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Cavalcare le Terre Rare: il low barrier che punta al 20% annuo
Il Fast Low Barrier di UBS punta un basket di tre società leader nel campo delle Terre Rare: MP Materials, Lynas e Albemarle. Paga premi mensili con memoria del 1,63% (19,56% annuo). Barriera al 40%.

Quello delle Terre Rare è un tema delicatissimo entro cui si giocano gli equilibri globali. La Cina ne blocca le esportazioni, mentre gli USA mettono nel mirino la Groenlandia per estrarle e ridurne il gap evidente con il Paese del Dragone. L’Europa parte svantaggiata perché, nonostante ne vanti i natali (in termini di scoperta), non ne produce e ne ha un disperato bisogno. Insomma, le terre rare sono al centro dei desideri di ogni grande potenza economica e costituiscono un punto nevralgico per comprendere le tensioni in corso a livello geopolitico. Allo stesso tempo rappresentano per l’investitore attento un interessante megatrend a cui partecipare.
Diverse le opzioni in campo per puntare su questi metalli, dagli ETF, all’investimento diretto sui titoli caldi del settore. Noi vi proponiamo il nuovo certificato Fast Low Barrier di UBS ISIN DE000UQ9MAY1 che punta su un tris di titoli leader nel settore delle terre rare: MP Materials, Lynas e Albemarle. Il certificato paga premi mensili con memoria del 1,63% (19,56% annuo), condizionato ad una barriera al 40%, valida anche a scadenza per il rimborso del capitale. Dunque, un livello barriera in grado di attutire volatilità molto elevate e calo dei titoli anche del 60% dai livelli di strike (che saranno fissati il 26 febbraio). Il certificato prevede anche un autocall veloce a partire dal terzo mese (maggio 2026) con trigger fisso al 100% e poi decrescente del 1% mensile fino al 80% degli strike. Scadenza prevista per febbraio 2028.
Nell’approfondimento vedremo perché questo tema è così strategico, per poi concentrarci sulle società protagoniste del basket e la struttura del certificato. Per tutti coloro che volessero approfondire ancora di più il mondo di questi metalli “rari”, ricordiamo che giovedì 26 febbraio alle 17.00 ci sarà il webinar Websim sulle Terre Rare con la presenza di Maurizio Mazziero, autore di un libro dedicato al tema. Per iscriversi, questo il link.
Le Terre Rare: 17 elementi chimici fondamentali per transizione green, Semiconduttori e Difesa
Le Terre Rare sono diventate un catalyst strategico dell’economia globale. Composte da 17 elementi chimici fondamentali (Scandio, Ittrio, Lantanio, Cerio, Praseodimio, Neodimio, Promezio, Samario, Europio, Gadolinio, Terbio, Disprosio, Olmio, Erbio, Tulio, Itterbio, Lutezio), le Terre Rare si raggruppano in quelle leggere e pesanti. Ognuna di loro ha proprietà molto diverse e conferisce alle tecnologie che ormai utilizziamo tutti i giorni proprietà straordinarie, inimmaginabili fino a pochi anni fa.
In particolare, questi metalli sono:
- Magneti permanenti ad alte prestazioni, con utilizzo chiave per il comparto dei Veicoli Elettrici (EV). I magneti permanenti dei motori elettrici ad alta efficienza (soprattutto quelli in Neodimio) sono il cuore della propulsione elettrica. Sono leggeri, compatti e potenti. Inoltre, sono indispensabili anche per la transizione green. Infatti, i generatori di grandi turbine eoliche, specialmente quelle offshore, utilizzano enormi magneti permanenti a base di Terre Rare per convertire il vento in elettricità in modo efficiente.
- Fondamentali per i semiconduttori (elettronica e informatica). Le Terre Rare (come il Cerio, il Lantanio e il Gadolinio) vengono utilizzate nella produzione, lucidatura e componentistica dei chip e semiconduttori. Le loro proprietà sono fondamentali per creare microprocessori più veloci, più piccoli e più efficienti, essenziali per ogni dispositivo elettronico moderno e per l'intelligenza artificiale.
- Generano grande efficienza per le batterie (accumulo di energia). Le batterie agli ioni di litio, utilizzate negli EV, telefoni e sistemi di accumulo stazionario, utilizzano alcuni composti di Terre Rare (come il Lantanio) nei loro elettrodi o catalizzatori per migliorare l'efficienza e la durata.
- Necessari nella Difesa, per gli armamenti di alta precisione. Questo settore ne evidenzia il loro ruolo strategico per la sicurezza. Le Terre Rare sono usate nei sistemi di guida missilistica, per la precisione dei sensori e la miniaturizzazione dei motori. Nei laser e radar sono usati per le ottiche, negli schermi e nei sistemi di puntamento per garantire prestazioni superiori.
