicago indica il real a 5,55 per dollaro, un calo superiore al 10% rispetto a venerdì. Anche un fondo quotato a Tokyo sull'indice Bovespa ha perso quasi il 15% negli scambi asiatici. Gli operatori di San Paolo prevedono vendite così intense da poter far scattare la sospensione automatica degli scambi. XP e Itaú Unibanco hanno perso almeno il 26% nelle prime contrattazioni americane, mentre Santander e Telefónica sono scese di oltre il 5%. "Sarà una giornata dura", ha detto Bruno Funchal, amministratore delegato di Bradesco Asset Management, secondo cui il mercato dovrà rivedere tutti i prezzi.
L'indice Bovespa, ai prezzi di venerdì, registra un rialzo del 10% da inizio mese, del 27% da inizio anno, in valuta locale il guadagno è del 47%.
Bolsonaro non si fa da parte
Intanto Flávio Bolsonaro, figlio dell'ex presidente Jair, ha rifiutato di riconoscere la sconfitta. Lo sfidante ha contestato la decisione di un giudice della Corte Suprema nominato da Lula di prolungare il voto di due ore e ha annunciato che chiederà l'annullamento del risultato: "È impossibile riconoscere" l'esito, ha detto ai giornalisti. Secondo gli analisti, uno scarto di oltre 4 milioni di voti rende il ricorso poco probabile, anche perché la sua campagna aveva chiesto a sua volta una proroga per le forti piogge nel Sud, dove la destra è più forte. Il rifiuto potrebbe comunque innescare proteste, in un Paese dove la fiducia nel sistema elettorale e nella magistratura è già incrinata. Jair Bolsonaro, dopo le elezioni del 2022, aveva aperto una grave crisi democratica con l'assalto ai palazzi del potere, e poi è stato condannato a 27 anni per un tentato colpo di Stato.
"Sarò il presidente di tutti", dice Lula
Lula, rieletto per la quarta volta, ha sfidato sondaggi e precedenti, fermando l'ondata di successi della destra in America Latina e deludendo l'amministrazione di Donald Trump, il cui Dipartimento di Stato aveva guidato una campagna per riportare i Bolsonaro al potere. Nel discorso della vittoria ha scelto toni concilianti: "Nessuno è obbligato a simpatizzare con il presidente eletto, ma è stato messo lì per governare per tutti".
I presidenti di Senato e Camera, Davi Alcolumbre e Hugo Motta, entrambi di centrodestra, hanno riconosciuto il risultato e difeso la regolarità del voto. Il mandato resta però in salita: Lula dovrà lavorare con un Congresso pieno di alleati dei Bolsonaro. "Le sfide sono innumerevoli", ha osservato Carlos Melo, docente di scienze politiche all'Insper.
Le turbolenze dovrebbero rientrare
Per Thierry Larose, gestore di Vontobel, la vittoria di Lula è una sorpresa: gli ultimi sondaggi indicavano un testa a testa, ma le piattaforme di previsione davano Flávio Bolsonaro quasi certo vincitore, e i titoli brasiliani avevano già incorporato uno scenario favorevole, con l'attesa di un rapido taglio dei conti pubblici. Larose ritiene che anche il governo Lula dovrà ridurre il disavanzo, ma la maggior parte degli investitori dubita che basterà a rendere sostenibile il debito. In merito ai movimenti di oggi, l'esperto prevede turbolenza in via di attenuazione, perché banca centrale e Tesoro hanno risorse sufficienti per evitare il caos sui mercati.
Graham Stock, Senior Sovereign Strategist presso Rbc BlueBay guarda a quel che potrebbe succedere nelle prossime settimane. "Il segnale chiave per i mercati sarà l'impegno della prossima amministrazione Lula a favore della disciplina fiscale, a partire dalla nomina di un nuovo ministro delle Finanze nelle prossime settimane. È stato incoraggiante che il moderato vicepresidente Geraldo Alckmin abbia avuto un ruolo di primo piano nei festeggiamenti per la vittoria di Lula, alimentando la speranza che col tempo possa spingere la politica economica in una direzione più ortodossa".
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