DOVALUE - Primo trimestre atteso debole
Ci aspettiamo un trimestre in calo su base annua, penalizzato da un confronto particolarmente sfidante con il primo trimestre 2025

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Fatto
doValue pubblicherà i risultati primo trimestre 2026 il prossimo 14 maggio.
Ci aspettiamo un trimestre in calo su base annua, penalizzato da un confronto particolarmente sfidante con il primo trimestre 2025, che aveva beneficiato di una performance atipicamente forte, soprattutto in Italia, a fronte di una stagionalità normalmente più debole nella prima parte dell’anno.
Stimiamo gross revenues pari a 119 milioni di euro (-16% su base annua) e net revenues a 105 milioni di euro (-18% su base annua), con una flessione guidata principalmente dal business di servicing.
A livello di redditività, prevediamo Adj. EBITDA a 33 milioni di euro (-36% su base annua), con margine in calo al 28% (dal 36%), riflettendo il minor contributo operativo e la normalizzazione del mix rispetto al periodo di confronto.
Sul fronte dei costi, stimiamo una riduzione su base annua (opex -7%) grazie alle sinergie legate all’integrazione di Gardant, mentre la Spagna è attesa in marginalità positiva e l’area ellenica dovrebbe confermare una buona tenuta operativa. L’EBIT è atteso a 10 milioni di euro (-67% su base annua), mentre l’utile netto adjusted è previsto a -5 milioni di euro. Il free cash flow è stimato negativo per 32 milioni di euro, riflettendo una dinamica di working capital sfavorevole, in particolare legata ad anticipi di spese legali in Grecia, fenomeno tipicamente riassorbito nei trimestri successivi. Per tale motivo, la NFP è attesa in aumento a 471 milioni di euro (da 438 milioni di euro a fine 2025), in linea con la stagionalità del business e con il percorso verso il target di circa 2,2x NFP/EBITDA 2026. Il contributo di coeo non è incluso nel trimestre, con consolidamento previsto a partire dal secondo trimestre 2026.
Effetto
Riteniamo che la debolezza attesa nel 1Q non sia indicativa del trend sottostante, ma piuttosto il risultato di una normalizzazione della stagionalità e di un confronto particolarmente sfidante.
Il focus resta sull’evoluzione del 2026, per cui ci aspettiamo conferma della guidance (~800 milioni di euro ricavi, ~300 milioni di euro EBITDA, leva ~2,2x), supportata da tre driver chiave:
(i) piena estrazione delle sinergie Gardant,
(ii) stabilità dei flussi contrattuali core e (iii) contributo incrementale di coeo dal 2Q, con crescita a doppia cifra nel segmento digital receivables. In questo contesto, il trimestre rappresenta un passaggio tecnico, mentre il driver principale dell’equity story resta la trasformazione strutturale del business mix, sempre più orientato verso attività non-NPL, digitali e a ciclo breve, meno dipendenti dal contesto macro e dalla dinamica degli NPL bancari.
Continuiamo pertanto a vedere il percorso di crescita e generazione di cassa come intatto e visibile nel medio termine, con il 1Q che non altera la nostra view costruttiva sul titolo.
Azioni menzionate
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