Masi - Federvini: "Filiera italiana resiliente e pronta a evolvere"
In un contesto internazionale sfidante, le imprese stanno cambiando per cogliere la metamorfosi di un settore in cui la quantità del consumo è sempre più superata dalla qualità dell'esperienza

La "vera notizia" dell'ultimo Osservatorio Federvini è la "trasformazione della domanda". Lo ha detto il presidente dell'associazione, Giacomo Ponti, sottolineando che "assistiamo al passaggio da un consumo di abitudine a un consumo di scelta, dove la variabile determinante non è più la frequenza, ma la qualità dell'esperienza".
Una metamorfosi che sta avvenendo in un contesto internazionale complesso, segnato da tensioni commerciali e geopolitiche globali, ma con una filiera che ha confermato la propria solidità strutturale. In particolare, nel report di novembre, realizzato in collaborazione con Nomisma e TradeLab, è stato analizzato l'andamento di vini, spiriti e aceti nei primi nove mesi del 2025.
Ponti ha lodato le imprese italiane, che stanno interpretando i cambiamenti "investendo nelle componenti valoriali e di identità, asset capaci di superare le barriere tariffarie e le incertezze congiunturali. Una dinamica che trova riscontro anche nei consumi interni, dove la tenuta dei fondamentali e il dinamismo di segmenti quali bollicine e aperitivi testimoniano come le famiglie italiane, pur in un quadro economico sfidante, continuino a esplorare la versatilità dell'offerta, adattando le proprie scelte all'evoluzione degli stili di vita".
Infine, guardando all'estero, da un lato, i dazi di Donald Trump hanno fatto calare l'export verso gli Stati Uniti. Ma dall'altro si è aperta la crescita in altri mercati: il vino Made in Italy è sempre più richiesto in Germania e Brasile, per esempio.
Masi Agricola
Guardando al comparto vitivinicolo in Borsa, sul segmento EGM c'è Masi Agricola, che ha reso il suo Amarone tra le etichette più conosciute delle bottiglie tricolori nel mondo. La società sta cercando proprio di intercettare i cambiamenti in atto, in particolare diversificando l'offerta: il gruppo possiede anche i Prosecchi Canevel (della Valdobbiadene), i vini premium di Bossi Fedrigotti e Serego Alighieri (in Trentino-Alto Adige) e Tenuta Casa Re nell’Oltrepò Pavese.
Inoltre, secondo alcune indiscrezioni, potrebbe espandere i suoi orizzonti verso il Friuli-Venezia Giulia con nuove acquisizioni. Le etichette del Collio potrebbero così potenziare un’offerta fortemente apprezzata all’estero, da cui già arriva circa il 68% del fatturato di Masi, che ha chiuso il 2024 con 66,8 milioni di ricavi netti consolidati.
La società, infine, sta puntando sul turismo esperienziale come dimostrato dal lancio, quest'anno, dell'hub enoturistico Monteleone 21.
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