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La Difesa al centro: 8,52% annuo su due titoli con barriera al 50%

Per puntare sulla difesa, ecco il nuovo Memory Autocall Cash Collect (ISIN XS3280792089) di Barclays con Leonardo e Fincantieri. Premi mensili con memoria dell'8,52% annuo e barriere profonde al 50%

Autore: Team Soluzioni di Investimento
Space Center di Campi Bisenzio con personale che lavora

Leonardo S.p.A. and subsidiaries.

L'escalation in Medio Oriente ha impresso un'ulteriore accelerazione a un trend già in atto: la corsa al riarmo europeo. Con il piano ReArm Europe da 800 miliardi e una spesa militare per la prima volta oltre la soglia del 2% del PIL, i campioni nazionali del comparto beneficiano di una domanda senza precedenti.

In questo contesto, Barclays propone un certificato pensato per chi desidera trasformare lo scenario in atto in potenziale rendimento, senza rinunciare a una solida protezione da ribassi fino al -50% dei sottostanti. Si tratta del nuovo Memory Autocall Cash Collect di Barclays (ISIN XS3280792089), il quale offre un accesso strategico a questa opportunità, con un basket costruito su due pilastri italiani del comparto della difesa europea: Leonardo e Fincantieri. Prezzo a sconto a 99,2 euro.

 

 

Caratteristiche principali:

  • Emittente: Barclays (S&P’s A+ / Moody’s A1 / Fitch A+)
  • ISIN: XS3280792089
  • Sottostanti (Worst of): Leonardo e Fincantieri
  • Data di emissione: 10/03/2026 (strike 11/03/2026)
  • Premio: 0,71% mensile con memoria (8,52% annuo)
  • Barriere: 50% per i premi e per il rimborso del capitale a scadenza
  • Autocall: dal 6° mese con trigger decrescente dell'1% mensile (dal 100% al 71%)
  • Durata: 3 anni (scadenza 19 marzo 2029)
  • Valuta: EUR

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Dalla guerra in Medio Oriente al riarmo: il contesto che spinge la difesa

Venerdì 28 febbraio i mercati europei hanno chiuso in un clima già teso. Poche ore dopo, USA e Israele lanciavano un'offensiva congiunta contro decine di obiettivi iraniani, provocando la morte dell'ayatollah Khamenei. La risposta di Teheran è stata immediata, con attacchi verso basi americane nel Golfo e infrastrutture civili a Dubai e Doha. Lo Stretto di Hormuz, nodo focale attraverso cui transita circa un quarto del petrolio mondiale, si è di fatto chiuso al traffico, con oltre 150 petroliere in attesa e volumi crollati ai minimi dal 2020. Brent schizzato oltre i 119 dollari, gas TTF in rialzo del 50%, FTSE MIB a -6,5% nella sola prima settimana.

A undici giorni dall'inizio delle ostilità, il figlio dell'ayatollah, Mojtaba Khamenei, è stato nominato nuova Guida Suprema, mentre Trump ha dichiarato che la guerra "finirà presto" minacciando di colpire "ancora più duramente" se l'Iran non si piegherà.

Ma il conflitto non fa che accelerare un trend già in atto. Nel 2024 i Paesi UE hanno destinato alla difesa circa 343 miliardi di euro, con una stima per il 2025 di 381 miliardi, il decimo anno consecutivo di crescita e, per la prima volta, oltre la soglia del 2% del PIL. Il piano ReArm Europe ha mobilitato 800 miliardi in quattro anni, mentre il summit NATO de L'Aia ha fissato il nuovo target al 5% del PIL entro il 2035. Leonardo e Fincantieri si trovano al centro di questa trasformazione: la prima protagonista del programma GCAP per il caccia di sesta generazione e della joint venture con Rheinmetall per i veicoli da combattimento, la seconda partner strategico per il rinnovamento della flotta della Marina Militare italiana e per programmi NATO, con un backlog record di 57,7 miliardi.

Cedole mensili dell'8,52% annuo e barriere al 50%

Il nuovo certificato di Barclays (ISIN XS3280792089) offre un'esposizione diretta a due campioni italiani della difesa europea, Leonardo e Fincantieri, due colossi che coprono l'intera filiera del comparto, dall’aerospazio ai sistemi elettronici, dalla cantieristica militare alle soluzioni subacquee e che beneficiano direttamente del ciclo crescente di spesa in corso.

Il prodotto paga cedole mensili con memoria dello 0,71%, per un rendimento annuo dell'8,52%. Le barriere per il pagamento delle cedole e per il rimborso del capitale sono entrambe fissate al 50% del prezzo iniziale dei sottostanti (strike); l'investitore è dunque protetto fino a ribassi del -50% del valore del peggiore dei due titoli del basket (Worst of), senza compromettere né il flusso cedolare né il rimborso del valore nominale a scadenza. In caso di mancato pagamento, la cedola non verrà persa, ma verrà corrisposta, insieme a tutte le precedenti, alla prima data utile in cui entrambi i sottostanti si troveranno sopra la barriera, grazie all'effetto memoria. Durata 3 anni, ma dal sesto mese è possibile il richiamo anticipato automatico (autocall), con trigger decrescente dell'1% mensile, dal 100% al 71%.

