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Quattro “Cenerentole” del Ftse Mib per questo All Coupon Cash Collect
Nuovo All Coupon Cash Collect (ISIN XS3199496665) di BNP su titoli italiani. Se va in rimborso anticipato paga tutti i premi futuri! Prezzo a sconto a 90 euro

Quando un certificato quota sensibilmente sotto la parità può offrire una combinazione particolarmente interessante tra rendimento potenziale e protezione del capitale. È il caso dell’All Coupon Cash Collect emesso da BNP Paribas (ISIN XS3199496665), oggi acquistabile sul mercato secondario a circa 90 euro, contro un valore nominale di 100 euro.
Il prodotto ha come sottostanti quattro grandi nomi del Ftse Mib — Brunello Cucinelli, Ferrari, STMicroelectronics e Stellantis — titoli che nel 2025 hanno nettamente sottoperformato l’indice principale di Piazza Affari. Proprio questa debolezza ha contribuito a comprimere il prezzo del certificato, creando un potenziale punto di ingresso interessante.
Oggi tutti e quattro i sottostanti presentano raccomandazioni prevalentemente positive da parte degli analisti, con target price medi che indicano margini di recupero significativi. Eppure il certificate, emesso lo scorso 8 dicembre a 100 euro, quota circa il 10% sotto la pari.
Se va in Autocall paga tutte le cedole future!
Il certificate ISIN XS3199496665 paga cedole mensili con effetto memoria dello 0,91%, pari al 10,92% annuo.
Da oggi alla scadenza finale del dicembre 2028, il prodotto prevede complessivamente 35 cedole da 0,91 euro ciascuna, per un flusso massimo pari a 31,85 euro. A questo si aggiunge la plusvalenza potenziale di circa 10 euro, calcolata come differenza tra l’attuale prezzo di acquisto e il rimborso a 100 euro a scadenza.
In totale, il rendimento complessivo raggiunge 41,85 euro, pari a oltre il 46% del capitale investito, che corrisponde a un rendimento annuo del 15,94%.
Barriera profonda al 55%
Le cedole sono condizionate da una barriera posta al 55% del valore iniziale dei sottostanti. Ciò significa che i premi vengono pagati se, alle date di osservazione mensili, tutti e quattro i titoli quotano almeno al 55% dello strike.
La stessa barriera protegge anche il capitale a scadenza. In altre parole, i sottostanti possono perdere fino al 45% dal livello iniziale senza compromettere il rimborso del valore nominale.
Alla data finale dell’8 dicembre 2028, il certificate verrà rimborsato a 100 euro anche in presenza di uno o più sottostanti sotto lo strike, purché nessuno registri una perdita superiore al 45%. In caso contrario, il rimborso sarà proporzionale alla performance del sottostante peggiore.
Ad esempio, se alla scadenza il titolo con la performance più negativa dovesse segnare un ribasso del 60%, il rimborso sarebbe pari al 40% del valore nominale, ovvero 40 euro.
Va inoltre ricordato che le cedole godono dell’effetto memoria: i premi non pagati non vengono persi, ma restano accumulati e saranno corrisposti alla prima data utile in cui tutti i sottostanti torneranno sopra la barriera.
La vera leva del prodotto: l’Autocall All Coupon
L’elemento distintivo di questo certificate è rappresentato dall’Autocall All Coupon, una caratteristica rara sul mercato.
Il rimborso anticipato può scattare in due sole date:
- 8 dicembre 2026
- 8 dicembre 2027
A condizione che tutti e quattro i sottostanti quotino almeno al livello strike, il certificato verrà rimborsato a 100 euro, ma con una particolarità decisiva: l’investitore incasserà tutte le cedole future non ancora maturate, oltre a quelle eventualmente accumulate in memoria.
In pratica, il rimborso anticipato consente di ricevere l’intero flusso cedolare del prodotto in anticipo.
Se l’Autocall dovesse scattare nel dicembre 2026, chi acquista oggi incasserebbe 32,76 euro di cedole in soli 11 mesi, a cui si aggiungerebbe la plusvalenza di 10 euro. Il rendimento complessivo salirebbe così a 42,76 euro, pari a oltre il 46% in meno di un anno.
Nel caso di Autocall nel dicembre 2027, lo stesso importo verrebbe incassato su un periodo di 23 mesi, con un rendimento annuo superiore al 22%.
Perché puntare su chi è rimasto indietro
Il certificato ISIN XS3199496665 costruisce la propria strategia su quattro blue chip che nel 2025 hanno deluso il mercato. Titoli solidi, ma penalizzati da trimestri opachi, prese di profitto o outlook più prudenti.
Proprio per questo rappresentano oggi potenziali candidati a un recupero, soprattutto in uno scenario di rotazione settoriale o di normalizzazione macroeconomica.
Brunello Cucinelli
Dall’inizio dell’anno il titolo perde circa il 18%, con una distanza dalla barriera intorno al 35%. Il gruppo ha chiuso il 2025 con un fatturato record di 1,4 miliardi di euro, in crescita dell’11,5% a cambi costanti. Il titolo tratta a circa 35 volte gli utili attesi 2026. Su 16 analisti, otto consigliano l’acquisto. Il target price medio di 108 euro indica un potenziale di rialzo del 33%.
Ferrari
In calo dell’11% da inizio anno, il titolo ha risentito della vendita del 4% del capitale da parte di Exor. Il recente rinnovo del patto con la famiglia Ferrari ha però ridotto i timori di ulteriori dismissioni. Su 18 analisti, 10 raccomandano Buy. Il target medio a 372 euro implica un upside vicino al 30%.
Stellantis
Il titolo segna un ribasso del 15% nel 2025 e si trova a circa il 30% dalla barriera. Il mercato attende segnali concreti dal nuovo management guidato da Antonio Filosa, che ha annunciato una strategia più flessibile e orientata al rilancio dei marchi chiave. Il consensus prevede una perdita nel 2025 ma un ritorno all’utile nel 2026. Il target price medio è 9,90 euro, con potenziale di rivalutazione del 22%.
STMicroelectronics
È attualmente il migliore dei sottostanti, con un guadagno di circa il 13% rispetto allo strike. Il titolo beneficia del miglioramento del sentiment sul settore dei semiconduttori dopo le forti indicazioni sugli ordini arrivate da ASML e Texas Instruments. Dal minimo di novembre a 18,80 euro, StM ha recuperato oltre il 30%. UBS ha confermato la raccomandazione Buy con target a 30 euro. Il prezzo obiettivo medio degli analisti è 29,3 euro, pari a un upside del 20%.
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