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India: Modi e Trump ora sono amiconi, compromesso sui dazi

L'indice BSE Sensex di Mumbai è in rialzo del 3%, un balzo che lo porta in prossimità dei massimi della storia. La rupia si apprezza a 90.25 su dollaro, da 92 della settimana passata.

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L'indice BSE Sensex di Mumbai è in rialzo del 3%, un balzo che lo porta in prossimità dei massimi della storia. La rupia si apprezza a 90.25 su dollaro, da 92 della settimana passata. 
Il tasso rendimento di riferimento del bond a 10 anni scende di ben 5 punti base, a 6,17%, sulla base dell'ipotesi che i fondi stranieri potrebbero tornare in modo massiccio sugli asset locali dopo la rimozione dei dazi punitivi statunitensi.

I dazi di Trump scendono

Ieri sera il presidente americano ha annunciato su Truth Social di aver parlato con il premier indiano Narendra Modi e di aver chiuso "con effetto immediato" un accordo commerciale tra Stati Uniti e India. Nel suo post Trump sostiene che Washington ridurra' il dazio "reciproco" per Nuova Delhi dal 25% al 18%, mentre l'India si impegnerebbe a portare a "zero" tariffe e barriere non tariffarie contro gli Stati Uniti. Trump lega l'intesa anche ai dossier energia e geopolitica: secondo il presidente, l'India avrebbe accettato di non comprare petrolio dalla Russia e di acquistare piu' greggio dagli Stati Uniti, "potenzialmente" anche dal Venezuela, presentando la scelta come parte della strategia per "porre fine" alla guerra tra Russia e Ucraina. Nel messaggio il leader della Casa Bianca cita inoltre un impegno indiano a "comprare americano" in un accordo per oltre 500 miliardi di dollari che include energia, tecnologia, prodotti agricoli, carbone e altre merci.

La borsa risale

A seguito dell'annuncio, stamattina sul listino indiano salgono le azioni dei produttori tessili e dell'abbigliamento, data la loro dipendenza dalle esportazioni verso gli Stati Uniti. In rialzo anche i produttori di componenti automobilistici.
L'accordo "segna una continuazione dell'allentamento del contesto geopolitico per gli investitori indiani", ha scritto in una nota William Bratton, responsabile della ricerca sul mercato azionario in Asia-Pacifico presso BNP Paribas Exane. Sebbene il patto allevi le preoccupazioni degli stranieri che investono in azioni locali, i suoi dettagli e i prossimi passi per la sua attuazione sono ancora poco chiari, ha affermato.

Nel 2025 le azioni indiane hanno registrato un rendimento inferiore rispetto alle controparti asiatiche e quest'anno hanno ampliato il divario, in parte a causa dei ritardi nell'accordo commerciale. Gli investitori globali hanno ritirato quasi 19 miliardi di dollari dalle azioni locali lo scorso anno e hanno aggiunto oltre 3 miliardi di dollari a gennaio.

Il rally degli asset indiani, tuttavia, potrebbe non essere facile da sostenere. L'accordo commerciale non pone fine alle difficoltà dei titoli azionari indiani, poiché gli investitori si concentreranno ora sugli utili societari che non hanno ancora mostrato segni di ripresa.

Per ora, l'accordo, che arriva in rapida successione dopo un patto commerciale con l'Unione Europea, rimuove un ostacolo fondamentale per gli investitori. Il consigliere economico capo V. Anantha Nageswaran prevede un forte aumento dei flussi di capitale, poiché si aspetta che la crescita economica superi le precedenti previsioni del governo.

Cosa dicono gli strateghi e i gestori di fondi

Kotak Mahindra Asset Management Co. Deepak Agrawal, direttore degli investimenti - debito): "Questo sviluppo dovrebbe migliorare il saldo della bilancia dei pagamenti del Paese, rafforzare la rupia, aumentare le riserve di valuta estera e attirare gli investitori istituzionali stranieri che erano rimasti in attesa".

