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Cash Collect sulle big banks di Wall Street che paga il 9,4% annuo

Nuovo Cash Collect di Societe Generale con focus su tre grandi banche americane: Citigroup, Goldman Sachs e Morgan Stanley. Paga premi mensili con memoria pari al 9,4% annuo, con barriera al 60%

Autore: Team Soluzioni di Investimento
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Le banche americane tornano al centro dell'attenzione degli investitori chiudendo un 2025 con risultati solidi. Eppure, proprio quando il settore sembra aver ritrovato una rotta stabile, l'incertezza macro finanziaria globale, dai dazi alle tensioni geopolitiche, passando per un ciclo monetario ancora in transizione, suggerisce di approcciare il comparto con strumenti che bilancino rendimento e protezione.

In questo contesto si colloca il nuovo certificato Memory Autocall Cash Collect (ISIN XS2878551501), un prodotto a capitale condizionatamente protetto costruito su un basket worst of composto da Citigroup, Goldman Sachs e Morgan Stanley. La struttura offre cedole mensili con memoria fino al 9,4% annuo lordo, una barriera capitale europea al 60% e la neutralizzazione del rischio di cambio Eur/Usd grazie all'effetto Quanto. Tutti elementi che, combinati, definiscono un profilo rischio/rendimento calibrato per chi vuole esposizione al settore finanziario statunitense senza rinunciare a un margine di protezione strutturale.

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Cedole mensili con memoria fino al 9,4% annuo  

Il certificato prevede 36 premi mensili condizionati, pari allo 0,7834% del valore nominale (7,834 euro su 1.000 euro di nominale) per un rendimento lordo totale del 9,4% annuo. Il pagamento è subordinato a una condizione chiara: alla data di osservazione mensile, la performance del titolo peggiore del basket non deve essere inferiore al livello barriera al 60% (protezione fino a un calo del -40% dei sottostanti dai rispettivi livelli iniziali). 

Se la condizione non viene rispettata, la cedola non viene persa ma rimane in memoria. Ciò significa che, alla prima data utile in cui tutti i sottostanti tornano sopra la soglia prevista, l’investitore incassa sia la cedola corrente sia quelle eventualmente sospese. 

Autocall con trigger decrescente dal 9° mese 

La scadenza del certificato (ISIN XS2878551501) è fissata al 6 marzo 2029, ma il prodotto potrà essere rimborsato anticipatamente a partire da dicembre 2026. 

Il trigger per far scattare il rimborso anticipato non è fisso ma decresce nel tempo (step down): inizialmente richiede che il worst-of sia almeno al 100% del livello iniziale, per poi abbassarsi dell’1% mensile progressivamente fino a un trigger rimborso anticipato al 74% del livello inziale. Se alla data prevista tutti i sottostanti rispettano la soglia del trigger autocall, il certificato rimborsa il 100% del nominale, oltre alla cedola del periodo e tutte quelle eventualmente detenute in memoria. 

Calendario Cedole e Autocall ISIN XS2878551501

La struttura aumenta quindi nel tempo la probabilità statistica di rimborso anticipato. 

Barriera capitale europea al 60% 

A scadenza si verificherà il rispetto di una barriera europea al 60% dello strike iniziale, così come per i premi mensili. 

  • Se nessun titolo si presenterà alla data di osservazione finale con un ribasso di oltre il 40% rispetto allo strike iniziale, l’investitore riceverà il 100% del capitale, più l'ultima cedola e quelle eventualmente in memoria.
     
  • Se invece almeno uno dei tre sottostanti si troverà alla data di osservazione finale sotto la barriera al 60%, il rimborso sarà proporzionale alla performance del titolo peggiore (meccanismo worst-of). 

Possiamo fare un esempio dello scenario a scadenza. Mettiamo caso che il titolo peggiore del paniere abbia perso il 50% dal suo prezzo di fixing iniziale (strike), allora il certificato perderà la protezione della barriera al 60% e rimborserà 500 EUR. Invece, se il titolo peggiore dovesse perdere il 39%, a scadenza il certificato rimborserebbe il nominale di 1.000 EUR, più l'ultimo premio previsto e quelli in memoria. 

Funzione Quanto: cambio neutralizzato 

Da tenere presente che la struttura presenta l'effetto Quanto, neutralizzano il rischio cambio. Sebbene i sottostanti siano quotati in dollari USA, l’investitore non è esposto al rischio Eur/Usd: cedole e rimborso sono corrisposti in euro. 

Focus sui titoli del basket ISIN XS2878551501

Matrice Correlazione e Volatilità ISIN XS2878551501

La matrice evidenzia una correlazione molto elevata tra i tre colossi finanziari statunitensi: Citigroup, Goldman Sachs e Morgan Stanley presentano coefficienti compresi tra 0,83 e 0,93, segnalando un forte movimento congiunto dei titoli, coerente con l’appartenenza allo stesso settore (investment banking e capital markets). 

