Zest - Il 2025 si chiude con ricavi per 9,7 milioni
Bene il cost saving, dall'altro lato persa la svalutazione del portafoglio. Le partecipazioni sono 239 (circa il 25% nell’intelligenza artificiale)

Photo by EschCollection/Getty Images
L'acceleratore Zest ha approvato ieri i risultati 2025.
I ricavi si attestano a 9,7 milioni euro, sostanzialmente invariati rispetto al 2024 rettificato (9,7 milioni euro) e superiori alla stima Websim Corporate di 9,2 milioni euro di circa +0,5 milioni euro, con il confronto sullo stesso periodo dell’anno precedente penalizzato dalla progressiva chiusura dei programmi di accelerazione, completata nel maggio 2025, che ha ridotto i ricavi del comparto Investments (-0,7 milioni euro su base annua a 2,3 milioni euro).
In parziale compensazione, il comparto Innovation cresce a 2,8 milioni euro (+0,7 milioni euro su base annua) grazie a nuovi contratti, e l’unità di business Spazi & Eventi migliora a 3,7 milioni euro (+0,4 milioni euro su base annua) per effetto di una maggiore attività e di una revisione tariffaria. Infine, il contributo delle controllate non strategiche si riduce a 0,8 milioni euro (-0,5 milioni euro su base annua) per le minori performance economiche di Livextension e per la cessazione dell’attività operativa di Stillabit.
Contenimento dei costi
Sul fronte dei costi, l’azione di efficientamento successiva alla fusione prosegue con decisione: i costi operativi scendono a 11,0 milioni euro (-1,7 milioni euro su base annua), grazie alla riduzione dei costi per servizi (-1,1 milioni euro) e del personale (-0,9 milioni euro), parzialmente compensata da maggiori oneri di gestione immobiliare (+0,3 milioni euro).
L’Ebitda operativo ricorrente si attesta a -1,3 milioni euro, sotto la stima di -0,7 milioni euro e ancora lontano dal punto di pareggio operativo, con uno scostamento rispetto al budget 2025 di circa 1,0 milioni euro imputabile in larga parte alla minore performance delle unità di business Investments e Innovation. Includendo le componenti non ricorrenti positive (0,6 milioni euro), l’Ebitda operativo è pari a -0,6 milioni euro (rispetto a -4,1 milioni euro nel 2024).
Il risultato netto è negativo per -1,0 milioni euro (rispetto alla stima di -0,1 milioni euro), con il contributo positivo della gestione investimenti (1,2 milioni euro, derivante da dismissioni: uscita da Vikey a 2,78x il capitale investito, STIP a 2,25x e vendita parziale di Wellhub) e ammortamenti (0,6 milioni euro, -0,3 milioni euro su base annua), accantonamenti e svalutazioni (0,4 milioni euro, -0,3 milioni euro su base annua) e oneri finanziari (0,5 milioni euro, +0,1 milioni euro su base annua).
Patrimonio e PFN
Da segnalare che il patrimonio netto di Zest si riduce a 45,4 milioni euro (rispetto alla stima di 53,2 milioni euro e a 49,8 milioni euro a fine 2024), principalmente per effetto di svalutazioni di portafoglio a fair value rilevate nell’OCI (cioè le voci di reddito che non transitano direttamente nel conto economico ma incidono sul patrimonio netto) per -7,2 milioni euro. Si tratta di un elemento non cash, che tuttavia riflette la difficoltà dell’attuale contesto di mercato nella valorizzazione delle partecipazioni.
L’indebitamento finanziario netto si attesta a 6,3 milioni euro, peggiore rispetto alla stima di 4,5 milioni euro (rispetto a 6,9 milioni euro a fine 2024), con la liquidità che migliora a 2,4 milioni euro grazie all’aumento di capitale da 4,3 milioni euro completato nel corso dell’anno.
Prospettive
Il management conferma l’obiettivo di raggiungere il pareggio a livello di Ebitda nel 2026, trainato dal completamento del piano di efficientamento e dall’ulteriore sviluppo dell’unità di business Innovation. Il principale catalizzatore prospettico rimane il lancio del fondo Z_One, atteso per luglio 2026, e l’ingresso nel capitale di Eureka! Venture SGR con una quota del 20%, passi funzionali alla trasformazione del modello verso una piattaforma guidata dal venture capital integrato.
Il portafoglio conta 239 partecipazioni (circa il 25% nell’intelligenza artificiale) con un moltiplicatore di raccolta pari a 18x rispetto al capitale investito da Zest, metrica che evidenzia la qualità della pipeline pur in un contesto di valutazioni compresse.
Secondo Websim Corporate "i risultati sono nel complesso deludenti rispetto alle nostre attese, con l’Ebitda ricorrente e il patrimonio netto al di sotto delle stime per ragioni in parte strutturali (chiusura dei programmi di accelerazione) e in parte legate al contesto macroeconomico. La traiettoria di riduzione dei costi è però concreta e il raggiungimento del pareggio a livello di Ebitda nel 2026 appare credibile (nostra stima -0,2 milioni euro) se anche i ricavi migliorano (nostra stima 10,5 milioni euro). Rivedremo le nostre stime alla luce dei dati consuntivi".
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