MFE - Il 2026 è atteso in deciso miglioramento rispetto al 2025

Risultati 2025 con nuova riclassificazione e Prosieben

Autore: Redazione
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Fatto

Ieri la società ha riportato i numeri del 2025 che per la prima volta hanno consolidato il contributo di Prosieben line-by-line nel quarto trimestre 2025.

I numeri sono stati presentati secondo una nuova riclassificazione che non consente un confronto con le nostre precedenti stime.

La nuova riclassificazione si focalizza sul core business “Entertainment” per il quale il management prevede sinergie sui costi nel 2026 tra euro 120 milioni e euro 160 milioni, ben superiori a quanto precedentemente indicato.

Il management ha anche commentato un primo trimestre 2026 positivo per la pubblicità in Italia, con Spagna e Germania ancora negativi ma in miglioramento sequenziale e un trend ad aprile/maggio che vede un segno positivo in tutte le regioni.

Alla luce di queste indicazioni, aggiorniamo il nostro modello di stime che ora puntano a un EBIT del business Entertainment andare da euro 356 milioni nel 2025 a euro 489 milioni nel 2026 (euro 514 milioni a livello di totale gruppo). Il dividendo, a euro 22 centesimi in pagamento nel 2026, pensiamo possa gradualmente salire nei prossimi anni.

Effetto

OUTPERFORM confermato, target MFE -A a euro 3,8 (da euro 4,6); target MFE -B a euro 4,7 (da euro 5,7). La nostra valutazione si basa sull’applicazione di un fair multiple di 8,0x EV/EBIT all’EBIT 2027. La revisione al ribasso riflette principalmente una base di utili 2025 più contenuta, parzialmente compensata da una maggiore visibilità sull’esecuzione del piano strategico del management.

Supportati dalle significative efficienze di costo previste, ci attendiamo che il Gruppo generi una rilevante accrezione dell’EPS a partire dal 2026. Inoltre, MFE ha riaffermato la propria politica di dividendi, che prevede la distribuzione di almeno il 50% dell’utile netto di gruppo, ritenuta dal management sostenibile nel tempo, implicando il mantenimento di un profilo di dividendo molto attrattivo anche negli anni a venire.

Nei prossimi mesi ci aspettiamo di osservare i primi benefici sui ricavi, i primi impatti tangibili delle iniziative di riduzione dei costi, nonché progressi nella rivalutazione delle attività non core. Nel complesso, queste azioni dovrebbero tradursi in un significativo miglioramento della generazione di cassa e in una graduale riduzione dell’indebitamento netto.



Azioni menzionate

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