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Euro Stoxx Banks, Nasdaq e Nikkei: 8,5% annuo e barriera al 55%

Memory Cash Collect di UniCredit su Euro Stoxx Banks, Nasdaq 100 e Nikkei 225: premi mensili condizionati dello 0,71% (8,52% annuo), barriera europea al 55% e autocall da gennaio 2027.

Autore: Michele Fanigliulo
Rappresentazione grafica dell’andamento finanziario

Canva

Quando si sceglie un certificato su indici, l’avarizia non paga. Lo si è visto bene ultimamente in due casi: con i certificati su indici con il Kospi e, nell’ultima settimana, anche con indici sul Brasile (iShares MSCI Brazil). Perché la ratio dietro l’acquisto di un Cash Collect su indici sta proprio nel cercare qualcosa di meno volatile dell’equity (da inserire nella parte core del portafoglio in certificati), ma che comunque paghi un rendimento interessante. Attenzione però perché non tutto ciò che è indice ha una volatilità implicita bassa, e quindi un rischio basso. Talvolta, come per il Kospi, la volatilità è pari a quella dei titoli tecnologici più volatili. Il ché non è un male in sé, l’importante è essere consapevoli di quello che si fa e della volatilità potenziale (e quindi del rischio) che si inserisce in portafoglio.

Proprio per questo oggi vi presentiamo un certificato su indici ISIN DE000UR49527 pensato per la parte core del portafoglio in certificati. L’emittente è UniCredit e il basket propone solo tre componenti: l’Euro Stoxx Banks, il Nikkei 225 e il Nasdaq 100. Il Memory Cash Collect presenta un rapporto rischio rendimento ragionato sulla volatilità di questi indici. La barriera al 55% (per i premi e per il capitale) è infatti capiente considerando che la volatilità implicita massima ad un anno è quella dell’Euro Stoxx Banks pari al 26,5%. A fronte di una protezione ragionata, il certificato paga premi condizionati mensili con memoria dello 0,71%, pari all'8,5% l’anno. Oggettivamente, un buon rapporto rischio rendimento per questa tipologia di prodotto.

Facciamo come sempre un focus sul contesto e poi vediamo più nel dettaglio il prodotto.

ISIN Sottostanti Premi Barriere Rimborso anticipato Durata
DE000UR49527 Euro Stoxx Banks - Nasdaq 100 - Nikkei 225 0,71% mensile con memoria (8,52% annuo) 55% per i premi e a scadenza Autocall mensile da gennaio 2027 con trigger fisso al 100% 3 anni

 

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La settimana in cui succede di tutto

Sarà una settimana ad altissima intensità per i mercati. In agenda ci sono cinque riunioni di banche centrali, tra cui quelle di BCE e Fed, e dati macro di primo piano: dal PIL di Stati Uniti ed Eurozona alle stime preliminari dell’inflazione in diversi Paesi europei. Sul fronte societario, pubblicheranno i conti 179 società dell’S&P 500, tra cui diverse big tech, mentre in Asia sono attese le trimestrali di Samsung e SK Hynix. A completare il quadro c’è la geopolitica, con le elezioni in Israele e le elezioni di Midterm negli Stati Uniti ormai alle porte.

Le danze questa settimana si sono aperte con un esito inatteso in Brasile, dove il presidente uscente di sinistra Lula ha vinto il ballottaggio di domenica. La reazione dei mercati è stata violenta: gli indici brasiliani hanno ceduto il 14% in una sola seduta e il Real ha subito una svalutazione che non si vedeva dagli anni ‘90. Alla base di questa reazione ci sono due fattori: da un lato i timori concreti sulla sostenibilità dei conti pubblici sotto un nuovo mandato Lula, dall’altro la chiusura precipitosa delle posizioni costruite in modo massiccio scommettendo sulla vittoria di Bolsonaro.