Sul fronte della volatilità implicita a 12 mesi, i livelli risultano omogenei e compresi tra il 33% e il 34%, con Goldman Sachs leggermente più volatile (34%) rispetto a Citigroup (33,22%) e Morgan Stanley (33,42%). Ne emerge un profilo di rischio settoriale allineato e relativamente compatto tra i sottostanti. 

Per una struttura worst-of come quella dell’ISIN XS2878551501, una correlazione elevata rappresenta un elemento favorevole. Quando i titoli si muovono in modo simile, diminuisce la probabilità che uno solo dei sottostanti registri una performance significativamente peggiore rispetto agli altri, evento che penalizzerebbe la struttura sia in termini di pagamento delle cedole sia in ottica di rimborso a scadenza. In altre parole, un basket altamente correlato riduce il rischio di “outlier negativo” isolato, rendendo più coerente l’andamento complessivo del paniere e aumentando la prevedibilità statistica del comportamento del worst-of. 

Nella tabella sotto, per ognuna delle tre banche, possiamo vedere i prezzi di riferimento iniziale (strike) e le relative barriere al 60%. Strike fissati alla chiusura del 27 febbraio 2026.

Strike e Barriere ISIN XS2878551501

Morgan Stanley è uno dei principali gruppi finanziari globali, con sede a New York e un modello di business articolato su tre divisioni complementari: Institutional Securities, Wealth Management e Investment Management. Nel 2025 il gruppo ha registrato ricavi per circa 70,6 miliardi di dollari, con un utile netto superiore a 16 miliardi, confermando il rafforzamento della redditività rispetto agli anni precedenti. 

La divisione Institutional Securities rappresenta il motore storico della banca e comprende le attività di investment banking (M&A, capital raising, advisory, corporate lending) e le divisioni Equities e Fixed Income, con il trading che continua a svolgere un ruolo centrale nella generazione dei ricavi. Il Wealth Management è oggi il segmento più rilevante in termini di contributo al fatturato (circa il 45–50%), offrendo servizi di consulenza e pianificazione patrimoniale a clientela high-net-worth. L’area è stata profondamente trasformata dalle acquisizioni di Smith Barney, E-Trade e Solium Capital, che hanno ampliato la base clienti e rafforzato la componente di ricavi ricorrenti. 

Infine, l’Investment Management fornisce soluzioni in ambito azionario, obbligazionario e alternativo, includendo real estate e private equity. Con l’integrazione di Eaton Vance e Mesa West, gli asset gestiti complessivi del gruppo superano i 5.000 miliardi di dollari. Il modello attuale risulta più bilanciato e meno dipendente dal solo trading rispetto al passato, pur rimanendo sensibile al ciclo dei mercati dei capitali e all’andamento macro-finanziario globale. 

Grafico settimanale di Stellantis

Il grafico evidenzia una struttura tecnica costruttiva nel medio-lungo periodo. Dopo una fase laterale tra il 2021 e il 2023, il titolo ha avviato un trend rialzista ben definito, con progressiva formazione di massimi e minimi crescenti. Le medie mobili (50, 100 e 200 settimane) risultano ordinate positivamente e inclinate verso l’alto, confermando l’impostazione bullish di fondo. 

La barriera al 60% (linea blu sul grafico), posizionata in area 99,91 dollari, si colloca sensibilmente al di sotto delle quotazioni correnti (166,51 USD), incorporando un buffer significativo rispetto ai livelli attuali. Anche considerando le fasi di maggiore volatilità osservate nel 2022–2023, il titolo ha mostrato capacità di recupero sopra le principali medie dinamiche. Nel complesso, il quadro tecnico suggerisce una distanza ampia dalla soglia barriera e un contesto coerente con la struttura difensiva del certificato. 

Citigroup è uno dei maggiori gruppi bancari globali, con un modello operativo fortemente internazionale e articolato su cinque divisioni: Services, Markets, Banking, Wealth e US Personal Banking. Nel 2025 il gruppo ha registrato ricavi pari a 83,9 miliardi di dollari, in crescita rispetto al 2024, confermando il progressivo miglioramento avviato negli ultimi esercizi. L’utile netto si è attestato a circa 17,8 miliardi di dollari, con un rafforzamento della redditività e un EPS in significativa espansione rispetto all’anno precedente. 

