COMUNICAZIONE DI MARKETING
Estrarre il 10% annuo con il Cash Collect sui Miners. Barriere al 50%
Puntare sulle società minerarie con il nuovo Cash Collect di BNP (ISIN XS3236815463). 10% annuo e protezione fino a un calo del 50%. Prezzo a sconto a 99 euro

In un contesto geopolitico tutt’altro che stabile, il comparto dei metalli industriali è tornato al centro dell’attenzione. Non potrebbe essere altrimenti; infatti, rame, nichel, alluminio e zinco restano fondamentali e strategici per infrastrutture, difesa e industria pesante, nonché tre aree che oggi guidano le priorità dei governi e condizionano l’equilibrio delle catene di fornitura globali.
Ma proprio perché si muovono all’incrocio tra macroeconomia, geopolitica e ciclicità, le aziende minerarie restano tra i segmenti più volatili del mercato. Prenderne la direzione giusta diventa spesso una questione di tempismo, e non sempre l’investitore vuole prendersi tale rischio, seppur appassionato al tema d'investimento.
Ed è qui che strumenti come i Cash Collect assumono un senso ancor più strategico, perché permettono di esporsi al tema in modo non puramente direzionale e di incassare un flusso cedolare anche in scenari avversi.
Va esattamente in questa direzione il nuovo certificato di BNP Paribas (ISIN XS3236815463) costruito su un basket composto da: BHP, Rio Tinto, Freeport‑McMoRan e Vale. Quattro colossi globali che rappresentano, ciascuno a suo modo, un tassello fondamentale della filiera dei metalli industriali: dall’estrazione di rame e minerale di ferro, fino ai metalli critici per la transizione energetica. Vediamo come funziona.
10% annuo con Barriere al 50%
Il nuovo certificato sui miners è stato emesso sul secondario il 22 gennaio da BNP Paribas e si tratta di un classico Memory Autocall Cash Collect con ISIN XS3236815463. Molto semplice il meccanismo di funzionamento del payoff: paga premi mensili con memoria, a condizione che i quattro titoli del basket non perdano oltre al 50% dai rispettivi valori iniziali (strike), fissati alla chiusura del 21 gennaio.
Le cedole mensili sono dello 0,84%, arrivando così al 10% annuo, ovvero il 30% nei tre anni di vita. Mentre le barriere di protezione sono al 50% sia per l'ottenimento dei premi mensili sia per il rimborso del valore nominale a scadenza di 100 euro.
Tutti i premi godono dell’effetto memoria, che consente di recuperare le cedole non pagate in precedenza se la condizione di pagamento torna a essere soddisfatta, ovvero se tutti i sottostanti sopra la barriera del 50%.
Il vantaggio? Anche se alcune cedole non vengono pagate durante la vita del certificato, basterà che all’ultima data di osservazione (gennaio 2029) tutti i titoli si trovino sopra la barriera per incassare tutte le 36 cedole per un ammontare complessivo di 30,24 euro.
Da considerare che le cedole del certificato sono classificabili come "redditi diversi”, permettendo così la compensazione di minusvalenze in portafoglio. È comunque consigliabile verificare con la propria banca depositaria l'effettiva possibilità e la modalità di compensazione, se immediata o a scadenza.
Scadenza tra 3 anni ma Autocall dal 9° mese
Il certificato ISIN XS3236815463 ha una durata di 3 anni, con scadenza prevista a gennaio 2029, ma può essere richiamato anticipatamente grazie al meccanismo di Autocall, attivo da ottobre 2026. Il trigger che fa scattare il rimborso anticipato non è fisso ma parte dal 100% degli strike e decresce progressivamente dell'1% mensile fino ad approdare al 74%.
In sostanza, se in una data di osservazione mensile tutti i sottostanti avranno un prezzo pari o superiore ai livelli iniziali, il certificato sarà rimborsato al valore nominale di 100 euro, più la cedola di quel mese e quelle eventualmente non pagate in precedenza.
Di seguito vediamo il calendario dei premi e le date in cui sarà possibile il richiamo anticipato:
Scenari a scadenza
Se al contrario il certificato (ISIN XS3236815463) non viene richiamato anticipatamente, alla data di osservazione finale del 22 gennaio 2029 si verificherà il rispetto della barriera al 50%. L’unico scenario negativo è quello in cui anche un solo titolo del paniere dovesse perdere oltre il 50% dal suo livello iniziale. In tal caso, il rimborso sarà proporzionale alla performance del peggiore dei sottostanti.
