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Maxi Cash Collect su utility: 13,1% incondizionato a dicembre

Barclays lancia un nuovo Maxi Cash Collect su Veolia, Iberdrola, Enel e Siemens Energy. Maxi premio incondizionato del 13,1% a dicembre e barriera scadenza al 55%

Autore: Team Soluzioni di Investimento
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Mancano ormai due mesi alla fine del 2026, un anno intenso per i mercati, soprattutto se guardiamo alle evoluzioni geopolitiche. La fine dell’anno, lo sappiamo, coincide anche con un tema molto delicato e importante per l’efficienza dei portafogli, ovvero quello fiscale. Per chi ha delle minusvalenze nello zainetto fiscale in scadenza entro l’anno, le opzioni per la compensazione fiscale si riducono parecchio. Tra le soluzioni più utilizzate resta quella del Maxi Cash Collect ed è proprio di questo che oggi vi parliamo.

Da Barclays arriva un nuovo Maxi Cash Collect ISIN XS3184506767 a tema utility. I sottostanti sono Veolia, Iberdrola, Enel e Siemens Energy. Il certificato paga una maxi cedola incondizionata del 13,1% il 4 dicembre (Cum Date 1 dicembre 2026) e successivamente premi dello 0,34% mensile, con memoria e condizionati ad una barriera al 55% dello strike, valida anche a scadenza. Autocall da maggio 2027 con trigger fisso al 100% e scadenza novembre 2029 completano il profilo del prodotto.

ISIN Emittente Sottostanti Premi Barriere Rimborso anticipato Durata
XS3184506767 Barclays Veolia - Iberdrola - Enel - Siemens Energy 13,1% fisso iniziale e poi 0,34% mensile con memoria (Cum Date 1/12) 55% per i premi e a scadenza Autocall mensile da maggio 2027 con trigger al 100% 3 anni


Una maxi cedola certa per chi punta alla compensazione fiscale nell’anno

I Maxi Cash Collect sono certificate che presentano solitamente una prima cedola molto più elevata di quelle successive. Di fatto anticipano buona parte dei flussi futuri nella prima data di pagamento (o nelle prime date di pagamento) e successivamente pagano premi uguali ma di importo notevolmente ridotto rispetto al primo o ai primi premi. Sono prodotti funzionali a chi ha l’urgenza di compensare minusvalenze entro l’anno, dunque realizzate nel 2022.

Su questo tema, si sa, i certificati rimangono lo strumento principe poiché sia i premi e sia l’eventuale capital gain generano plusvalenze considerate dal fisco reddito diverso, dunque compensabili con minusvalenze presenti nello zainetto fiscale. Un tema invece d’attenzionare sempre è quello del meccanismo di compensazione, ovvero quando avviene la compensazione.

E qui ci sono due sistemi principali, compensazione immediata e compensazione a scadenza: il meccanismo, infatti, non è uniforme tra intermediari, alcuni compensano subito alla realizzazione della plusvalenza, altri rinviano il conteggio al momento della vendita, dell’autocall o della scadenza del certificato. Quindi un premio incassato a dicembre potrebbe non “arrivare in tempo” se l’intermediario compensa solo a chiusura. La cosa migliore qui è sempre chiedere alla propria depositaria. Se il meccanismo è quello immediato, il prodotto già quest’anno andrà a compensare la minus, grazie al pagamento della maxi cedola.

Se invece il sistema della banca è a scadenza, bisognerà chiudere il prodotto. In questo modo, si posticiperà la minus di quattro anni. Si avrà comunque recuperato del tempo per poi magari andare a compensare quella minus con un portafoglio di certificati più efficienti e a rischio sicuramente più controllato.

 

 

 

Vediamolo allora nel dettaglio. Il certificato ISIN XS3184506767 emesso da Barclays è un Maxi Cash Collect che paga il 4 dicembre una maxi cedola del 13,1% incondizionata. La cedola verrà pagata dunque qualunque sia l’andamento dei sottostanti. Successivamente, il prodotto pagherà cedole condizionate con memoria dello 0,34% mensile, pari ad un rendimento del 4,08% annuo lordo. La barriera per il pagamento delle cedole condizionate è pari al 55% dello strike. Ricordiamo che la memoria è il meccanismo che permette di recuperare premi eventualmente persi. Basterà che il worst of sia sopra barriera in una delle successive date di valutazione. Il meccanismo prosegue fino a scadenza inclusa.
Il certificato vanta poi la possibilità di rimborso anticipato autocall da maggio 2027 con trigger fisso al 100% dello strike.

A scadenza, novembre 2029, il certificato prevede due possibili scenari:

  • Se il worst of è sopra la barriera a scadenza al 55% il prodotto paga il 100% del nominale più l’ultimo premio ed eventuali premi non pagati.
     
  • Se invece il worst of è sotto barriera, il certificato restituisce la performance del peggiore. Dunque, ipotizzando una perdita del 50%, il prodotto rimborsa 50 euro a certificato. Andranno persi eventuali premi in memoria.

Quattro società leader nel settore

Il basket del certificato Barclays è worst of ed è composto da quattro titoli: Veolia, Iberdrola, Enel e Siemens Energy.

Veolia Environnement

Gruppo francese leader mondiale nei servizi ambientali, attivo in tre grandi aree: gestione del ciclo idrico, trattamento e valorizzazione dei rifiuti, servizi energetici. Opera per enti pubblici e clienti industriali in decine di paesi e, con l’acquisizione di Suez nel 2022, ha rafforzato la propria posizione soprattutto nel business dell’acqua. La società ha una market cap di 25 miliardi. Gli analisti sono per lo più positivi sulla società con 16 buy, 5 hold e nessun sell. L’upside potenziale del prezzo del titolo sul target degli analisti è del 15%.

Iberdrola

Utility spagnola tra le più grandi d’Europa per capitalizzazione, con un forte focus su rinnovabili (soprattutto eolico) e reti elettriche. Oltre che in Spagna è presente nel Regno Unito con ScottishPower, negli Stati Uniti con Avangrid e in Brasile con Neoenergia, il che le dà una diversificazione geografica superiore a molte concorrenti. La società ha una market cap di 147 miliardi. Gli analisti sono per lo più neutrali sulla società con 11 buy, 21 hold e nessun sell. Secondo gli analisti, comunque, il prezzo del titolo è a fair value.

Enel

Il principale gruppo energetico italiano e tra i maggiori in Europa, attivo nella generazione elettrica, nella distribuzione e nella vendita di energia e gas. Gestisce la rete di distribuzione in Italia, è presente in Spagna con Endesa e in America Latina, e attraverso Enel Green Power è tra i principali operatori mondiali nelle rinnovabili. La società ha una market cap di 93 miliardi. Gli analisti sono per lo più positivi sulla società con 14 buy, 11 hold e 2 sell. L’upside potenziale del prezzo del titolo sul target degli analisti è del 10%.

Siemens Energy

Società tedesca nata nel 2020 dallo scorporo delle attività energetiche di Siemens. Produce tecnologie per la generazione e la trasmissione dell’energia: turbine a gas e a vapore, sistemi per le reti elettriche ad alta tensione e, tramite Siemens Gamesa, turbine eoliche. È il titolo più ciclico e volatile del paniere, ed è quello che più probabilmente farà da worst of. La società ha una market cap di 112 miliardi. Gli analisti sono per lo più positivi sulla società con 25 buy, 5 hold e 3 sell. L’upside potenziale del prezzo del titolo sul target degli analisti è del 48%.


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