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Certificato su indici settoriali europei: rendimento del 9%

Da UniCredit il nuovo certificato su indici settoriali europei che promette un buon mix rischio rendimento. Paga lo 0,75% mensile (9% annuo) e vanta barriere 60% su tutto.

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Se il quadro macroeconomico resta complessivamente positivo, sono i rischi geopolitici a turbare gli investitori. L’ennesima minaccia di Donald Trump di imporre nuovi dazi contro l’Europa — questa volta legata allo scontro diplomatico sulla sovranità della Groenlandia — potrebbe mettere a repentaglio le prospettive finora molto positive dei mercati finanziari.

In questo quadro arriva al momento giusto sul mercato il nuovo certificate Cash Collect di UniCredit con ISIN DE000UN3FZ31, costruito su un basket di quattro indici settoriali europei. Questo strumento consente di restare esposti alle Borse del Vecchio Continente, coniugando in un interessante mix forte rendimento (pari al 9% annuo) e protezione del capitale (barriere al 60% su tutto). Interessante che il prodotto quota anche sotto la pari a 99,5 euro.

Il certificate punta su comparti che, dopo avere ben performato nel 2025, continuano ad attirare l’attenzione degli investitori. Non è un prodotto studiato per scommettere su forti rialzi, ma uno strumento in grado di offrire flussi cedolari interessanti anche in presenza di un andamento laterale delle Borse o di correzioni contenute.

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Un contesto macro, favorevole per l’Europa

Secondo l’analisi di Philipp E. Bärtschi, Chief Investment Officer di J. Safra Sarasin, il quadro macroeconomico resta complessivamente costruttivo. Le attese indicano una crescita globale robusta accompagnata da un’inflazione moderata, con politiche fiscali e monetarie ancora orientate al sostegno dell’economia.

Nell’area euro il mix tra spesa fiscale tedesca e tassi di interesse più bassi dovrebbe continuare a favorire l’attività economica, anche se la BCE ha ormai segnalato la probabile conclusione del ciclo di iduzione dei tassi. A livello globale, gli investimenti legati all’intelligenza artificiale restano un importante motore di crescita, mentre energia e materie prime beneficiano delle dinamiche strutturali della transizione energetica e della domanda industriale.

In questo scenario, banche, tecnologia, oil & gas e materie prime emergono come settori capaci di mantenere un ruolo centrale nei portafogli.

Il paniere: quattro settori, quattro driver diversi

Il certificate UniCredit seleziona quattro indici settoriali europei:

  • EURO STOXX Banks (SX7E): l’indice delle principali banche dell’area euro. Nel 2025 è stato il miglior settore europeo con un rialzo del 68%. Dopo la forte corsa, nel 2026 si muove su livelli sostanzialmente stabili, sostenuto da redditività elevata e dividendi generosi.
  • EURO STOXX Technology (SX8E): rappresenta le principali società tecnologiche dell’area euro. Dall’inizio dell’anno segna un progresso del 6%, con una performance a dodici mesi pari a +11,5%, grazie al contributo della digitalizzazione e dell’intelligenza artificiale.
  • STOXX Europe 600 Oil & Gas (SXEP): include i principali gruppi energetici europei. Negli ultimi dodici mesi la performance è stata del +18%, mentre da inizio 2026 l’indice registra un +1,6%, sostenuto dai prezzi delle materie prime e dalla generazione di cassa del settore.
  • STOXX Europe 600 Basic Resources (SXPP): esposto alle società attive nell’estrazione e nel commercio delle materie prime. Spinto dai rialzi di oro, argento e rame, ha guadagnato il 29% negli ultimi dodici mesi (+6,6% dall’inizio dell’anno).

Cedole mensili e rendimento potenziale del 9% annuo

Emesso il 20 gennaio, il certificate DE000UN3FZ31 ha una durata triennale e prevede il pagamento di premi mensili con memoria pari allo 0,75% del valore nominale (100 euro), corrispondenti a un rendimento potenziale del 9% annuo. Molto interessante, il prodotto quota sotto la pari a 99,5 euro e fa strike il 30 gennaio.

Il pagamento di ogni cedola del valore di 0,75 euro è subordinato al rispetto di una barriera posta al 60% del valore iniziale di ciascun indice. Grazie all’effetto memoria, le cedole eventualmente non pagate non andranno perse, ma saranno accumulate nella “memoria” e verranno corrisposte alla prima data utile in cui tutti i sottostanti saranno tornati sopra la barriera (o allo stesso livello).

Protezione del capitale fino a ribassi del 40%

La stessa barriera al 60% opera anche a protezione del capitale a scadenza. Alla data finale del 25 gennaio 2029, il certificate verrà rimborsato al 100% del valore nominale purché il ribasso dell’indice peggiore non superi il 40% rispetto al livello iniziale.

Solo in caso di violazione della barriera il rimborso avverrà in modo proporzionale alla performance del sottostante peggiore. Ad esempio, con un ribasso del 55%, il rimborso sarà pari al 45% del valore nominale (45 euro).

Autocall step down: possibilità di rimborso anticipato

Il prodotto prevede inoltre la possibilità di rimborso anticipato (autocall) a partire dal nono mese dal lancio, con primo appuntamento nell’ottobre 2026.

Il trigger iniziale è posto al 100% dei valori iniziali e scende dell’1% a ogni osservazione successiva (meccanismo step down), aumentando progressivamente la probabilità di rimborso anticipato in presenza di mercati stabili o moderatamente positivi.

Perché può essere interessante in portafoglio

Il principale punto di forza del certificate UniCredit è la sua capacità di offrire:

  • rendimento elevato anche senza rialzi marcati dei mercati,
  • protezione del capitale fino a ribassi del 40%,
  • diversificazione settoriale,
  • flussi cedolari mensili con memoria,
  • possibile uscita anticipata grazie all’autocall.

Puntando su quattro settori chiave dell’economia europea, il prodotto consente di restare investiti sulle Borse del Vecchio Continente senza dover prevedere un forte trend rialzista, beneficiando anche di fasi laterali o di correzioni contenute.


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