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Tech, banche e utilities: il tris di indici per puntare sull'Europa
Il certificate DE000HC75VQ0 di Unicredit ha per sottostanti l’Euro Stoxx Banks, l’Euro Stoxx Technology e l’Euro Stoxx Utilities, un tris di indici settoriali particolarmente apprezzabile per l’equilibrio che esprime. Durata quattro anni, rendimento potenziale del 7,4% e barriera al 55%.

Investire sul mercato azionario europeo conviene, a patto di avere un’ottica di medio-lungo periodo, perché nei prossimi due mesi le Borse potrebbero scendere anche del 10%. Ne è convinto da tempo Graham Secker, responsabile del team di strategia azionaria europea di Morgan Stanley, che nelle ultime settimane ha più volte ripetuto che le società europee sono nettamente più a buon mercato di quelle statunitensi. Le prime valgono in media solo 12,5 volte gli utili, mentre il rapporto tra prezzo e utili a Wall Street è di quasi 18 volte.
Investire sulle azioni europee con buona redditività e alta protezione
Per investire sul mercato azionario europeo in un’ottica di medio periodo Unicredit ha messo a punto un nuovo strumento che offre una combinazione particolarmente interessante fra redditività e protezione. Con il certificate DE000HC75VQ0, che ha durata quattro anni, l’investitore può ottenere un rendimento del 7,44% mentre il capitale è protetto da una barriera al 55%. I sottostanti sono l’Euro Stoxx Banks, l’Euro Stoxx Technology e l’Euro Stoxx Utilities, un tris di indici settoriali particolarmente apprezzabile per l’equilibrio che esprime, dato che mette insieme titoli ciclici come i tech con titoli difensivi come le utility, e in più ci sono le banche che stanno beneficiando di una crescita della redditività tipica delle fasi di rialzo dei tassi.
Il certificate con Isin DE000HC75VQ0 si presenta come uno strumento ben calibrato per ottenere un rendimento interessante per un periodo piuttosto lungo.
Cedole mensili con memoria dello 0,62%, barriera al 55%
Nel mese di giugno il certificate Isin DE000HC75VQ0 ha pagato la prima cedola mensile da 0,62 euro, pari allo 0,62% del valore nominale (100 euro). I successivi premi saranno corrisposti se alle scadenze previste i tre sottostanti rispetteranno la barriera posta al 55% dei Valori iniziali, cioè se non saranno scesi più del 45% dalla quotazione del fixing del 2 giugno scorso.
Dotate di effetto memoria, le cedole che non saranno pagate se a una certa data di osservazione anche solo uno dei sottostanti sarà sotto la barriera, saranno poi corrisposte alla prima scadenza successiva in cui tutti e tre i sottostanti rispetteranno di nuovo la barriera.
Possibile il rimborso anticipato
A partire dal febbraio 2024 il certificate potrà essere rimborsato anticipatamente se a una data di osservazione tutti e tre i sottostanti avranno una quotazione superiore ai Valori iniziali. A quel punto l’investitore riceverà l’ultima cedola, le eventuali cedole non pagate e accantonate per l’effetto memoria, e il certificate verrà rimborsato al 100% del valore nominale (100 euro). Da quel momento il prodotto cessa di esistere e nessuna cedola sarà più pagata.

