COMUNICAZIONE DI MARKETING
Data Center: il trend del momento, la sicurezza del Cap. Protetto 100%
Con il Capitale Protetto 100% di SocGen ISIN XS2878539043 l’investitore può puntare sui Data Center partecipando alla crescita del settore ma con la protezione totale del capitale.

Societe Generale lancia sul mercato un nuovo certificato a capitale protetto 100% a partecipazione e maturity breve. Il prodotto permette a tutti gli investitori di puntare sul tema dei Data Center, un megatrend che sta performando particolarmente bene negli ultimi anni. Ciò che rende questo prodotto molto interessante è che, come vedremo, l’indice proposto da SocGen per cavalcare questo trend è molto meno nervoso e, nonostante ciò, performa bene tanto quanto uno degli ETF di riferimento sul settore: il Global X Data Center & Digital Infrastructure ETF.
Ci riferiamo al certificato a capitale protetto 100% a partecipazione (ISIN XS2878539043) che investe sul SGI Data Center VT 8 Index (ticker Bloomberg SGMDACE8 Index). Il prodotto è molto semplice. La durata è di 3 anni e mezzo, con scadenza luglio 2029, e a scadenza, se il sottostante sarà sotto lo strike, pagherà il 100% del nominale, proteggendo l’investitore, altrimenti pagherà la performance lineare del sottostante senza alcun cap alla performance. Questa duplice dinamica proposta a scadenza lo rende un prodotto molto interessante proprio perché permette di investire su un tema dalle elevate potenzialità, ma altrettanto elevata volatilità. Quindi, grazie alla protezione del capitale, l’investitore potrà partecipare a questo mercato senza rischi se terrà il prodotto fino a scadenza (eccetto che per quello emittente ovviamente, sempre presente sui certificati).
In breve, il prodotto dunque permette:
- massima diversificazione, grazie all’investimento su un indice ben ragionato e non singoli titoli;
- grande efficienza dell’indice proposto da Societe Generale grazie al meccanismo di controllo della volatilità;
- protezione totale del capitale a scadenza, fondamentale per l’investitore avverso al rischio;
- partecipazione lineare senza cap alla performance dell’indice a scadenza.
Approfondiamo ora tre aspetti chiave: il mondo dei data center e le sue prospettive, le ragioni per cui un investimento a capitale protetto rappresenta la soluzione ottimale per questo settore, e le caratteristiche dell'indice SGI Data Center VT 8.
Andiamo per gradi.
Il mondo dei Data Center: un mercato in forte crescita trainato dall’AI
Nel mondo digitale i data center rappresentano una delle infrastrutture più critiche e meno visibili dell’economia globale. In termini semplici, i data center sono strutture fisiche contenenti server altamente specializzati. Queste offrono servizi come sistemi di archiviazione e apparati di rete, garantendo continuità operativa, sicurezza dei dati e potenza di calcolo. Per esempio, ogni ricerca online, transazione finanziaria, streaming video, utilizzo di servizi cloud o applicazione di intelligenza artificiale passa, direttamente o indirettamente, da un data center.
Le funzioni principali dei data center sono: l’elaborazione dei dati, resa possibile da server sempre più potenti e ottimizzati per carichi di lavoro complessi, come quelli legati all’intelligenza artificiale e al machine learning; l’archiviazione, che consente di conservare quantità crescenti di dati in modo affidabile e ridondante; e la distribuzione, ovvero la capacità di trasmettere informazioni in tempo reale attraverso reti globali.
Oggi investire in questo settore assume una rilevanza particolare. La domanda di capacità computazionale è in forte accelerazione, trainata da megatrend strutturali come cloud computing, digitalizzazione dei processi industriali, diffusione dello streaming e soprattutto intelligenza artificiale generativa. Secondo stime di mercato (Statista), la capacità globale dei data center è destinata a crescere ad un tasso composto annuo (CAGR) del 14% fino al 2030, con una componente sempre più rilevante legata ai data center “AI-ready”, in uno scenario in cui i carichi di lavoro riconducibili all’intelligenza artificiale potrebbero arrivare a rappresentare circa la metà dell’attività complessiva dei data center entro la fine del decennio. In parallelo, gli investimenti in infrastrutture fisiche, energia e sistemi di raffreddamento stanno aumentando in modo significativo, con una spesa cumulata che potrebbe superare i 250 miliardi di dollari entro il 2030 solo per componenti meccaniche ed elettriche.
Questo contesto crea un’opportunità di investimento interessante, ma non priva di complessità. Il settore dei data center non è infatti riconducibile a un’unica tipologia di azienda. Al contrario, si tratta di una supply chain articolata, che include operatori di data center e colocation provider, produttori di semiconduttori e server, fornitori di networking e software, società specializzate in sistemi di raffreddamento, imprese di elettrificazione e utility energetiche. Ognuno di questi segmenti beneficia della crescita del settore, ma con dinamiche cicliche, competitive e regolamentari differenti.