Autocall dal sesto mese: trigger decrescente dell'1% mensile

Dunque, a partire da settembre 2026, il certificato può essere rimborsato anticipatamente con cadenza mensile. Il trigger parte dal 100% del prezzo iniziale e scende dell'1% ogni mese, fino al 71%. Basta che ad una delle date di osservazione entrambi i titoli quotino al di sopra della soglia prevista per quella data: il certificato scade, rimborsa i 100 euro di nominale e paga l'ultimo premio più tutte le cedole eventualmente in memoria. Un meccanismo che rende il rimborso progressivamente più probabile con il passare del tempo, anche in caso di moderata discesa dei sottostanti.

Vediamo di seguito il calendario per l'osservazione dei premi e per l'autocall:

Calendario ISIN XS3280792089_Websim
Calendario Premi e Autocall ISIN XS3280792246

Scenari a scadenza

Se il certificato non sarà stato rimborsato anticipatamente, alla data di valutazione finale del 12 marzo 2029 si apriranno due scenari. Se entrambi i sottostanti quotano al di sopra della barriera del 50%, l'investitore riceve il rimborso integrale del nominale, l'ultimo premio e tutte le cedole eventualmente in memoria.

Se invece anche solo uno dei due titoli si trova al di sotto della barriera del 50%, il rimborso sarà proporzionale alla performance del peggiore dei due sottostanti. Ad esempio, se il worst of ha perso il 60% dal suo valore iniziale, il rimborso sarà di 40 euro su 100.

Focus sui sottostanti

Leonardo

Leonardo S.p.A. è uno dei principali gruppi globali nei settori Aerospace, Defense & Security, con attività che coprono un ampio spettro di tecnologie: dagli elicotteri ai velivoli militari, dai sistemi di difesa ai satelliti fino ai componenti aerostrutturali. Il gruppo presenta una forte vocazione internazionale, con oltre l’80% dei ricavi realizzati all’estero e una presenza industriale capillare tra Europa e Stati Uniti, spesso attraverso joint venture e partnership strategiche.

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Grafico a candele settimanale di Leonardo

Sul piano economico-finanziario il percorso di crescita appare ben delineato: i ricavi sono passati da €14,1 miliardi nel 2021 a €17,8 miliardi nel 2024, con una marcata accelerazione nel 2024 (+16,2% su base annua) e ulteriori progressi attesi nel biennio successivo. Anche la redditività evidenzia un miglioramento strutturale, con EBITDA a €2,34 miliardi e margine al 13,2% nel 2024, mentre l’utile netto ha raggiunto €1,34 miliardi, sostenuto da un significativo recupero dell’EPS. La generazione di cassa resta solida, con free cash flow positivo (€646 milioni nel 2024) e atteso intorno a €1 miliardo nel 2025.

Il titolo beneficia inoltre del contesto geopolitico più teso: dall’inizio della guerra in Medio Oriente ha registrato un rialzo di circa il 10%, riflettendo il rafforzamento delle prospettive per il settore difesa. A livello strategico, la società continua ad ampliare la propria presenza internazionale: recentemente l’AD Roberto Cingolani ha confermato l’impegno con il governo britannico nello sviluppo dei programmi industriali congiunti nel comparto aeronautico e della difesa, mentre è stata siglata un’intesa con l’Arabia Saudita per il velivolo da trasporto militare C-27J, rafforzando la penetrazione commerciale nel Medio Oriente.

Fincantieri

Fincantieri è uno dei principali gruppi cantieristici al mondo, attivo nella progettazione e costruzione di navi da crociera, unità militari e sistemi navali avanzati. Negli ultimi anni la società ha avviato una trasformazione strategica che punta a rafforzare il peso delle attività legate alla difesa e alle tecnologie subacquee, segmenti caratterizzati da margini più elevati e minore ciclicità rispetto al business tradizionale delle crociere. Nel 2024 il comparto Defence rappresentava circa il 20% dei ricavi, quota salita al 25% nel primo semestre 2025 e che, secondo le stime del gruppo, dovrebbe raggiungere il 30% entro il 2027.

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Grafico a candele settimanale di Fincantieri

Il recente Capital Markets Day ha rafforzato la visibilità sulla traiettoria di crescita della società. Il piano prevede una crescita media annua dell’8% dei ricavi e del 16% dell’EBITDA fino al 2030, con margini attesi in espansione fino al 10%. La visibilità industriale resta elevata grazie a un backlog di circa €50 miliardi, mentre una pipeline Defence di circa €5 miliardi nel breve termine sostiene il momentum operativo già dal 2026. Parallelamente il segmento Cruise continua a garantire flussi di cassa stabili, contribuendo a finanziare gli investimenti previsti nel piano industriale.

Tra i driver strategici emerge in particolare la divisione Underwater, attiva nei sistemi subacquei e nella sicurezza dei fondali marini, un mercato in forte crescita e con elevate barriere all’ingresso. Il consensus degli analisti indica un target price medio di circa €19,09, che implica un potenziale rialzo di circa il 35% rispetto alle quotazioni attuali, sostenuto dall’evoluzione del mix verso attività defence a maggiore redditività.


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