Le due possibilità alla scadenza finale
Se il certificate non sarà stato ritirato in anticipo, alla scadenza finale del 20 maggio 2027 potranno delinearsi due possibilità:
- se tutti e tre i sottostanti quotano sopra la barriera, l’investitore riceverà l’ultima cedola, le eventuali cedole non pagate e accantonate per l’effetto memoria, e il certificate verrà rimborsato al 100% del valore nominale (100 euro). L’investimento si chiude con pieno successo. La barriera al 55% proteggerà il capitale anche se un sottostante, per ipotesi, dovesse accusare fra quattro anni un ribasso del 42% dal Valore iniziale.
- se anche solo uno dei sottostanti si trova sotto la barriera, non verranno pagate l’ultima cedola e neanche le cedole eventualmente accantonate per l’effetto memoria. L’investitore riceverà un rimborso proporzionale alla performance del peggiore dei sottostanti. Ipotizziamo che il peggiore dei sottostanti accusi un ribasso del 60%: a quel punto il certificate verrà rimborsato al 40% del valore nominale, cioè a 40 euro.
S&P rivede al rialzo le previsioni di crescita dell’Europa
A rafforzare l’opinione positiva sull’Europa dello strategist di Morgan Stanley è arrivato questa settimana l’ultimo report di S&P, che ha rivisto al rialzo le previsioni sul Pil della zona euro per il 2023, portando la stima di crescita a +0,6% dal +0,3% precedente, mentre le previsioni per il 2024 sono state marginalmente ridotte. S&P non prevede che l’inflazione torni al target del 2% fissato dalla banca centrale prima del 2025, anche se l'aumento dei tassi di interesse sta frenando la domanda. In ogni caso, l’agenzia di rating esclude che l'eurozona cada in una recessione grave.
D’accordo con Graham Secker, S&P descrive uno scenario (outlook) a medio termine (2025-2026) più positivo di quello a breve termine (2023-2024), perché fra un paio di anni la politica monetaria dovrebbe aver smesso di frenare la domanda, il mercato del lavoro potrebbe dimostrarsi più resistente rispetto a precedenti rallentamenti, e la politica fiscale fornirà un certo sostegno grazie all'attuazione del Next Gen EU fino alla fine del 2026.
Dopo un'ondata record di sovraperformance tra ottobre e marzo, negli ultimi due mesi le azioni europee hanno iniziato a sottoperformare gli indici internazionali. Secondo Morgan Stanley questa situazione può continuare durante l'estate. Nel complesso, la banca americana ritiene che le azioni europee potrebbero perdere fino al 10% nei prossimi mesi. La conclusione di Graham Secker è: “Siamo più positivi sui titoli europei nel lungo periodo, dato che pensiamo che alla fine gli utili saranno relativamente solidi e le valutazioni azionarie basse. In una prospettiva a 12 mesi, i nostri modelli suggeriscono un rialzo dei prezzi dell'8%, che salirebbe al 12% se includessimo i dividendi e i buyback. Quindi, se mettiamo insieme tutti questi elementi, pensiamo che le prospettive per le azioni delle società europee siano forse meglio descritte come una sofferenza a breve termine, per un guadagno a lungo termine”.
Il giudizio di Morgan Stanley su Utility, Tech e Banche
In questo contesto Morgan Stanley ha aumentato la sua preferenza per i titoli difensivi rispetto ai ciclici, aumentando il sovrappeso dei farmaceutici, che vanno ad aggiungersi alle telecomunicazioni e alle utility nella lista di titoli preferiti.
Per contro, Morgan Stanley continua a sottopesare i settori ciclici come auto, beni strumentali, prodotti chimici ed energia. Inoltre precisa che è troppo presto per prendere profitto nei settori in crescita e quindi “rimaniamo positivi su beni di lusso, medtech, semiconduttori e software”. Sulle banche e sui finanziari il giudizio è neutrale.
Alla fin fine, quindi, le preferenze settoriali di Morgan Stanley coincidono con l’impostazione del certificate con Isin DE000HC75VQ0 che investe su Utility, Tech e Banche europee.
Andiamo a esaminare uno per uno questi tre indici.
Euro Stoxx Banks

Come si vede dal grafico qui sopra, la barriera per l’Euro Stoxx Banks è a 56,62 punti, nei pressi dei minimi storici dell’indice bancario. Un livello strategico, come ha dimostrato la crisi bancaria di marzo che ha colpito gli Usa e il Credit Suisse. Le banche europee dopo anni di derisking hanno cambiato volto e si presentano ora al mercato molto più solide e patrimonializzate.
Euro Stoxx Technology

Non sarà il Nasdaq, ma anche l’indice tecnologico europeo parla chiaro. Si segnano sempre nuovi massimi. È un indice estremamente efficiente che ovviamente ha sofferto nel 2021 ma che a nostro avviso ora è tra i favoriti. La barriera si colloca a 499,68 punti, ben al di sotto dei minimi del bear market dello scorso anno che ha colpito con particolar forza proprio i settori più ciclici come la tecnologia. La posizione della barriera anche in questo caso è strategica.
Euro Stoxx Utilities

Anche per le utility il grafico parla chiaro. La barriera si colloca addirittura sui minimi del 2013, di fatto il minimo che ha segnato la fine del mercato orso che si è abbattuto su questo indice dal 2008. Un livello dunque di grande importanza e molto lontano anche storicamente.
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