Le Terre Rare: risorse strategiche al centro della geopolitica moderna
Ma perché le Terre Rare (REE) sono così importanti? Al contrario di quello che pensano i più, non è tanto un problema di rarità. O meglio, le Terre Rare sono relativamente abbondanti sulla crosta Terrestre almeno quanto il rame che, invece, è un metallo comune (si veda ad esempio il Cerio). Il problema è che sono rari i giacimenti economicamente sfruttabili e ancora più rari i giacimenti ricchi di quelle pesanti. Non solo, i giacimenti di Terre Rare sono problematici sotto molteplici punti di vista, per esempio a causa della mineralizzazione complessa, bassissime concentrazioni, presenza di Torio e altri elementi radioattivi. Di conseguenza, oltre all’estrazione, anche la lavorazione, la raffinazione e la purificazione di REE risultano essere processi complessi, che necessitano di tecnologie e capacità industriali ancor più rare delle Terre Rare stesse, e, per giunta, con un impatto ambientale significativo. È stato calcolato infatti che la lavorazione di una tonnellata di metalli delle Terre Rare produce circa 2.000 tonnellate di rifiuti tossici.
A tutto ciò si aggiunge, come dicevamo, il tema geopolitico. La disomogenea distribuzione delle miniere e impianti di trattamento dei minerali fa sì che, quantomeno al momento, la produzione di Terre Rare sia concentrata in pochi Paesi, dai quali dipende il resto del mondo. A esercitare il monopolio è la Cina, la quale possiede circa un terzo delle riserve mondiali attualmente note, pari a circa 44 milioni di tonnellate, grazie alle quali copre circa il 60% dell’offerta. Seguono Stati Uniti (15,5%), Myanmar (10,5%) e Australia (10%). Di recente, la competizione a distanza tra i due più importanti produttori sta convergendo sulla Groenlandia, il luogo del pianeta con il sottosuolo più ricco di REE, con un potenziale stimato in circa 60 mila tonnellate all’anno, ovvero pari al 30% del fabbisogno mondiale.
Si comprende bene come il controllo e la gestione di queste materie prime sia ormai una questione strategica tanto da diventare merce di scambio nello scontro tra Stati Uniti e Cina. Si ricorda infatti la scorsa estate la risposta secca della Cina agli USA. Di fronte all’ennesimo attacco a suon di dazi di Trump al Paese del Dragone, questo ha risposto minacciando il blocco delle esportazioni di Terre Rare. Dinamica che ha portato a più miti consiglio il Presidente degli Stati Uniti. A fine ottobre hanno trovato l’accordo per un anno dove gli USA abbassano i dazi e la Cina continua a dare le Terre Rare. Basta questo per capire quanto siano strategiche le Terre Rare.
Il Low Barrier per estrarre valore dalle Terre Rare
Il tema d’investimento è dunque estremamente interessante, con potenzialità enormi in ottica prospettica. Si può investire su questo comparto seguendo diverse strade, attraverso prodotti trend following come gli ETF o, comprando le singole azioni oppure utilizzare i certificati. Qui la scelta sta sempre nella strategia che si vuole seguire. Se si vuole puntare sul tema in ottica puramente direzionale, perfetto l’uso di equity o di ETF. Se si preferisce tutelarsi dalla volatilità molto alta del settore, i prodotti a barriera possono fare la differenza. Si riesce ad estrarre un ottimo rendimento dal comparto, visto la volatilità dei titoli del settore, sotto forma cedolare ma al contempo non si è in balia delle notizie e dunque della volatilità di breve e medio termine.
La struttura del certificato ISIN DE000UQ9MAY1 è molto semplice. È un Low Barrier Cash Collect in versione Fast, emesso da UBS il 24 febbraio, con strike che verranno fissati domani giovedì 26 febbraio in chiusura.
Il certificato è costruito su un basket worst of di tre sottostanti scelti con criterio: MP Materials, Lynas e Albemarle (che analizzeremo nel seguente capitolo). Paga l’1,63% mensile con memoria (19,56% annuo), condizionato ad una barriera al 40% (dunque protegge fino a cali del 60% dei due titoli del basket). Ovviamente il certificato è Quanto, dunque il rischio cambio viene sterilizzato, poiché due titoli sono americani e uno australiano, dunque quotati in dollari americani (USD) e dollari australiani (AUD). La memoria, come noto, permette di recuperare premi eventualmente non pagati ad una data di pagamento, se, nelle successive date di osservazione, il worst of torna al di sopra della barriera. Questo meccanismo è valido fino a scadenza inclusa.
Il certificato prevede poi la possibilità di rimborso anticipato con autocall a partire da maggio 2026, con trigger al 100% e poi step down del 1% mensile fino al 80%. Il meccanismo Fast permette di massimizzare il rendimento mensile con buona probabilità d’uscita automatica nel corso della vita del prodotto. Del resto, il meccanismo permette anche all’emittente di pagare premi più alti visto la probabilità di vita stimata più bassa. Ipotizzando il rimborso anticipato al terzo mese, l’investitore porterebbe a casa un rendimento circa del 5%, not bad!
