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Brent verso una delle settimane peggiori degli ultimi 5 anni: -11,50%
Altolà di Trump sui dazi iraniani nello Stretto di Hormuz. L’Arabia Saudita ha dichiarato che che la propria capacità produttiva è stata ridotta di circa 600 mila barili al giorno

Photo by Anton Petrus/Getty Images
Il Brent si muove in lieve rialzo, sostenuto dai tanti dubbi sulla tenuta del cessate il fuoco tra Usa e Iran, ma il bilancio della settimana, ad ora -11,50%, è uno dei peggiori degli ultimi cinque anni. Solo in tre occasioni, giugno 2025, marzo 2023, aprile 2022, ha fatto di peggio.
Ciò malgrado, il prezzo è in crescita del +60% da inizio anno.
Altolà di Trump sui dazi iraniani nello Stretto di Hormuz
Il presidente Donald Trump ha chiesto all’Iran di riaprire lo Stretto di Hormuz, aumentando la pressione su Teheran alla vigilia di nuovi colloqui in Pakistan per trasformare una fragile tregua in un accordo duraturo.
Il cessate il fuoco resta però instabile: il Kuwait ha denunciato attacchi di droni contro infrastrutture “vitali”, attribuendoli all’Iran e ai suoi alleati, accusati di aver violato l’intesa annunciata due giorni prima.
Il conflitto ha già causato migliaia di vittime e gravi danni alle infrastrutture energetiche del Golfo. Al centro delle tensioni c’è sempre lo stretto di Hormuz, snodo strategico da cui transitava circa un quinto del petrolio e del gas liquefatto mondiale prima della guerra.
Il presidente degli Stati Uniti ha messo in guardia l'Iran dal imporre dazi doganali alle petroliere che transitano per Hormuz.
I negoziatori di Stati Uniti e Iran si incontreranno in Pakistan, mentre il traffico nello stretto resta bloccato dal 28 febbraio, senza segnali di ripresa. Trump ha criticato duramente Teheran, minacciando azioni per garantire il flusso del petrolio “con o senza l’Iran”.
Nonostante le tensioni, il presidente si è detto “ottimista” su un accordo, descrivendo i leader iraniani come più pragmatici rispetto alla loro retorica pubblica.
Resta alta anche la tensione in Libano, dove Israele combatte Hezbollah. Teheran accusa gli attacchi israeliani di violare la tregua e di compromettere i negoziati, mentre Washington nega che il cessate il fuoco includa il fronte libanese.
Arabia Saudita: capacità produttiva ridotta del 10%
L’Arabia Saudita ha dichiarato che la propria capacità produttiva è stata ridotta dagli attacchi alle infrastrutture energetiche.
Secondo Riad, gli attacchi hanno tagliato la produzione di circa 600mila barili al giorno, pari a circa il 10% delle esportazioni del regno.
Colpita anche una stazione di pompaggio dell’oleodotto Est-Ovest, snodo chiave per bypassare lo Stretto di Hormuz, con una riduzione della capacità di trasporto di 700mila barili al giorno.
Gli attacchi, insieme alle tensioni regionali, alimentano timori sulla sicurezza degli approvvigionamenti. Paesi fortemente dipendenti dal greggio mediorientale, come il Giappone, stanno ricorrendo alle riserve strategiche, mentre Cina e India adottano misure per gestire le scorte.
Analisi Tecnica Brent
Il quadro di breve resta in fortissima tensione, tuttavia si conferma una scelta di dubbia fortuna l'acquisto di petrolio sopra i 100 usd in ottica di lungo periodo. Consigliabile stare alla finestra o alleggerire/chiudere le posizioni in profitto, sfruttando le fasi di stress. Solo una chiusura di settimana sopra quota 120 dollari proietterà il movimento fino ai massimi di lunghissimo periodo, verso 140/145 dollari. Per gli acquisti è preferibile cominciare a muoversi intorno agli 85 usd.

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