BANCHE ITALIANE - Decreto sui crediti deteriorati (NPL) atteso entro fine anno. L'Analisi Tecnica di Websim
L’attuale bozza avrebbe effetti potenzialmente significativi sia sulla qualità dei portafogli esistenti che sulle prospettive di cessione di nuovi portafogli.

Fatto
Le banche Italiane restano sotto i riflettori.
L'indice Ftse del settore conserva un'ampia sovraperformance da inizio anno rispetto all'indice Stoxx Banks delle banche europee: +28% vs 11%.
Vari articoli di stampa riprendono il tema del Decreto Legge allo studio da parte del governo sui crediti deteriorati che potrebbe essere approvato entro fine 2023 anche se difficilmente verrà discusso dal Consiglio dei Ministri previsto settimana prossima.
La bozza del DL prevede la possibilità per privati e piccole imprese di ricomprare direttamente dal servicer i propri debiti con una maggiorazione del 20% rispetto al prezzo di acquisto per importi nominali inferiori a 25 mln di euro e per crediti generatisi nel periodo 2018/2021.
Secondo quanto riporta MF, va ricordato che circa un terzo delle cessioni di crediti per 350 mld avvenute nel corso del 2022 erano accompagnate da garanzie dello Stato che potrebbero essere escusse del creditore.
Al tavolo tecnico del governo, Banca d’Italia potrebbe evidenziare gli effetti distorsivi di questi interventi come già avvenuto nel 2020 e chiedere modifiche rilevanti alla bozza di decreto attuale.
Commento
L’attuale bozza di DL potrebbe portare ad effetti significativi sul mercato dei NPLs e sulle sue prospettive future:
1) i creditori di maggiore qualità sarebbero incentivati ad estinguere le loro posizioni mentre i crediti più problematici potrebbero restare insoluti andando a diminuire il volume dei portafogli esistenti e peggiorarne la qualità, modificando notevolmente le aspettative di recupero dei crediti ipotizzate in sede di acquisto e quindi i rendimenti per gli investitori;
2) questa fase di incertezza potrebbe congelare operazioni di cessioni di NPL da parte delle banche: le banche potrebbero reagire andando a limitare ulteriormente l’erogazione di nuovo credito per limitare flussi futuri di NPL e per limitare gli effetti sul capitale derivante dalla maggiore difficoltà di cessione di portafogli di crediti dubbi.
Riteniamo probabile che la discussione in atto porti a modifiche sostanziali della bozza del decreto che vada a limitare la portata delle misure come peraltro avvenuto per la tassazione degli extra profitti delle banche. Tra le possibili delimitazioni, quelle dell’individuazione di un periodo coinvolto più circoscritto in cui si sono formati i crediti e una definizione più stringente di coloro che ne possono beneficiare visto che la norma vuole essere un aiuto a famiglie e piccole imprese esposte con importi limitati.
Gli effetti della norma, qualora venisse effettivamente approvata, dipenderanno dai dettagli tecnici e operativi della stessa.
L’attuale bozza avrebbe effetti potenzialmente significativi sia sulla qualità dei portafogli esistenti che sulle prospettive di cessione di nuovi portafogli.
Tra le società coinvolte da questi possibili cambiamenti normativi ci sono alcuni acquirenti di portafogli e servicer come Banca IFIS [IF.MI] e puri servicer come Dovalue [DOVA.MI], che ha un’esposizione all’Italia pari a circa il 60% del totale GBV e del 36% nel 1H 2023 in termini di recupero crediti e con prospettive di crescita futura principalmente in Grecia e Spagna.
Effetto
Analisi Tecnica. Il quadro grafico di breve del settore bancario italiano è in progressivo miglioramento grazie a uno scenario di resilienza dell'economia italiana e di tassi previsti elevati per un lungo periodo. La pronta ripresa del primo supporto in area 12.572 punti dovrebbe favorire il ritorno sui top annuali in area 13mila.
Nuovi segnali di spinta saranno visibili al superamento di area 13.500 per target finale intorno a 18mila punti, ovvero sui top di sette anni fa.
Operatività. Rafforziamo il giudizio positivo. Sfruttare l'eventuale discesa in area 12.500/12mila punti per comprare sulla debolezza in ottica di lungo periodo. Pronti a intervenire sulla forza al superamento di area 13.500. Target intermedio a 15mila punti Target finale 18mila punti. Stop loss in caso di cedimento di area 11mila punti.

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