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BNP punta sull'energia: 10,5% annuo e protezione fino a -50%

Il nuovo certificato sulla filiera energetica italiana (ISIN XS3293888247): premi mensili con memoria pari al 10,5% annuo e capitale protetto da una Barriera al 50%

Autore: Giulio Visigalli
Tubi blu che conducono a una raffineria di petrolio.

Photo by wenbin/Getty Images

Il conflitto in Medio Oriente e il conseguente blocco dello Stretto di Hormuz ha innescato uno shock energetico: il Brent vola oltre i 110 dollari al barile (+62%), il TTF schizza a 66 €/MWh (+114%). Numeri che non lasciano spazio a interpretazioni, l'energia è tornata al centro dei mercati globali, e con essa l'intera filiera che la produce, trasporta e distribuisce. È proprio su questo comparto che l'emittente francese BNP Paribas ha deciso di costruire uno dei suoi ultimi certificati.

Si tratta dell'ISIN XS3293888247, un Memory Autocall Cash Collect con sottostanti:

  • Enel
  • Saipem
  • Snam
  • Tenaris

Un basket rappresentativo dell’intera filiera energetica: dalla produzione e distribuzione (Enel, Snam) fino ai servizi e infrastrutture legati all’Oil & Gas (Saipem, Tenaris).

Il prodotto paga cedole mensili pari allo 0,875% (10,50% annuo) con effetto memoria e prevede la possibilità di rimborso anticipato (autocall) a partire da dicembre 2026, con un trigger decrescente dal 100% fino al 74%. Questo meccanismo aumenta progressivamente la probabilità di rimborso anticipato nel tempo.

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Energia in rialzo: driver e implicazioni per i titoli

L’escalation del conflitto nel Golfo e le crescenti restrizioni al transito nello Stretto di Hormuz hanno riportato al centro dell’attenzione i rischi legati alla sicurezza energetica globale. Il risultato è stato un vero e proprio shock sia dal lato dell’offerta che da quello logistico, in particolare per petrolio e gas naturale liquefatto (LNG), con un conseguente aumento della volatilità e un ritorno a un sentiment più difensivo sui mercati.

Secondo le stime dell’International Energy Agency (IEA), nel mese di marzo si è registrata una contrazione dell’offerta globale di circa 8 milioni di barili al giorno. Per far fronte a questa situazione, l’Agenzia ha avviato un rilascio straordinario di circa 400 milioni di barili dalle riserve strategiche, rivedendo al contempo anche le previsioni di domanda per i mesi di marzo e aprile. La normalizzazione del mercato resta tuttavia legata a due fattori chiave: il ripristino di flussi regolari attraverso le principali rotte marittime e la disponibilità di adeguate coperture assicurative per il trasporto.

Nel frattempo, i prezzi hanno reagito in modo significativo: il Brent è tornato sopra la soglia dei 100 dollari al barile, mentre il gas europeo (TTF) si è mantenuto su livelli elevati, intorno ai 50 €/MWh. A conferma delle tensioni sul mercato, i dati AGSI mostrano come, al 17 marzo 2026, gli stoccaggi di gas europei fossero riempiti solo per circa il 28,9%, evidenziando una situazione di relativa fragilità in vista dei mesi successivi.

In questo contesto, il settore utilities europeo risente direttamente dell’aumento del prezzo del gas, spesso marginale nella formazione del prezzo dell’elettricità, con conseguenti pressioni sui prezzi finali e un ritorno del rischio regolatorio. Parallelamente, nel comparto oil & gas services, prezzi del greggio più elevati rafforzano gli incentivi agli investimenti upstream, pur in presenza di maggiori rischi operativi legati al contesto geopolitico.

Anche le infrastrutture gas e il settore dei materiali per l’energia si trovano al centro di queste dinamiche: da un lato cresce il valore strategico di stoccaggi e reti per gestire flussi e volatilità, dall’altro l’aumento dei costi energetici si riflette lungo tutta la filiera industriale, influenzando produzione, logistica e domanda finale.

Cedole mensili con memoria e un rendimento potenziale del 10,5% annuo

Il certificato (ISIN XS3293888247) è costruito su un basket Worst Of e quindi la sua performance dipende dall'andamento del titolo peggiore tra Enel, Saipem, Snam e Tenaris. Il prodotto paga una cedola mensile con memoria dello 0,875%, a condizione che il Worst Of si trovi sopra la barriera premio al 50% del livello iniziale. Si arriva così ad avere un rendimento annuo a doppia cifra del 10,5%, ovvero il 31,5% di rendimento cedolare complessivo, con un'ottima protezione del capitale dato che permette di sopportare fino a un -50% dei titoli. 

Grazie all’effetto memoria, eventuali cedole non pagate non vengono perse, ma accumulate e corrisposte alla prima data utile in cui il sottostante torna sopra la barriera. 

Autocall con trigger decrescente dal 9° mese

A partire da dicembre 2026, ovvero dal 9° mese di vita, il certificato può essere rimborsato anticipatamente se tutti i sottostanti si trovano sopra il livello trigger.

Il trigger autocall non è fisso ma decresce dell'1% di mese in mese a partire dal 100% del livello iniziale fino ad arrivare al 74% degli strike. Ciò significa che, con il passare del tempo, aumenta la probabilità che il certificato venga richiamato anticipatamente.

Se questo dovesse succede l’investitore riceverebbe il 100% del valore nominale di 100 euro e tutte le cedole maturate fino a quel momento (incluse quelle in memoria).

Di seguito il calendario completo dei premi e dell'autocall dell'ISIN XS3293888247:

Calendario Cedole

Barriera al 50% per la protezione del capitale a scadenza

Così come per i premi, anche a scadenza si verificherà il rispetto di una barriera europea al 50% dello strike iniziale. 

  • Se nessun titolo si presenterà alla data di osservazione finale (19 marzo 2029) con un ribasso di oltre il 50% rispetto allo strike iniziale (fissati alla chiusura del 19 marzo), l’investitore riceverà il 100% del capitale, più l'ultima cedola e quelle eventualmente in memoria (come nel caso del rimborso anticipato).
  • Se invece anche solo uno dei quattro sottostanti si troverà alla data di osservazione finale sotto la barriera al 50%, il rimborso sarà commisurato alla performance del titolo peggiore (meccanismo worst-of). 

Possiamo fare un esempio dello scenario a scadenza. Mettiamo caso che il titolo peggiore del paniere abbia perso il 60% dal suo prezzo di fixing iniziale (strike), allora il certificato perderà la sua protezione della barriera al 50% e rimborserà 400 euro. Invece, se il titolo peggiore dovesse perdere il 39%, a scadenza il certificato rimborserebbe il nominale di 100 EUR, più l'ultimo premio previsto e quelli in memoria.

In questo contesto, la struttura del paniere gioca un ruolo chiave: le correlazioni non perfette tra i sottostanti (Eni–Tenaris 0,67; Enel–Snam 0,52) e volatilità differenziate, con Tenaris più volatile (30,37%) e Snam più difensiva (18,71%), contribuiscono a bilanciare il fattore rischio/rendimento del certificato:

Tabella corr. e vol implicita

In un contesto caratterizzato da volatilità, tensioni geopolitiche e incertezza macroeconomica, la possibilità di ottenere cedole mensili elevate con effetto memoria e una buona protezione del capitale rappresenta un elemento distintivo. 


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