Wright Research PMS (Sonam Srivastava, fondatore): "L'accordo è un fattore positivo significativo per i titoli azionari indiani, sia dal punto di vista del sentiment che della visibilità degli utili. I segmenti orientati all'esportazione come i servizi IT, i prodotti farmaceutici, i prodotti chimici speciali, i componenti automobilistici e alcuni prodotti di ingegneria sono quelli che ne trarranno i maggiori benefici. Sebbene la reazione del mercato a breve termine sia comprensibilmente forte, la sostenibilità dipenderà dall'esecuzione, dall'adozione specifica del settore e dal fatto che seguano o meno aumenti degli utili. Tuttavia, come segnale, questo è un chiaro fattore scatenante del rischio".

Leonardo torna in India

Il produttore di elicotteri italiano AgustaWestland è pronto a rientrare nel settore della difesa indiano, quasi un decennio dopo che lo scandalo dieci anni fa. L'azienda controllata da Leonardo tornerà a fornire materiale all'esercito indiano, in collaborazione con Adani Defence and Aerospace.
L'accordo dovrebbe essere annunciato formalmente martedì, secondo quanto riportato da Adani Group.
L'intesa formale tra AgustaWestland e governo era stato firmato nel 2010, nel periodo in cui in India il partito leader era quello del Congresso: la commessa originale era per 12 elicotteri AW-101 al costo di 3.600 crore di rupie. Le indagini avevano successivamente rivelato un giro di tangenti per circa 423 crore di rupie versate a funzionari e intermediari dell'Aeronautica Militare indiana. L'accordo fu così annullato dalle autorità indiane nel 2014 ed Agusta Westland fu inserita nella lista nera.
Nonostante queste accuse, un tribunale italiano e il Ministero della Difesa indiano hanno concesso ad AgustaWestland il proscioglimento nel novembre 2021, citando prove insufficienti.

Analisi tecnica BSE 

L'indice ha rimbalzato dalla sua media mobile a 50 periodi (su time frame settimanale) riportandosi in breve nei pressi dell'importante area di resistenza a quota 85978 punti. Un livello di resistenza che aveva già respinto al ribasso i prezzi a novembre 2025 ma anche a inizio 2026.
Le principali aree di supporto sono la trendline rialzista costruita sai minimi del 2022 e l'area dei 71.000 punti, livello da cui transita anche la media a 200 settimane. In caso di breakout al rialzo degli 86k punti, l'indice segnerà un nuovo massimo storico.


 

Investire sull'India tramite gli ETF

Consideriamo la borsa dell'India un'ottima diversificazione, soprattutto se si attenuerà l'appetito per l'intelligenza artificiale e si apriranno spiragli sui dazi.

Per investire con la massima diversificazione sulla Borsa indiana, Piazza Affari mette a disposizione alcuni strumenti specializzati. Tra questi il seguente ETF che sovraperforma nel periodo l'indice BSE Sensex grazie alla sua particolare struttura:

Franklin Ftse India Ucits - Usd (Acc)
Isin: IE00BHZRQZ17 (FLXI)
Da inizio 2026: -7%

Obiettivo dell'ETF è quello di replicare con acquisti fisici (azioni e non derivati) l'andamento delle principali blue chip della borsa indiana tramite l'Indice FTSE India 30/18 Capped. Quotato nel giugno 2019. Valuta di denominazione USD, valuta di quotazione EURO. Commissioni totali annue 0,19%. Leggi il documento KID. 

Gli indici FTSE Russell UCITS Capped sono ponderati per la capitalizzazione di borsa e progettati per limitare la concentrazione in ogni singola azione nel rispetto dei requisiti di diversificazione richiesti dall'Unione Europea (UCITS). In particolare, l'indice Capped FTSE India 30/18 rappresenta la performance delle società medio/grandi quotate sulla borsa indiana. Per evitare una concentrazione eccessiva in ogni singola azione, il peso di ciascun componente è limitato ogni trimestre di modo che quello della più grande azienda non superi il 30% e l'eventuale peso delle altre aziende non superi il 18%. 

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