COMUNICAZIONE DI MARKETING
Due Premi Fissi sulle banche: fino al 9,7% annuo e solida protezione
Da Santander, due nuovi Premi Fissi Low Barrier su banche italiane ed europee. Premi mensili incondizionati fino allo 0,81% e barriere a scadenza al 50% e al 40%.

Doppia proposta di Premi Fissi Low Barrier da Santander su banche italiane ed europee. Le due strutture prevedono barriere profonde a scadenza e tutti i premi incondizionati. Strumenti dunque ottimi per costruire portafogli per la compensazione fiscale, portafogli a cedola e implementare strategie di equity substitution per chi volesse mantenere la posizione sul comparto bancario, riducendo l’impatto della volatilità e direzionalità del settore.
La doppietta prevede:
- ISIN IT0006780123 su UniCredit, Banca MPS, Banco BPM e FinecoBank.
Paga premi mensili incondizionati dello 0,81% (9,72% annuo, quasi il 30% fisso in tre anni). La barriera a scadenza è al 50%.
- ISIN IT0006780131 su UniCredit, Banca MPS, Commerzbank e BBVA.
Paga premi mensili incondizionati dello 0,8% (9,6% annuo). Qui la barriera a scadenza è ancora più ampia al 40%, offrendo così una protezione fino a ribassi del 60% del titolo peggiore (worst of).
La durata è di 3 anni (novembre 2029), ma da fine luglio 2027 è prevista per entrambi i certificati la possibilità di autocall mensile con trigger fisso al 100%.
| ISIN | Sottostanti | Premi | Barriere | Rimborso anticipato | Durata |
|---|---|---|---|---|---|
| IT0006780123 | UniCredit - Banca MPS - Banco BPM - FinecoBank | 0,81% mensile incondizionato (9,72% annuo) | 50% a scadenza | Autocall mensile da luglio 2027 con trigger fisso al 100% | 3 anni |
| IT0006780131 | UniCredit - Banca MPS - Commerzbank - BBVA | 0,80% mensile incondizionato (9,60% annuo) | 40% a scadenza | Autocall mensile da luglio 2027 con trigger fisso al 100% | 3 anni |
Banche: fondamentali solidi e quotazioni interessanti
Dall’estate di quest’anno le banche hanno subito un po’ di prese di profitto, dinamica comprensibile visto la corsa inarrestabile degli ultimi anni. Dal punto di vista dell'analisi di mercato, il sentiment registrato negli ultimi mesi è stato complessivamente penalizzato da reazioni di mercato slegate dai fondamentali e forse più vicine a fattori psicologici. In particolare, l'allargamento dello spread (BTP-Bund) ha generato un impatto psicologico negativo e fastidio tra gli investitori, pur in presenza di dati macroeconomici solidi. Va però ricordato che questo appare essere più un retaggio del passato, quando l'allargamento dello spread dava un segnale di rischio crescente e causava importanti riduzioni del capitale per le banche. Oggi il fenomeno risulta ampiamente sterilizzato tramite strategie di copertura delle banche e rimane quindi sotto controllo.
Dal lato dei fondamentali, il contesto rimane estremamente positivo, come confermano i recenti risultati trimestrali molto forti di Intesa Sanpaolo e delle principali banche europee. Il settore bancario continua a beneficiare di dinamiche favorevoli sui margini di interesse, sostenuti dalla crescita registrata tra il 2025 e le stime per il biennio successivo, con proiezioni di incremento importanti (es. Intesa stimata ad un ulteriore +7% / +8% di margine di interesse). La ragione è semplice, tassi mediamente più alti quest’anno ma non solo, la notizia vera è che nel contesto attuale, gli operatori si attendono tassi mediamente più alti anche nei prossimi anni. Questo fin tanto che i rendimenti dei tassi non vanno ad impattare l’economia reale, per le banche si trasforma in una vera e propria manna in termini di margini d’interesse.
Ottime anche le performance sul fronte delle commissioni, spinte in particolare dal settore del wealth management, dai servizi di private banking e dal comparto assicurativo.
Anche dal lato del rischio si osserva una forte attenzione al contenimento dei costi operativi. Nonostante lievi incrementi attesi legati all'impatto dei nuovi accordi sui CCNL, le banche riescono a mantenere un cost/income complessivamente molto basso ed efficiente. Inoltre, anche relativamente al rischio di credito, i crediti deteriorati rimango su livelli molto bassi e stabili. Per ora, dunque, la debolezza economica generale viene assorbita senza generare scossoni sistemici. E per adesso nessuno si aspetta fasi di ciclo avverso come, ad esempio, recessioni.
Un possibile catalyst negativo invece rimane sul fronte regolamentare italiano. L'attenzione si sposta sulle novità della manovra di bilancio, che prevede potenziali interventi e impatti fiscali sul settore bancario (tra cui la tassa sugli extraprofitti e variazioni dei tassativi fiscali).
Nel complesso, dunque, il comparto bancario vive una congiuntura assolutamente favorevole e lo storno di mercato degli ultimi mesi ha reso, anche sui multipli, le banche interessanti.
Investire sulle banche con premi fissi e barriere profonde
Se è chiaro il contesto, possiamo analizzare come possono essere usati questi due nuovi certificati di Santander sulle banche ISIN IT0006780123 e ISIN IT0006780131.