Ad esempio, se il titolo peggiore scende a scadenza del 70%, il rimborso sarà pari al 30% del nominale (30 euro), più le cedole già incassate. Al contrario, se tutti i titoli si troveranno sopra la barriera al 50%, l’investitore riceverà 100 euro di rimborso più tutte le cedole e l'investimento si chiuderà in profitto.
Focus sul basket
Il basket (ISIN XS3236815463) è composto da quattro big del settore minerario globale: l'americana Freeport-McMoRan, le australiane BHP, Rio Tinto, e la brasiliana Vale. La correlazione interna è buona tra BHP, Rio Tinto e Vale (tra 0,50 e 0,72), mentre Freeport risulta meno allineata al resto del paniere.
Sul fronte volatilità, i titoli mostrano una dispersione significativa: dai livelli più contenuti di Rio Tinto (24,7%) ai picchi di Freeport (42,9%), elemento utile per comprendere il profilo rischio/rendimento del certificato.
BHP - è tra i principali produttori mondiali di rame, minerale di ferro, carbone metallurgico, nichel e potassio, risorse chiave per infrastrutture, acciaio e transizione energetica. Nell’ultimo anno il titolo è salito di oltre il 15% e continuando questo trend di crescita anche nell’inizio 2026 date le previsioni di stabilità nei prossimi tre anni.
Nel 2025 il gruppo ha generato ricavi per circa 51 miliardi di dollari; il consensus prevede un miglioramento nel FY2026 (oltre 54 miliardi di dollari) e successivamente una fase di stabilità nei prossimi tre anni, con EBITDA atteso tra 27 e 30 miliardi dollari. Come si vede dal grafico sotto su time frame settimanale, il titolo non scende sotto al livello barriera al 50% da inizio 2020.
Rio Tinto - è uno dei principali gruppi minerari globali, con un mkt cap di 147 miliardi di dollari, attivo soprattutto in minerale di ferro, alluminio e rame, materiali essenziali per acciaio, automotive, tecnologia e rinnovabili. Nell’ultimo anno il titolo ha registrato un rialzo superiore al 30%, avviando il 2026 in forte accelerazione, sostenuto dal recupero dei prezzi delle commodity e da aspettative operative in miglioramento.
Nel 2025 i ricavi si attestano intorno ai 56 miliardi di dollari, con un trend di crescita progressiva nei prossimi tre anni (oltre 60 miliardi stimati entro il 2028) e margini in rafforzamento. Rio Tinto si conferma così un titolo solido e difensivo, apprezzato per stabilità dei flussi di cassa, scala globale e visibilità sugli utili, risultando particolarmente adatto a strategie orientate alla qualità e alla tenuta nel ciclo. Infatti, il titolo non scende sotto al livello barriera da circa sette anni.
Freeport McMoRan - è uno dei principali gruppi minerari globali, con un focus strategico su rame, oro e molibdeno, materie prime centrali per elettrificazione, infrastrutture e transizione energetica. Il titolo ha messo a segno un rialzo superiore al 60% negli ultimi 12 mesi, accelerando ulteriormente a inizio anno grazie alle attese molto positive sul 2026, legate al miglioramento dei prezzi del rame e alla leva operativa del gruppo.
Sul piano fondamentale, il 2025 segna ricavi intorno ai 25–26 miliardi di dollari, con una crescita significativa attesa nei prossimi anni (oltre 31 miliardi stimati entro il 2027) e un forte recupero di EBITDA ed utili.
Il consenso degli analisti è fortemente positivo, con una netta prevalenza di raccomandazioni Buy, a conferma della fiducia del mercato nelle prospettive di crescita e nella solidità del modello operativo della società.
Vale - è uno dei principali gruppi minerari al mondo, attivo nella produzione e vendita di minerale di ferro e pellet, oltre a manganese, leghe, nichel, rame, bauxite, allumina, alluminio e potassio. Il gruppo ha sede in Brasile, dove controlla direttamente ferrovie e terminali marittimi, un vantaggio competitivo chiave in termini di costi e affidabilità delle forniture.
Il titolo ha registrato una performance molto solida nell’ultimo anno, +51%, beneficiando del recupero dei prezzi del minerale di ferro e di una struttura finanziaria rafforzata. Sul piano fondamentale, dopo la flessione ciclica del 2023–24, il 2025–2026 è atteso in graduale miglioramento, con ricavi in stabilizzazione e margini in ripresa.
Il consenso degli analisti è costruttivo, con una netta prevalenza di giudizi Buy/Outperform, che confermano Vale come titolo core del settore minerario, apprezzato per scala, stabilità dei flussi di cassa e resilienza lungo il ciclo delle commodity.
Nella tabella seguente è possibile vedere i prezzi strike e barriere dei quattro titoli del paniere (ISIN XS3236815463)
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