BORSA CINESE - E' il momento giusto per comprare?
Malgrado i recenti problemi, la Cina è l'economia che ha mosso la crescita mondiale negli ultimi 20 anni, è tuttora il più grande consumatore di materie prime del globo e la seconda economia mondiale

Fatto
Le Borse della Cina sono chiuse per la lunga festività del capodanno lunare, ma prima di sospendere le contrattazioni hanno messo a segno la settimana migliore dallo scorso novembre (+5,80%), riducendo la perdita del 2024 a poco meno dell'1%.
Oggi sono regolarmente scambiati i fondi e gli ETF che hanno per oggetto asset cinesi (azioni e bond) e lo Yuan, la valuta di riferimento.
Malgrado i recenti problemi, la Cina resta pur sempre l'economia che è stata il motore della crescita mondiale negli ultimi 20 anni, rimane tuttora il più grande consumatore di materie prime del globo e la seconda economia mondiale.
Molti investitori stanno perciò rivedendo la loro strategia per vedere se è il caso di riposizionarsi sulla Cina.
Un gestore di fondi ha affermato che potrebbe investire il 5-10% del suo portafoglio in azioni cinesi, con la consapevolezza di poterlo perdere anche tutto. Un gestore di hedge fund che supervisiona asset di miliardi di dollari ha affermato che gli piacciono le “idiosincrasie” e le qualità di diversificazione della Cina, ma ha notato che il denaro dei suoi investitori è per lo più offshore, non onshore. Alex Lennard, gestore di fondi presso Ruffer, ha ammesso che il clima economico in Cina è ancora terribile, ma la sua società sta investendo lì denaro, essenzialmente come copertura. "Si tratta di una piccola parte del nostro portafoglio, circa il 4%, ma fornisce una compensazione rispetto ad alcune delle altre certezze di mercato esistenti", ha affermato Lennard.
Nel frattempo, Morningstar Direct ha rivelato che l’esposizione media ponderata per asset dei fondi azionari statunitensi alle azioni cinesi nel dicembre 2023 è stata dell’1,38%, in calo rispetto al 2,17% di tre anni prima, mentre l'esposizione media ponderata è scesa al 3,5% dal 4,13%.
L’allocazione dei fondi USA specializzati nei mercati emergenti verso la Cina è scesa al 20,6% del totale dal 28,6%, su base ponderata per gli asset, e al 20% dal 26%, su base omogenea.
Si tratta di un fenomeno che accomuna tutti i fondi concentrati sui mercati emergenti globali. Secondo Morningstar Data, la quota cinese della loro allocazione azionaria complessiva nei mercati emergenti è scesa al 19,5% dal 27,1% su base ponderata per gli asset e al 21% dal 25,5% su base omogenea.
I risultati di un recente sondaggio condotto dal Forum ufficiale delle istituzioni monetarie e finanziarie su 22 fondi pensionistici pubblici e fondi sovrani che gestiscono asset per 4,3 trilioni di dollari sono stati sorprendenti: nessuno ha una prospettiva positiva per l’economia cinese o vede rendimenti relativi più elevati nel paese.
In conclusione: con gli indici di Wall Street sui massimi storici e l'indice Eurostoxx 50 sui massimi dal 2001 forse è giunto il momento di fare un'attenta riflessione sulla borsa cinese, che negli ultimi due anni si è mossa al contrario, scivolando sui minimi da un quinquennio a causa del crollo del settore immobiliare, dell'eccessivo interventismo del governo, delle frizioni con gli Stati Uniti.
Effetto
Analisi tecnica Borsa. Il trend della borsa cinese continua ad essere piuttosto "tormentato" con continui alti e bassi e una impostazione di fondo ribassista.
Tuttavia si cominciamo a intravedere i primi segnali di riequilibrio con l'approdo sulla media mobile a 50 giorni, che oggi transita a 3.331 punti. Riuscire a superarla entro fine settimana sarebbe già un evento degno di nota che non si verifica dal luglio scorso. La media mobile a 100 giorni (più significativa) è a 3.473 punti.
Per i segnali di spinta occorrerà attendere almeno il pieno superamento di area 3.500 punti.
Operatività. Restiamo ottimisti nel lungo termine. In ottica di diversificazione, si può sfruttare l'avvicinamento di area 3.000 punti per comprare sulla debolezza con un ottimo rapporto rischio/rendimento. In direzione opposta, attendere la prima chiusura sopra 3.500 punti per comprare in tendenza sulla forza. Stop loss in caso di discesa sotto 2.900 punti.

