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India - Migliorano le stime di crescita del PIL, malgrado i dazi

Fuori dai grandi giochi dell'intelligenza artificiale e impastoiata nelle trame della guerra commerciale, l'indice BSE Sensex della Borsa di Mumbai ha avviato il 2026 in sordina 

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India sotto i riflettori 

Fuori dai grandi giochi dell'intelligenza artificiale e impastoiata nelle trame della guerra commerciale, l'indice BSE Sensex della Borsa di Mumbai ha avviato il 2026 in sordina così come in sordina aveva chiuso il 2025. 

Nella prima settimana presenta una performance quasi invariata, che sfigura rispetto agli 8 punti di guadagno già accumulati  dal Kospi di Seul  e ai 3/5 punti percentuali accumulati da Cina, Giappone e Taiwan, solo per restare nell'area Asia-Pacifico.

Eppure, se appena ci si solleva dalle nebbie si riesce a scorgere qualche raggio di sole. Due i fattori che potrebbero rappresentare la svolta per l'anno in corso:

1) le ultime previsioni segnalano che l'economia indiana, quella in più rapida crescita al mondo, aumenterà del +7,4% nell'anno fiscale 2026, in accelerazione rispetto al +6,5% dell'anno fiscale precedente;

2) il raffreddamento dell'inflazione offre ai responsabili politici il margine per sostenere la crescita nonostante i rischi legati alle esportazioni.

Nel 2025, le stime preliminari avevano offerto il primo segnale ufficiale di un rallentamento dell'economia, fissando la crescita dell'India al 6,4%, la più debole dalla pandemia. Questo dato è stato successivamente rivisto al 6,5% a maggio.

Si prevede che i consumi privati ​​cresceranno del 7%, in leggero calo rispetto alla crescita del 7,2% dell'anno precedente.

Dazi Usa al 50% da agosto 2025 

Nel frattempo, si prevede che la spesa pubblica aumenterà del 5,2%, rispetto al 2,3% dell'anno precedente.

Le esportazioni indiane verso gli Stati Uniti, il suo principale partner commerciale, sono soggette a dazi del 50% dall'agosto dello scorso anno. Mentre sono in corso i negoziati per un accordo commerciale, si prevede che i dazi prolungati peseranno sullo slancio economico.

Il mese scorso, il Fondo Monetario Internazionale ha dichiarato che il PIL reale dell'India dovrebbe crescere del +6,6% nell'anno fiscale 2026, prima di moderarsi al +6,2% nell'anno fiscale 2027, ipotizzando un rinvio prolungato dell'accordo commerciale tra Stati Uniti e India.

Il mese scorso, la banca centrale indiana ha rivisto la crescita del PIL reale per l'anno fiscale 2026 al +7,3%, rispetto alla precedente stima del +6,8%, citando l'allentamento delle pressioni sui prezzi.

La Reserve Bank of India ha abbassato le sue previsioni di inflazione dei prezzi al consumo al 2,0%, dal 2,6% per quest'anno fiscale. Ciò ha dato alla banca centrale il margine per tagliare il tasso di riferimento di 25 punti base, al 5,25%, pur evidenziando la debolezza di alcuni indicatori economici chiave.

Malgrado le tante incertezze a livello globale, non ultima i discussi rapporti con Mosca, l'economia indiana si è dimostrata sorprendentemente resiliente nella prima metà dell'anno fiscale 2026, crescendo più velocemente del previsto, al 7,8% nel trimestre di giugno e all'8,2% nel trimestre conclusosi a settembre.

Consideriamo la borsa dell'India un'ottima diversificazione, soprattutto se si attenuerà l'appetito per l'intelligenza artificiale e si apriranno spiragli sui dazi.

Investire sull'India tramite gli ETF

Per investire con la massima diversificazione sulla Borsa indiana, Piazza Affari mette a disposizione alcuni strumenti specializzati. Tra questi il seguente ETF che sovraperforma nel periodo l'indice BSE Sensex grazie alla sua particolare struttura:

Franklin Ftse India Ucits - Usd (Acc)
Isin: IE00BHZRQZ17 (FLXI)
Da inizio 2026: +1,40%

Obiettivo dell'ETF è quello di replicare con acquisti fisici (azioni e non derivati) l'andamento delle principali blue chip della borsa indiana tramite l'Indice FTSE India 30/18 Capped. Quotato nel giugno 2019. Valuta di denominazione USD, valuta di quotazione EURO. Commissioni totali annue 0,19%. Leggi il documento KID. 

Gli indici FTSE Russell UCITS Capped sono ponderati per la capitalizzazione di borsa e progettati per limitare la concentrazione in ogni singola azione nel rispetto dei requisiti di diversificazione richiesti dall'Unione Europea (UCITS). In particolare, l'indice Capped FTSE India 30/18 rappresenta la performance delle società medio/grandi quotate sulla borsa indiana. Per evitare una concentrazione eccessiva in ogni singola azione, il peso di ciascun componente è limitato ogni trimestre di modo che quello della più grande azienda non superi il 30% e l'eventuale peso delle altre aziende non superi il 18%. 

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