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Borsa di Seul: la cinese CXMT scatena panico nei chip di memoria
Il listino di Seul cade sui minimi da luglio, avendo perso un terzo rispetto al record di giugno. CXMT, il principale produttore cinese di memorie, ha annunciato progressi in una tecnologia cruciale

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Kospi -5,5%, minimo da giugno
La Borsa sudcoreana è stata travolta dalle vendite sui titoli dei semiconduttori, alimentate dai dubbi sulla sostenibilità del boom dell’intelligenza artificiale e sulle prospettive di crescita del settore.
Il tema è ricorrente da mesi, ma stanotte si è presentato in modo violento.
Il Kospi ha perso il 5,5%, dopo essere arrivato a cedere oltre il 7%, mentre Samsung Electronics e SK Hynix hanno lasciato sul terreno rispettivamente circa il 7% e il 10%.
Il listino di Seul è sceso di circa un terzo rispetto al record di giugno, portandosi sotto la media mobile a 200 giorni.
Gli investitori stranieri se ne vanno. Oggi questo aggregato ha venduto azioni sudcoreane per 3,4 miliardi di dollari, il valore più alto da giugno. Le contrattazioni automatiche sul Kospi sono state temporaneamente sospese per la prima volta da agosto.
"L'incertezza sulla possibilità che la fase espansiva prosegua fino al 2028 e oltre sembra pesare sulle valutazioni e sui prezzi azionari", ha osservato Ha SeokKeun, responsabile degli investimenti di Eugene Asset Management.
Allarme casinò di gioco
Una voce autorevole arrivata dall'interno dell'industria dei chip ha contribuito alla frana. Hock Tan, l'amministratore delegato di Broadcom, ha detto nel corso di un evento che il finanziamento degli investimenti nell'intelligenza artificiale potrebbe diventare un problema più rilevante della stessa disponibilità di chip.
Tan ha paragonato l'atteggiamento di alcuni investitori a quello di chi scommette in un casinò, senza comprendere pienamente i rischi.
La concorrenza della Cina è seria
CXMT, il principale produttore cinese di memorie, ha annunciato progressi in una tecnologia che potrebbe ridurre il divario con Samsung Electronics e SK Hynix, mettendo in discussione gli equilibri di un mercato cruciale per lo sviluppo dell'intelligenza artificiale.
Il presidente Cao Kanyu ha dichiarato che la società lancerà entro fine 2026 nuove memorie DRAM per server basate su un'architettura denominata 4F², progettata per aumentare la densità dei dati riducendo la superficie occupata dalle celle.
La tecnologia punta a superare l'attuale standard 6F² attraverso una diversa disposizione dei transistor, con l'obiettivo di integrare più celle nella stessa area e limitare le dispersioni elettriche. CXMT avrebbe inoltre separato la produzione delle celle di memoria da quella dei circuiti periferici, realizzando i due componenti su wafer distinti e unendoli successivamente mediante una tecnica chiamata hybrid bonding.
Se confermato, il risultato rappresenterebbe un importante avanzamento per l'azienda cinese, che avrebbe raggiunto una soglia tecnologica perseguita da anni anche dai concorrenti sudcoreani, nonostante le restrizioni statunitensi sull'accesso alle attrezzature più avanzate.
Tra la presentazione di un prodotto e la sua commercializzazione con rese adeguate potrebbe trascorrere ancora molto tempo, anche anni, per cui l'annuncio non rappresenta una minaccia immediata alla leadership di Samsung, SK Hynix e Micron nelle memorie ad alta larghezza di banda, è la conferma dei progressi cinesi.
Deepseek moment
Per Gabriel Debach, market analyst di eToro, la vicenda richiama quella di DeepSeek nel gennaio 2025, quando i progressi di una società cinese misero in discussione le aspettative sugli investimenti nell'intelligenza artificiale. Questa volta, osserva, il punto critico non sono i modelli linguistici, ma l'hardware necessario al loro funzionamento. "CXMT mette in discussione il vantaggio competitivo di chi produce le memorie".
La questione riguarda un settore che ha beneficiato della domanda crescente di memorie per server e sistemi di intelligenza artificiale, con prezzi e margini in forte aumento. La scarsità di componenti ha però accresciuto i costi anche per gli altri produttori di elettronica, contribuendo a frenare la domanda di dispositivi come gli smartphone.
Per Debach, il mercato si interroga dunque su due aspetti: quanto a lungo potranno durare gli eccezionali margini dei produttori di memorie e se gli investimenti necessari per alimentare il boom dell'intelligenza artificiale continueranno a garantire ritorni sufficienti.
Analisi Tecnica dell'indice Kospi
Dopo oltre 30 anni di movimento ascendente ma con un gradiente "normale", dal maggio 2025 l'indice è decollato uscendo dal canale evidenziato con una successione di massimi crescenti fino al top a 9.385 punti, prima di avviare la fase di ritracciamento -probabilmente- ancora in corso. Per ora i prezzi hanno reagito dalla fascia dei minimi della candela trimestrale scorsa (5.300/5.170 punti), solitamente buon supporto negli uptrend. Operativamente, suggeriamo di approfittare delle debolezze a gradini con downside potenziale fino a 4.000-3.600 punti.

Investire sulla borsa della Corea con gli ETF
Per puntare sulle prospettive di crescita della Borsa della Corea del Sud anche in ottica di diversificazione geografica, sono quotati a Piazza Affari i seguenti ETF specializzati.
HKOR è un ETF a replica fisica denominato in USD. L'obiettivo del fondo è replicare la performance dell'MSCI Korea Capped Index, indice ponderato per capitalizzazione che misura le principali società quotate della Corea del Sud. Il maggior costituente non può superare il 35% dell'indice, mentre nessun altro titolo può pesare più del 20%. L'esposizione settoriale resta comunque sbilanciata sulla tecnologia (oltre il 58% del portafoglio).
Il fondo distribuisce dividendi con cadenza semestrale. Le commissioni totali annue (TER) sono pari allo 0,50%.
Leggi il documento KID.
Da inizio 2026: +84%
Obiettivo dell'ETF (FLXK) è replicare con acquisti fisici l'andamento delle azioni di grande e media capitalizzazione in Corea del Sud, ovvero la performance dell'indice FTSE Korea 30/18 Capped. Non distribuisce dividendi. Valuta di denominazione USD, valuta di quotazione EURO. Commissioni totali annue 0,09%, tra i più contenuti nel panorama degli ETF. L'indice Capped FTSE Korea 30/18 rappresenta la performance delle società medio/grandi quotate sulla borsa della corea del Sud. Per evitare una concentrazione eccessiva in ogni singola azione, il peso di ciascun componente è limitato ogni trimestre di modo che quello della più grande azienda non superi il 30% e l'eventuale peso delle altre aziende non superi il 18%. Leggi il documento KID.
Da inizio 2026: +90%

L'ETF (CSKR) replica l'indice MSCI Korea 20/35, ovvero l'andamento dei titoli azionari coreani ad alta e media capitalizzazione. Il peso del gruppo delle entità più grandi è ristretto al 35% mentre quello di tutte le altre ad un massimo del 20%. Indice di spesa complessiva (TER) 0,65% annuo. Replica fisica totale, acquistando tutti i component. I dividendi sono accumulati. Leggi il documento KID.
Da inizio 2026: +83%
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