ELICA - Intervista a Francesco Casoli

Casoli (Elica): serve rafforzare la filiera europea; import extra-UE al 60-65% del mercato. 2025: ricavi 461 milioni di euro (+1,9% su base annua), perdita 8,3 milioni. Nel 2026 break-even.

Autore: Redazione
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Fatto

In un’intervista al Corriere Economia, Francesco Casoli, presidente di Elica, sottolinea la necessità di rafforzare la filiera europea per riequilibrare la concorrenza nel settore elettrodomestico, evidenziando come le importazioni extra-UE rappresentino oggi il 60-65% del mercato italiano, rispetto al 45% di 10 anni fa.

Sul fronte societario, Casoli ribadisce l’obiettivo di crescita (target “one billion company”) nonostante un 2025 con ricavi solo in leggera crescita a 461 milioni di euro (+1,9% su base annua) ma risultato netto negativo (-8,3 milioni di euro), legato agli investimenti nella trasformazione in cooking company.

Per il 2026 l’obiettivo è il break-even, facendo leva su nuovo management (nomina del CEO Luca Barboni), innovazione di prodotto e tecnologia, oltre al rafforzamento della presenza commerciale (possibile acquisizione in Nord Europa).

Effetto

Le dichiarazioni di Casoli risultano coerenti con quanto già evidenziato dal management di Elica negli ultimi anni, in particolare sul tema della pressione competitiva e della necessità di rafforzare la filiera europea.

Resta confermato il focus strategico sul riposizionamento nel segmento cooking, supportato da investimenti in prodotto e tecnologia. L’obiettivo di una bottom line a break-even nel 2026 appare in linea con le nostre stime per l’anno in corso.



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