Aggiornamento Strategia Mensile Maggio 2025: Mid/Small Caps Italia

Panoramica sull'andamento delle PMI italiane, che evidenzia la nostra strategia di investimento per Maggio 2025. Un Report di aggiornamento dall'Ufficio Studi di Intermonte.

Autore: Team Websim Corporate
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Il recente rally dei titoli richiede che le stime non deludano

 

  • Performance (=/-). Il mercato azionario italiano (prezzi al 16 maggio 2025) ha registrato una performance positiva del 12,7% nell'ultimo mese ed è in rialzo del 18,6% su base annua. Nell'ultimo mese l'indice FTSE Italy Mid-Cap (+12,8%) ha registrato una performance in linea con l'indice principale (-5,1% su base annua relativa), mentre l'indice FTSE Italy Small Caps (+9,9%) ha registrato una performance peggiore del 2,8% rispetto al mercato e un -9,2% su base annua relativa. Guardando alle performance delle mid-small cap in Europa, l'indice MSCI Europe Small Caps è salito del 10,5% nell'ultimo mese, una performance simile a quella delle small cap italiane.
  • Stime (-). Dall'inizio del 2025, abbiamo attuato una revisione del -5,7%/-5,1% delle nostre stime sugli EPS 2025/2026; in particolare, nell'ultimo mese, le revisioni delle stime sono state positive per le large cap (+1,4%/+2,0% sugli EPS 2025/2026), soprattutto per i titoli del settore bancario. Concentrandoci sulla nostra copertura delle mid-small cap, nell'ultimo mese abbiamo rivisto le stime sugli EPS 2025/2026 del -0,4%/+0,4%.
  • Valutazioni (+). Se confrontiamo la performance dall'inizio del 2025 con la variazione delle stime per l'esercizio ’25 nello stesso periodo, vediamo che i titoli del FTSE MIB hanno registrato un re-rating del 24,8% (era 12,4% un mese fa); le mid cap si sono rivalutate del 17,0%, mentre le small cap del 16,3%. Su base P/E, il nostro panel è scambiato con un premio del 18% rispetto alle large cap, leggermente al di sotto del premio medio storico (20%) e del livello di un mese fa (21%).
  • Liquidità (+/-). Osservando l'andamento degli indici ufficiali italiani, notiamo che la liquidità delle large cap nell'ultimo mese (misurata moltiplicando i volumi medi per i prezzi medi in un determinato periodo) è superiore del 16,9% rispetto allo stesso periodo di un anno fa ed è in aumento del 38,5% su base annua. Il quadro è in miglioramento anche per le mid cap, mentre è più debole per le small cap: in particolare, dall’inizio di gennaio, la liquidità è aumentata del 16,5% su base annua per le prime, mentre per le seconde è diminuita del 2,0%. 
  • Strategia d’investimento. La recente svolta dell'amministrazione Trump verso la de-escalation delle tensioni commerciali globali ha alimentato l'ottimismo sui mercati azionari. Tuttavia, l'accresciuta incertezza globale e le controversie commerciali in corso continuano a gravare sulla crescita europea. La Commissione Europea ha appena rivisto al ribasso le sue previsioni di crescita per l'UE dall'1,5% all'1,1%. Per quanto riguarda il nostro coverage, i risultati del 1Q25 sono stati nella maggior parte dei casi rassicuranti e leggermente migliori del previsto; tuttavia, il picco di incertezza, principalmente legato alle tensioni commerciali, dovrebbe riflettersi nei dati economici del 2Q25. La ripresa azionaria a V dopo lo shock dei dazi di inizio aprile sembra ora pienamente scontata nei prezzi azionari e per immaginare nuovi rialzi serve il supporto di un ulteriore flusso di notizie positivo. Riteniamo che le azioni italiane a media capitalizzazione continuino a offrire un valore interessante, anche grazie un contesto politico interno relativamente stabile. La nostra preferenza rimane per i titoli di qualità, leader nei rispettivi settori, le cui valutazioni siano giustificate da prospettive di crescita realistiche o supportate da una solida generazione di cassa. In questo contesto, iniziative come il Fondo Strategico Nazionale, la cui entrata in funzione è prevista a breve, dovrebbero rappresentare un catalyst positivo. Si prevede che il fondo sarà lanciato con un impegno iniziale di circa 700 milioni/1 miliardo di euro, di cui il 49% proveniente dal Fondo Nazionale di Investimento (NSF) e il 51% da investitori privati. Ai gestori del fondo sarà concessa piena discrezionalità in materia di allocazione del portafoglio, a condizione che almeno il 70% del capitale sia investito in società quotate al di fuori dell'indice FTSE MIB, escludendo i titoli finanziari.

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