Tra gli ETF quotati alla Borsa di Milano segnaliamo i seguenti, ciascuno dei quali contraddistinto da caratteristiche specifiche. Ciò consente acquisti complementari: il primo offre maggiore esposizione ai titoli dell'alta tecnologia; il secondo replica l'indice CSI 300; il terzo direziona le risorse verso le società più impegnate nella transizione ecologica.
ETF Franklin Ftse China Ucits Etf - Usd (Acc)
Isin: IE00BHZRR147 (FLXC.MI)
Da inizio 2024: -2,60%
L'ETF investe in azioni a grande e media capitalizzazione in Cina e cerca di replicare il rendimento dell'indice FTSE China 30/18 Capped. L'indice ha un'ampia copertura delle classi di azioni cinesi, tra cui le azioni A, B, H, N; le azioni Red, P, S Chips. I componenti di tipologia A sono disponibili per gli investitori internazionali attraverso il Northbound China Stock Connect Scheme. Il peso dei singoli componenti viene ponderato tenendo conto del flottante e delle restrizioni applicate agli investitori stranieri. E' rivisto semestralmente. Replica fisica. Valuta di denominazione USD. Valuta di quotazione EURO. Non distribuisce dividendi. Costi di gestione 0,19% annuo, il più conveniente tra i 13 prodotti specializzati quotati a Piazza Affari. Leggi il documento KID.
Gli indici FTSE Russell UCITS Capped sono ponderati per la capitalizzazione di borsa e progettati per limitare la concentrazione in ogni singola azione nel rispetto dei requisiti di diversificazione richiesti dall'Unione Europea (UCITS). In particolare, l'indice FTSE China 30/18 Capped rappresenta la performance delle società medio/grandi quotate sulla borsa cinese. Per evitare una concentrazione eccessiva in ogni singola azione, il peso di ciascun componente è limitato ogni trimestre di modo che quello della più grande azienda non superi il 30% e l'eventuale peso delle altre aziende non superi il 18%. I primi cinque titoli presenti in ordine di peso sono:

ETF X-TRACKERS CSI300 UCITS
Isin LU0779800910 (XCHA.MI)
Da inizio 2024: -1,10%
L'ETF replica l'andamento dell'indice CSI 300, indice che riflette l'andamento delle azioni di 300 società quotate sulla Borsa Valori di Shangai e sulla Borsa Valori di Shenzhen (Azioni Cina A). Non distribuisce un dividendo. Spesa corrente annua 0,50%. Valuta di denominazione USD. Valuta di quotazione EURO. Leggi il Documento KID.
ETF Franklin MSCI China Paris Aligned Climate UCITS (Acc)
Isin: IE000EBPC0Z7 (FRCP.MI)
Da inizio 2024: -4,30%
Il nuovo ETF è conforme agli indici EU Climate Benchmark PAB e replica l’MSCI China Climate Paris-Aligned composto da titoli azionari cinesi a grande e media capitalizzazione. Progettato per sostenere gli investitori che cercano di ridurre la loro esposizione ai rischi climatici fisici e di transizione, l’indice sovrappeserà le società cinesi che passano ad un’economia a basse emissioni di carbonio, garantendo al contempo il pieno allineamento con gli obiettivi di decarbonizzazione dell’Accordo di Parigi sul Clima. Non distribuisce Dividendi. Valuta di denominazione USD. Valuta di quotazione Euro. Commissioni nette totali 0,22%. Leggi il Documento KID.
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