La scadenza è prevista per il 6 marzo 2028. Gli scenari possibili saranno solo due:
- se il worst of sarà sopra barriera il certificato pagherà il 100% del nominale (1.000 euro), più l’ultimo premio ed eventuali premi non pagati;
- se il worst of sarà sotto barriera allora il certificato pagherà la performance del peggiore calcolata dallo strike. Quindi se il worst of dovesse perdere a scadenza il 70% dallo strike, andrebbe sotto barriera e il certificato rimborserebbe 300 euro.
MP Materials, Lynas e Albemarle: ruolo centrale nell’estrazione e lavorazione delle Terre Rare
Analizziamo ora i tre titoli del basket più nel dettaglio. Ricordiamo che le società del settore sono molto volatili e dunque l’investimento è adeguato a profili di rischio più speculativi.

La matrice evidenzia una correlazione moderata tra Lynas e MP Materials (0,49), mentre il legame con Albemarle risulta più contenuto (0,28 con Lynas e 0,16 con MP), suggerendo una buona diversificazione interna al basket pur operando nello stesso comparto delle terre rare e materiali strategici. In termini di volatilità implicita a 3 mesi, MP Materials (68,84%) è il titolo più volatile, seguita da Albemarle (65,33%) e Lynas (58,09%), elemento che aumenta il potenziale cedolare ma rende la struttura più sensibile a shock settoriali.
MP Materials è una società americana (con sede a Las Vegas) che capitalizza oltre 10 miliardi di dollari ed è un produttore di Terre Rare completamente integrato con capacità che coprono l'intera catena di fornitura, dall'estrazione e lavorazione alla metallizzazione e alla produzione di magneti permanenti. I prodotti dell'azienda supportano i settori dei trasporti, dell'energia, della robotica, della difesa e aerospaziale. Gli analisti sono sbilanciati sul buy con 17 buy, 1 neutral e zero sell. Target price a 78 dollari, e un upside del 33%. Ricordiamo che il Governo degli Stati Uniti è entrato direttamente nel capitale della società con una quota di partecipazione, di fatto nazionalizzandola, proprio per l’importanza strategica. Inoltre, il Governo ha garantito anche un prezzo più alto di mercato a MP sulle Terre Rare. Quindi un intervento importante del Governo, che anche tramite MP Materials, la più grande tra le società americane sul settore, intende rinforzare la catena di approvvigionamento dei minerali critici per svincolarsi da Pechino. Tra le ultime notizie sulla società ricordiamo la realizzazione di una joint venture con l'azienda mineraria saudita Maaden per avviare una raffineria di Terre Rare in Arabia Saudita. MP Materials e il Pentagono deterranno una partecipazione del 49%, Maaden il 51%.
Lynas Rare Earth è una società australiana che capitalizza 12 mld di dollari (americani, 17 mld australiani) ed è il secondo produttore globale di Terre Rare. La società presidia l’intero processo integrato, dall’estrazione alla lavorazione dei minerali di Terre Rare. I principali minerali prodotti sono Neodimio e Praseodimio, Lantanio, Cerio e altre Terre Rare pesanti tra cui il Disprosio. Lynas è presente anche in Malesia e recentemente ha annunciato la costruzione di una raffineria in Texas. Sulla società gli analisti sono neutrali con 8 buy, 4 neutral e 5 sell. Il target price è a 15,5 usd, dunque poco sotto i livelli di prezzo attuale. Gli analisti ritengono dunque il titolo ad un prezzo fair in questo momento.
Albemarle è una società americana con una market cap di 22 miliardi di dollari ed è uno dei leader mondiali nella trasformazione di risorse essenziali in ingredienti critici per la mobilità, l'energia, la connettività e la salute. L'azienda opera in mercati finali che includono l'accumulo di energia per reti (grid storage), l'industria automobilistica, aerospaziale, l'energia convenzionale, l'elettronica, l'edilizia, l'agricoltura e l'alimentazione, il settore farmaceutico e i dispositivi medici. Il core business dell’azienda è relativo al litio e al bromo, di cui è estrattore e trasformatore, e nella produzione di catalizzatori per l’industria. Albemarle è un consumatore e trasformatore importante di Terre Rare (principalmente cerio e lantanio) nell'ambito della sua divisione catalizzatori, dove detiene anche brevetti per ottimizzarne l'uso. L’aspetto interessante è che da una parte è un trasformatore di Terre Rare, ma dall’altra propone anche soluzioni per ridurre al massimo il consumo di questi materiali. Ad esempio, ha sviluppato e commercializzato una tecnologia, chiamata LRT, che permette di ottenere prestazioni elevate nei catalizzatori utilizzando una quantità significativamente inferiore di Terre Rare rispetto ai prodotti standard, a volte riducendone il contenuto fino a quattro volte. Gli analisti sono positivi sulla società con 18 buy, 12 neutral e zero sell. Target price poco sopra i livelli attuali a 194 dollari.
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