Attesa anche per le elezioni in Israele, molto rilevanti per lo stretto rapporto del Paese con l’America di Trump e per le possibili implicazioni sul conflitto con l’Iran. Appare sempre più probabile che gli attacchi riprendano dopo il voto americano, anche alla luce dell’avvicinamento della portaerei USS Roosevelt alle acque iraniane. Dopo otto mesi di quella che doveva essere un’operazione lampo, il mercato ha preso atto che il conflitto non si chiuderà a breve. Il Brent è risalito sopra i 110 dollari al barile, avvicinandosi ai massimi toccati durante la crisi, mentre la probabilità di una normalizzazione dello Stretto di Hormuz entro fine anno, con la conclusione del conflitto, è scesa sotto l’8%, dal 90% di giugno. Anche per la fine del 2027 il prezzo del petrolio è atteso ancora del 20% sopra i livelli precedenti al conflitto. In questo contesto, le attese sono per un’inflazione in crescita negli Stati Uniti, anche nella componente core, e lo stesso vale per l’Europa. Un’inflazione persistente e in aumento, unita al rischio di uno shock energetico duraturo, avrebbe dovuto alimentare le aspettative di rialzi dei tassi. È accaduto invece il contrario: è crollata la probabilità di un rialzo a ottobre, mentre resta quella di una mossa a dicembre; per il prossimo anno il mercato non prezza più alcun intervento della BCE e un solo rialzo da parte della Fed. Su entrambe le sponde dell’Atlantico sembra consolidarsi l’idea che, con un’economia fragile, il rischio di una stretta monetaria eccessiva sia più pericoloso di quello di una stretta troppo timida in presenza di inflazione in salita, soprattutto visto che questa è trainata dall’offerta. Più delle decisioni sui tassi, questa settimana conteranno quindi le parole dei banchieri centrali.

Insomma, nelle ultime settimane, i flussi sui mercati si sono assottigliati in attesa di tutta questa serie di eventi. Un certificato sugli indici, può dunque entrare nella parte core del portafoglio in certificati perché riduce il rischio rispetto ai soliti basket su titoli equity. Quello di UniCredit propone un buon rapporto rischio rendimento se si pensa che la protezione è fino a cali del 45% del worst of dallo strike, mentre il Nikkei 225 mostra una volatilità implicita del 26%, il Nasdaq del 23,4% e l’Euro Stoxx Banks del 26,5%. Ricordiamo che la volatilità implicita ad un anno è la volatilità stimata che il mercato si attende sull’indice da qui ad un anno.

Vediamo allora nel dettaglio il prodotto.

Banche europee, Nasdaq e Nikkei: un premio mensile dello 0,71% con barriera al 55%

UniCredit ha emesso un nuovo Cash Collect Worst of con effetto memoria (ISIN DE000UR49527), legato a un paniere di tre indici azionari: EURO STOXX Banks, Nasdaq-100 e Nikkei 225. Il certificato, con prezzo di emissione di 100 euro, è negoziabile su EuroTLX e ha scadenza il 25 ottobre 2029. I livelli iniziali di riferimento verranno fissati sui prezzi di chiusura del 29 ottobre 2026.

Il meccanismo di rendimento si basa su premi condizionati mensili pari allo 0,71% per certificato (8,52% su base annua). Il premio viene pagato se, alla data di osservazione, tutti e tre gli indici si trovano almeno al 55% del rispettivo livello iniziale: conta infatti sempre l’indice con la performance peggiore. Grazie all’effetto memoria, gli eventuali premi non incassati vengono recuperati alla prima data successiva in cui la condizione torna a essere rispettata. La prima osservazione è fissata al 19 novembre 2026.

A partire da gennaio 2027, il certificato prevede inoltre la possibilità di rimborso anticipato automatico (autocall): se, a una delle date mensili, tutti gli indici sono pari o superiori al livello iniziale, l’investitore riceve i 100 euro nominali, più il premio del mese ed eventuali premi non pagati.

Se si arriva a scadenza (ottobre 2029), gli scenari sono due:

  • se l’indice peggiore si trova almeno al 55% del valore iniziale (dunque non ha perso più del 45% dallo strike), viene rimborsato l’intero nominale, più l’ultimo premio ed eventuali premi non pagati.
  • se invece il worst of è sotto la barriera, il rimborso è proporzionale alla performance dell’indice peggiore, con una perdita in conto capitale che può essere anche totale. La barriera è di tipo europeo, cioè osservata solo alla data finale del 18 ottobre 2029.

Il prodotto è inoltre “quanto”, quindi non espone al rischio di cambio su dollaro e yen.


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