MOBILITA' EV - Le auto elettriche cinesi ingolfano i porti europei

La mancanza di camion è un problema molto comune, in particolare per i nuovi arrivati (come i produttori cinesi di veicoli elettrici) sul mercato senza dimensioni e consegne regolari.

Autore: Team Soluzioni di Investimento
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Fatto

Il Financial Times riferisce che i veicoli importati si stanno accumulando nei porti europei mentre le case automobilistiche e i distributori lottano con un rallentamento delle vendite e colli di bottiglia logistici.

I veicoli elettrici cinesi sono stati indicati come una delle principali cause del problema, con alcune aziende che prenotano orari di consegna senza ordinare il trasporto successivo.

Secondo i dirigenti del settore, alcuni veicoli elettrici di marca cinese sono rimasti nei porti europei per un massimo di 18 mesi. In altri casi, le case automobilistiche in generale hanno difficoltà a ordinare i camion a causa della mancanza di conducenti e attrezzature per spostare i veicoli.

La mancanza di camion è un problema molto comune, in particolare per i nuovi arrivati (come i produttori cinesi di veicoli elettrici) sul mercato senza dimensioni e consegne regolari.

Il segretario generale della China Passenger Car Association ha dichiarato che il trasporto interno nell'UE è difficile per i marchi cinesi di veicoli elettrici, sottolineando che i marchi devono migliorare i propri servizi post-vendita e cambiare la guerriglia delle esportazioni di auto.

Un operatore logistico tedesco ha affermato di aver sperimentato tempi di permanenza più lunghi presso le sue strutture dopo che il governo federale tedesco ha smesso di sovvenzionare l’acquisto di veicoli elettrici nel dicembre dello scorso anno.

D’altra parte, Wang Wentao, ministro del commercio cinese, ha dichiarato domenica in un incontro con le case automobilistiche cinesi a Parigi che le affermazioni statunitensi ed europee sull’eccesso di capacità cinese di veicoli elettrici erano infondate.

Il Ministro ha affermato che i produttori cinesi di veicoli elettrici non fanno affidamento sui sussidi per ottenere un vantaggio competitivo, ma dipendono dalla continua innovazione tecnologica, da un perfetto sistema di produzione e di catena di fornitura.
 
L’intasamento dei terminal automobilistici avviene mentre molte case automobilistiche cinesi stanno pianificando una spinta alle esportazioni verso l’UE.

Le esportazioni cinesi di automobili nel 2023 sono aumentate del +58% su base annua, provocando un rimodellamento del mercato automobilistico. Secondo l’analisi del gruppo politico Trasporti e Ambiente, il 25% dei veicoli elettrici venduti nell’UE quest’anno sarà prodotto in Cina.

Ricordiamo che lo scorso ottobre la Commissione Europea ha avviato un’indagine sui sussidi sui veicoli elettrici provenienti dalla Cina, un’indagine ampiamente prevista che porterà a un aumento delle tariffe sui veicoli elettrici provenienti dalla Cina.

Effetto

L'investitore ha a disposizione su Borsa Italiana una serie di strumenti tematici che "catturano" la catena di valore della mobilità elettrica.

Tra questi, i seguenti ETF:

iShares Electric Vehicles and Driving Technology
Isin IE00BGL86Z12 (ECAR.MI)

Da inizio 2024: +4,70%.

L'obiettivo di investimento è cercare di fornire agli investitori un rendimento totale che riflette il rendimento dell'indice STOXX Global Electric Vehicles and Driving Technology. Replica fisica (campionamento ottimizzato). Valuta di denominazione USD. Valuta di quotazione EURO. Commissioni totali annue 0,40%. Non distribuisce dividendi. Leggi il documento KID. 

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WisdomTree Battery Solutions UCITS USD Acc
Isin: IE00BKLF1R75 (VOLT.MI)
Da inizio 2024: -2,60%

L'ETF punta a replicare l'andamento e la performance, prima dei costi e delle spese, dell'indice WisdomTree Battery Solutions. Valuta di denominazione USD. Costo di gestione annuo 0,40%. Non distribuisce dividendi. L'indice è stato configurato da esperti in questo campo, Wood Mackenzie, ed è orientato su aree della catena di valore delle batterie che mostrano il potenziale di crescita maggiore. L’indice è anche diversificato dal punto di vista geografico e settoriale ed è stato elaborato con la capacità di evolvere continuamente seguendo il rapido sviluppo tecnologico. Gli Stati Uniti sono il primo Paese rappresentato con una incidenza di quasi un terzo del totale, seguono Asia e Giappone. La diversificazione per singole aziende è molto ben distribuita, tanto che il titolo più "pesante" arriva intorno al 5% del totale. Leggi il documento KID. 

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