Ottobre a geometrie variabili, tra inflazione e rotazione

In Italia, il Ftse Star (-0,3%) e il Ftse Italia Growth (-0,7%) hanno contenuto le perdite rispetto all’indice delle blue chip

Autore: Gianluca Brigatti
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Photo by Qi Yang/Getty Images

I mercati azionari globali hanno visto andamenti divergenti a ottobre, con il dato complessivo negativo ma che ha mascherato una decisa rotazione al di sotto della superficie. Al contempo, i prezzi del petrolio sono rimasti elevati per le tensioni in Medio Oriente.

Scenario generale

Europa e Usa

L’Europa è andata controcorrente, con l’Euro Stoxx 600 che nel mese è salito dell’1,9%. In sostanza, la crescita economica resiliente e gli utili societari hanno controbilanciato l’aumento dei costi energetici e le rinnovate incertezze politiche e fiscali. Inoltre, gli investitori preoccupati dall'AI trade al di fuori dell'Ue hanno diversificato con il Vecchio Continente. In Italia, invece, il FTSE MIB ha lasciato sul terreno il 3,6% soprattutto per la pessima performance delle banche.

Inflazione elevata e resilienza economica hanno caratterizzato anche lo scenario statunitense, mentre le paure su tech e credito hanno zavorrato le azioni. L'indice S&P 500 ha registrato un calo dello 0,9% a ottobre, mentre il Nasdaq Composite ha perso il 5,3%, ovvero il ribasso mensile più marcato dal marzo 2025.

In particolare, anche passando al setaccio le trimestrali dei colossi Usa, sono cresciuti i dubbi sul fatto che i consistenti investimenti perl’AI possano generare rendimenti sufficienti. Al contempo, gli alti costi di finanziamento hanno messo sotto pressione le componenti più indebitate dell'ecosistema.

A valle di tale contesto, gli investitori hanno attuato una rotazione verso il settore energetico, affiancato da comparti difensivi quali beni di consumo primari, salute e servizi di pubblica utilità.

Banche centrali

La Federal Reserve ha lasciato invariato il tasso di riferimento al 3,75%-4%, come ampiamente previsto, dopo l’aumento di settembre.

Anche la Banca centrale europea ha lasciato il suo tasso di riferimento invariato al 2,5%, come da attese, dopo l'incremento del mese precedente.

Il contesto resta però caratterizzato da inflazione persistente, guidata dai prezzi energetici, con possibilità di ulteriori aumenti dei tassi.

Bond, valute, oro

Ad ottobre, i titoli di Stato dei mercati sviluppati hanno registrato un rally, con i rendimenti in calo rispetto ai massimi di settembre. Sebbene una solida attività economica e prezzi del petrolio elevati esercitino in genere una pressione al rialzo sui rendimenti, la volatilità legata al settore tech ha spinto le scelte degli investitori verso la diversificazione. La Francia si è confermata la principale eccezione alla corsa ai titoli sovrani, a causa delle preoccupazioni finanziarie e politiche.

L'indice del dollaro statunitense è salito mensilmente dello 0,4%, mentre l'euro si è indebolito rispetto alla valuta americana. L'oro ha perso quasi il 7%, poiché i metalli preziosi non sono riusciti a trarre vantaggio dalla più ampia fuga verso beni rifugio.

Mid&Small Cap

Negli Usa, tra le società a piccola e media capitalizzazione, l’indice Russell 2500 Value ha registrato un rialzo del 3,2%, mentre il Russell 2500 Growth ha subito un calo del 2,9%.

In Italia, il Ftse Star (-0,3%) e il Ftse Italia Growth (-0,7%) hanno contenuto le perdite rispetto al paniere delle blue chip.

Il quadro italiano aggiornato al 20 ottobre

Su Borsa Italiana, dal 1° gennaio 2026, la liquidità è aumentata del 35% su base annua per le mid cap e del 14,8% per le small cap, come indicato da un report di Intermonte del 20 ottobre.

Considerando la fase di incertezza, gli investitori si sono concentrati sui titoli di qualità, ossia società dotate di un effettivo potere di determinazione dei prezzi e con solida capacità di generazione di cassa. La selettività è rimasta un elemento fondamentale. Nel breve e medio termine, un contesto di tassi di interesse in aumento potrebbe mettere a prova le mid e small cap italiane, favorendo le aziende caratterizzate da un basso livello di indebitamento.



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