Mare Group - Via libera al voto maggiorato, rafforzata la governance
Per gli analisti dovrebbe favorire una maggiore stabilità dell’assetto proprietario

Fatto
Ieri, nel primo pomeriggio, Mare Group ha comunicato che l’Assemblea Straordinaria degli Azionisti, riunitasi il 20 ottobre 2026 in prima convocazione, ha approvato tutti i punti all’ordine del giorno.
In particolare, l’assemblea ha deliberato:
i) l’adeguamento dello statuto sociale alle recenti modifiche normative introdotte dalla riforma del mercato dei capitali (D.Lgs. n. 47/2026), con modifiche a diverse disposizioni statutarie e il conferimento di una delega al consiglio di amministrazione per ulteriori adeguamenti relativi all’offerta pubblica di acquisto endosocietaria;
ii) l’introduzione del voto maggiorato, con conseguente modifica di alcuni articoli dello statuto e inserimento di nuove disposizioni dedicate alla disciplina del meccanismo.
La società ricorda inoltre che tale delibera attribuisce il diritto di recesso agli azionisti che non abbiano concorso alla sua approvazione, da esercitarsi nei termini previsti dalla normativa vigente.
Effetto
Il commento di Websim Corporate
Valutiamo positivamente l’approvazione dell’introduzione del voto maggiorato, strumento che dovrebbe favorire una maggiore stabilità dell’assetto proprietario e rafforzare l’orientamento di lungo termine della governance.
La misura è coerente con il percorso di crescita perseguito da Mare Group negli ultimi anni attraverso acquisizioni e integrazione di nuove realtà industriali.
Le modifiche statutarie connesse all’adeguamento alla recente riforma del mercato dei capitali rappresentano invece principalmente un allineamento normativo e non comportano, a nostro avviso, impatti operativi significativi nel breve termine.
Da segnalare che l’introduzione del voto maggiorato attribuisce il diritto di recesso agli azionisti che non abbiano concorso all’approvazione della relativa delibera, esercitabile entro 15 giorni dall’iscrizione della stessa presso il Registro delle Imprese.
Il prezzo di liquidazione delle azioni oggetto di eventuale recesso è stato fissato a 4,06 euro per azione, valore inferiore di circa il 22% rispetto alle attuali quotazioni di mercato (circa 5,18 euro per azione), elemento che dovrebbe limitare l’incentivo all’esercizio del recesso.
Inoltre, l’efficacia della delibera è subordinata al fatto che l’esborso complessivo a favore degli azionisti recedenti non ecceda 250.000 euro.
Nel complesso, consideriamo la notizia marginalmente positiva per il profilo di governance della società.
Azioni menzionate
Advertisement