Dal punto di vista patrimoniale, Citi mantiene una struttura solida, con coefficienti di capitale primario (CET1) superiori al 13% e una base di attivi ampiamente diversificata a livello geografico. I segmenti Services e Markets, ciascuno con un peso intorno al 25% dei ricavi, rappresentano il cuore delle attività corporate e di trading globale, offrendo servizi su cash management, trade finance, equity, valute, tassi e commodities. Il segmento Banking copre investment banking e advisory M&A, mentre Wealth e US Personal Banking presidiano rispettivamente la clientela patrimoniale e il mercato retail statunitense, incluse le carte di credito proprietarie e co-branded. 

La combinazione tra attività di mercato, credito e servizi transazionali rende Citigroup fortemente esposta al ciclo macro-finanziario globale, ma al tempo stesso beneficiaria di contesti di maggiore volatilità e dinamismo nei capital markets. 

Grafico settimanale di Citi

Il grafico di Citigroup mostra una chiara inversione di tendenza rispetto alla fase debole osservata tra il 2021 e il 2023. Dopo aver toccato minimi in area 38 dollari nell’ottobre 2023, il titolo ha avviato un movimento rialzista strutturato, con una sequenza di massimi e minimi crescenti che ha riportato le quotazioni sopra i 110 dollari. 

Le medie mobili a 50, 100 e 200 settimane risultano ora ordinate positivamente e inclinate verso l’alto, segnalando un trend primario costruttivo. La barriera al 60% (linea blu sul grafico), posizionata in area 66,1 dollari, si colloca nettamente al di sotto dei livelli correnti (110,2 USD), incorporando un buffer significativo superiore al 35–40%. Anche nelle fasi di correzione più recenti, il titolo ha trovato supporto dinamico sulle medie di medio periodo, mantenendo intatta l’impostazione rialzista. Nel complesso, il quadro tecnico appare coerente con una distanza ampia dalla soglia barriera e con una volatilità gestibile in ottica certificato. 

Goldman Sachs è uno dei principali gruppi finanziari globali, attivo nell’investment banking, nei servizi di trading e nella gestione patrimoniale. Fondata nel 1869 e con sede a New York, la banca opera in oltre 40 Paesi e genera circa il 65% dei ricavi nelle Americhe, con una presenza rilevante anche in EMEA e Asia. 

Nel 2025 il gruppo ha registrato ricavi pari a circa 58,3 miliardi di dollari, in crescita rispetto ai 53,5 miliardi del 2024, mentre l’utile netto si è attestato intorno ai 16,5 miliardi di dollari, confermando un significativo recupero della redditività rispetto al biennio precedente. L’EPS ha mostrato un’ulteriore espansione, sostenuto dal rafforzamento del margine operativo. 

Il modello di business è articolato in tre segmenti principali: Global Banking & Markets (circa 65% dei ricavi), Asset & Wealth Management (circa 30%) e Platform Solutions (circa 5%). Global Banking & Markets rappresenta il core storico della banca e include advisory M&A, equity e debt underwriting, market making su azioni, obbligazioni, valute e commodities, oltre a prime brokerage e finanziamenti strutturati. Asset & Wealth Management gestisce asset su un’ampia gamma di strategie, incluse soluzioni alternative e private markets, rivolgendosi sia a investitori istituzionali sia a clientela ultra-high-net-worth. Platform Solutions comprende attività legate a carte di credito e servizi di transaction banking. 

Con una forte esposizione ai capital markets e alle dinamiche di trading, Goldman Sachs beneficia di contesti di elevata attività finanziaria e volatilità, mantenendo al contempo una crescente diversificazione verso ricavi più stabili legati alla gestione patrimoniale. 

grafico settimanale di Goldman Sachs

Il grafico di Goldman Sachs evidenzia un’impostazione tecnica decisamente costruttiva nel medio-lungo periodo. Dopo una fase laterale tra il 2021 e il 2023, il titolo ha avviato un trend rialzista marcato, con una sequenza regolare di massimi e minimi crescenti che lo ha portato a superare stabilmente area 800 dollari, fino ai recenti massimi in prossimità di 950–980 dollari. 

Le medie mobili a 50, 100 e 200 settimane risultano chiaramente ordinate in configurazione rialzista e con pendenza positiva, a conferma di una struttura tecnica solida. Anche le correzioni intermedie, come quella osservata tra fine 2024 e inizio 2025, si sono sviluppate all’interno di un trend primario ancora intatto. 

La barriera al 60% (linea blu sul grafico), posizionata in area 515 dollari, si colloca nettamente al di sotto delle quotazioni attuali (circa 860 dollari), offrendo un buffer superiore al 35–40%. Questo margine evidenzia una distanza significativa dalla soglia critica prevista dal certificato, coerente con una configurazione tecnica che, al momento, mantiene un’impostazione favorevole nonostante la fisiologica volatilità del settore finanziario. 


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