Un ulteriore aspetto da considerare sono le criticità strutturali del settore. L’espansione dei data center comporta sfide rilevanti in termini di consumo energetico, sostenibilità ambientale, disponibilità di siti idonei e vincoli regolamentari. Inoltre, il rapido progresso tecnologico espone alcune aziende al rischio di obsolescenza richiedendo ingenti investimenti nel rinnovo dell’hardware all’interno dei data center (CPU – Central Processing Unit, GPU – Graphics Processing Unit). Infatti, il ciclo degli investimenti può essere disomogeneo, con fasi di forte accelerazione seguite da periodi di normalizzazione. Ecco perché i titoli del settore, che sono società tech, sono spesso molto volatili e alternano fasi di crescita esponenziale in borsa a fasi di forte volatilità.
Proprio per questo motivo, un’esposizione diretta e concentrata su singoli titoli può risultare inefficiente o eccessivamente rischiosa. La soluzione più efficace per intercettare il potenziale del tema, mantenendo al contempo un buon livello di controllo del rischio, è rappresentata da un indice tematico diversificato, costruito per coprire l’intera catena del valore dei data center. Un indice di questo tipo consente di partecipare alla crescita strutturale del settore senza dover selezionare “a monte” i potenziali vincitori, riducendo il rischio specifico legato a singole tecnologie o modelli di business.
La proposta Societe Generale: SGI Data Center VT 8 Index
Ed è qui che entra in campo l'SGI Data Center VT 8 proposto da Societe Generale nel certificato a Capitale Protetto 100% a partecipazione (ISIN XS2878539043). Tale indice include 40 società globali attive in tutti gli snodi chiave della filiera dei data center: dai componenti hardware, agli operatori infrastrutturali, fino ai fornitori di energia e soluzioni per l’efficienza operativa. La composizione di quest'ultimo riflette inoltre criteri di solidità finanziaria e qualità aziendale, con un processo di selezione che privilegia imprese maggiormente esposte al tema e al tempo stesso dotate di fondamentali robusti. I titoli non sono equi pesati ma calibrati in base alla rilevanza delle società rispetto al tema. Infine, tutti i titoli devono avere una market cap di ameno 500 milioni di euro e un volume medio giornaliero di 2 milioni.
L'indice integra un meccanismo di controllo della volatilità che, almeno sulla base dei dati storici, si è rivelato particolarmente vincente per questo settore.. Lo si vede bene dal confronto diretto con l’ETF Global X Data Center & Digital Infrastructure. Infatti, l’ETF a 5 anni ha segnato una performance del 59% circa, con una performance annualizzata di poco più del 9,8%. Di contro, l’indice di Societe Generale ha segnato una crescita nello stesso periodo del 49%, pari ad una crescita annualizzata del 8,2%. Considerata la protezione totale del capitale a scadenza e la possibilità di generare redditi diversi dall'eventuale capital gain, il certificato rappresenta una soluzione particolarmente interessante per chi vuole esporsi al settore tecnologico dei data center senza subire l'elevata volatilità tipica di questo segmento. Il grafico sottostante, che confronta l'ETF Global X (linea blu) con l'indice SGI Data Center VT 8, evidenzia chiaramente questo aspetto: l'ETF sovraperforma ma con una volatilità nettamente maggiore. L’indice SGI Data Center VT 8 ha un trend di crescita costante ed è molto più efficiente. Perché?
Volatility control all'8%
Perché, come dicevamo, il meccanismo di volatility control (o volatility target) applicato all’indice dall’emittente è assolutamente funzionale (in questo caso). Per farla semplice, il Vol Control limita la volatilità annua dell’indice SGI Data Center all'8% annuo, che è il target di volatilità. L’investitore, quindi, compra un portafoglio composta da cash e dall’indice SGI Data Center (che è il sottostante dell’indice SGI Data Center VT 8). Se la volatilità dell’indice risulta inferiore all'8%, il portafoglio investe il 100% sul sottostante, altrimenti disinveste una parte e la mette in cash per mantenere la volatilità del sottostante sotto il target. Per questo prodotto l’esposizione massima all’indice sarà tra il 100% e lo 0%. Inoltre, l'Indice è calcolato come Excess Return, il che significa che il tasso Ester viene sottratto dalla performance dell'Indice. Ricordiamo inoltre che l’indice (e il certificato) è in euro, ma ovviamente, essendoci diversi titoli dell’indice in valuta diversa dall’euro, l’andamento delle valute impatta la performance finale dell’indice. Tutto questo è appunto sintetizzato nei prezzi dell’indice SGI Data Center VT 8.
Il meccanismo di volatility target ha due funzioni. Da una parte permette di smussare (lo si vede molto bene dal grafico sopra) la volatilità dei titoli del settore, permettendo così un trend più stabile. Dall’altra aiuta l’emittente perché, abbassando la volatilità dell’indice, rende la call meno onerosa. In caso contrario, l’emittente, non potrebbe costruire il certificato oppure questo girerebbe molto peggio.
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