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Conto alla rovescia per il maxi premio del 10% sulle utilities

Ultimi giorni per acquistare il certificato ISIN IT0006759580 ed incassare la maxicedola del 10%. Premio che viene pagato a chi ha in portafoglio il certificato al closing del 22 novembre.

Autore: Michele Fanigliulo
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Spesso i certificates legati al settore delle utilities, tradizionalmente solido e con una volatilità contenuta, hanno barriere alte. In questa emissione di Cirdan ci troviamo di fronte ad un prodotto che ha numerosi punti di forza. Da un lato è prevista una maxicedola iniziale incondizionata del 10%, dall’altra le barriere sono decisamente ampie, in quanto posizionate al 50% dei prezzi di osservazione iniziale.

I tre titoli sottostanti (le azioni di A2A, RWE e Veolia), appartengono al medesimo comparto, con una significativa correlazione fra di loro, fattore che mira a limare il rischio del prodotto.

Inoltre, le tre azioni navigano ampiamente sopra i prezzi di osservazione iniziali, con margini fra il 7% ed il 12%. Questo, pertanto, riduce ulteriormente la rischiosità del prodotto, aumentando contestualmente le possibilità di un richiamo anticipato. Al tempo stesso la quotazione del certificato naviga poco sopra la pari, con un prezzo in lettera in area 1020 euro. Per chi è abituato a giostrare con questa tipologia di certificato sa molto bene che il prezzo del prodotto tende a salire in prossimità della maxi ed è dunque difficile trovare prodotti che mantengono comunque un livello di maxi interessante, rispetto a quanto lo fossero all’emissione.

Dopo lo stacco della maxicedola sono previsti premi trimestrali condizionati ad una barriera del 50%, per un importo pari all’1% su base trimestrale, per un rendimento annuo che può quindi arrivare al 4%.

Tre big cap del settore utilities

Le azioni sottostanti del certificato ISIN IT0006759580 sono RWE, Veolia Environment e A2A. I titoli sono quotati rispettivamente sui listini azionari di Francoforte, Parigi e Milano e sono fra i principali del settore utilities. Nelle ultime settimane, seguendo l’onda rialzista dei mercati, sono saliti rispetto agli strike.

RWE aveva un prezzo di osservazione iniziale pari a 33,8 euro, valore collocato nel range inferiore registrato dal titolo nell’ultimo anno (fra i 32 ed i 44 euro). Al momento è scambiato a circa 38 euro, con una barriera a 16,9 euro che dista quindi circa 55 punti percentuali.

Scenario simile per A2A. L’azienda italiana ha una capitalizzazione superiore ai 5 miliardi ed in questo certificato uno strike pari a 1,739 euro. Al momento il titolo si trova sopra quota 1,90, in rialzo del 10%. La barriera cedolare e capitale di fatto dal 50% è quindi scesa intorno al 45% del prezzo attuale di mercato.

Il worst of, ossia il peggiore dei tre titoli, è anch’esso in positivo. Si tratta di Veolia, che ha guadagnato oltre 7 punti percentuali dal fixing, salendo da 26,10 e 28 euro. Margini decisamente ampi che aumentano quindi la possibilità di incassare i premi successivi alla maxicedola ed anche le garanzie per la protezione del capitale.

 

L’efficienza fiscale dei certificati di investimento

I certificati di investimento sono prodotti finanziari caratterizzati da una notevole duttilità. Fra i loro punti di forza troviamo anche l’efficienza fiscale. Permettono infatti la compensazione delle cedole sia per quanto riguarda la componente relativa al capital gain (ossia rivendita del prodotto ad un prezzo superiore rispetto a quello di acquisto), che per i profitti derivanti dall’incasso di cedole.

Questo certificato può pertanto svolgere un interessante ruolo anche in quest’ottica. Infatti, qualora fossero presenti minusvalenze nello zainetto fiscale, il certificato genererebbe redditi in grado di compensarle o quantomeno posticiparne la scadenza (in particolare per chi investe in borsa con un intermediario con compensazione immediata). In questo caso i premi sarebbero incassati netti, senza pagare la tradizionale tassazione del 26% fino ad un ammontare pari al credito di imposta generato da precedenti minusvalenze ottenute con certificates, azioni o altri prodotti finanziari.

 

Cedole trimestrali e opzione del richiamo anticipato

Oltre al maxi-premio iniziale (pagato a chi acquista il certificato entro il 22 novembre) sono previsti premi trimestrali pari all’1%. A partire dalla quinta finestra cedolare (16 gennaio 2025) è presente l’opzione del richiamo anticipato, con trigger 100%. Nel caso in cui i tre titoli quotassero sopra i prezzi di osservazione iniziale il certificato sarebbe richiamato anticipatamente. L’investitore, oltre alla maxicedola del 10%, incasserebbe altri quattro premi dell’1%, per un rendimento cedolare complessivo del 14% rispetto al valore nominale. Successivamente, da luglio 2025 (se il certificato non è scaduto precedentemente) si attiva lo step down del 5%. Meccanismo che render più probabile il richiamo anticipato.

 

Il rimborso del certificato a scadenza

Nel caso in cui non si attivi l’opzione del richiamo anticipato il certificato ha una naturale scadenza calendarizzata per ottobre 2026. L’ultima finestra di rilevazione cedolare è il 16 ottobre 2026, mentre il rimborso finale avverrà una settimana più tardi.

Sono possibili due scenari alla scadenza del certificato. Nel caso in cui i tre titoli quotino sopra i prezzi di osservazione iniziale il certificato rimborserebbe il valore nominale di mille euro, prezzo cui si aggiungerebbe l’ultimo premio e ogni cedola eventualmente non staccata durante la vita del certificato (grazie alla presenza dell’effetto memoria).

Nel caso in cui uno o più titoli avessero perso oltre il 50% dai prezzi iniziali il rimborso sarebbe invece proporzionale alla loro performance, con una potenziale perdita. Si ottiene quindi un profitto sia in caso di rialzi o movimenti laterali da parte dei sottostanti che nel caso vi fossero ribassi, a patto che a scadenza questi non superino il 50%. La barriera è infatti osservata soltanto alla scadenza (barriera discreta) e non durante l’intera vita dei certificates. Eventuali temporanee discese non influirebbero quindi sulla performance finale del certificato, a patto che a scadenza i tre titoli si trovino sopra le rispettive barriere.


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