I due certificati mettono insieme un settore in un momento molto favorevole, con una struttura molto protettiva: barriere a scadenza al 50 o 40% e tutti premi incondizionati.
Sono dunque idonei a sviluppare strategie per la compensazione delle minusvalenze in portafoglio, per strategie di equity substitution o portafogli a cedola.
Nel primo caso, avere un prodotto su titoli con fondamentali solidi e premi fissi è molto utile per il tema fiscale. Infatti, i premi fissi dei Cash Collect sono ugualmente classificabili come reddito diverso poiché il capitale a scadenza non è totalmente protetto. Viene rispettato dunque il principio di aleatorietà che caratterizza i redditi diversi, con la possibilità di generare un rendimento quasi del 30% in tre anni. I premi fissi assicurano nei tre anni la compensazione dando visibilità all’investitore.
Essendo prodotti a barriere profonde, questi due Cash Collect permettono di estrarre rendimento incondizionato dal settore, senza più essere direzionale. Questo può essere utile per sviluppare strategie di equity substitution. Un investitore che ha già magari guadagnato su questo settore e vuole rimanere esposto ma limando il rischio, può comprare un certificato a barriera con premi fissi. Incasserà rendimento ma si proteggerà da volatilità di breve e medio periodo (nei limiti ovviamente delle barriere a scadenza).
Infine, per chi volesse costruire un portafoglio a cedola, ovvero un portafoglio che paga all’anno un certo rendimento, trova un buon alleato in questa tipologia di prodotto proprio grazie ai premi fissi e la protezione generosa.
Le caratteristiche dei due certificati
Veniamo dunque a descrivere in modo più approfondito i due prodotti di Santander sulle banche. La struttura molto semplice: tutti i premi sono fissi e dunque pagati indipendentemente dall'andamento dei titoli che conta solo per l’eventuale rimborso anticipato e per il rimborso del capitale a scadenza.
I due certificati (ISIN IT0006780123 e ISIN IT0006780131) condividono lo stesso meccanismo e lo stesso calendario. Si differenziano per la composizione del paniere, il livello della barriera a scadenza e l’importo del premio mensile.
- L'ISIN IT0006780131 paga lo 0,80% fisso mensile, pari al 9,60% annuo.
- L'ISIN IT0006780123 paga lo 0,81% fisso mensile, pari al 9,72% annuo.
Il valore nominale è di 1.000 euro
Il primo pagamento è previsto il 7 dicembre 2026, poi uno ogni mese fino alla scadenza, per un totale di 36 cedole. Di seguito riportiamo il calendario dei premi e dell'autocall dell'ISIN IT0006780123:
E' bene ribadire che il flusso cedolare mensile non dipende in alcun modo dal livello dei sottostanti. Non c’è una barriera premi da rispettare né un meccanismo di memoria, perché non serve: il premio viene pagato sempre, finché il certificato resta in vita. L’unico evento che può interrompere il flusso è il rimborso anticipato.
Infatti, a partire dalla data di valutazione del 29 luglio 2027, e poi con cadenza mensile, entrambi i certificati (ISIN IT0006780123 e ISIN IT0006780131) possono essere rimborsati in anticipo. Ciò accade se il titolo peggiore del paniere quota pari o sopra il proprio prezzo iniziale, cioè se il worst of è almeno al 100%. In quel caso l’investitore riceve il nominale di 1.000 euro più il premio del mese, e il prodotto si estingue.
Il primo rimborso possibile è il 5 agosto 2027. Se il certificato si estingue a quella data, l’investitore avrà incassato 9 cedole, pari al 7,20% nel primo prodotto e al 7,29% nel secondo.
Cosa succede a scadenza
Se il rimborso anticipato non scatta, il certificato arriva a scadenza il 5 novembre 2029, con valutazione finale il 29 ottobre 2029. La barriera è europea, quindi conta solo il prezzo del worst of in quella data. Gli scenari sono due:
- Se il titolo peggiore è pari o superiore alla barriera, l’investitore riceve il 100% del nominale più l’ultimo premio.
- Se invece il titolo peggiore del basket si dovesse trovare sotto la barriera, il rimborso è pari al nominale moltiplicato per la performance del worst of. Ad esempio, per il prodotto ISIN IT0006780123 che ha barriera 50% a scadenza, se il worst of alla data di valutazione finale sarà sotto del 60%, il certificato pagherà 400 euro. Più ovviamente 3 anni di premi certi.
Anche nello scenario negativo, quindi, le cedole incassate nel corso della vita del prodotto restano all’investitore e compensano in parte la perdita in conto capitale.
I due panieri a confronto
Il primo certificato ISIN IT0006780131 è legato a UniCredit, Banca Monte dei Paschi di Siena, Commerzbank e BBVA: un paniere bancario europeo che combina Italia, Germania e Spagna. La barriera a scadenza è al 40% del prezzo iniziale e il premio mensile è dello 0,80%.
Il secondo ISIN IT0006780123 è tutto italiano: UniCredit, Monte dei Paschi, Banco BPM e Fineco. La barriera a scadenza è al 50% e il premio è leggermente più alto, allo 0,81% mensile.
Entrambi i certificati sono stati emessi sul mercato EuroTLX di Borsa Italiana il 5 novembre 2026 da Santander (Rating: S&P A+ / Moody's A1 / Fitch A). Hanno un valore nominale di 1.000 euro e strike fissati sui prezzi di chiusura del 9 novembre 2026.
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