Doststay: il benvenuto nella città degli imbruttiti

Conosciamo meglio la società attiva nel living propertech, ovvero la fornitura di servizi evoluti ed esclusivi a chi si trasferisce

Autore: Marino Masotti
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Il lusso è una nicchia, ma una nicchia che negli ultimi anni è diventata grande quanto un continente, Bain&Co calcola che il giro d’affari di questo agglomerato sia stato 1.600 miliardi di euro l’anno scorso.

Dotstay [DOT.MI], quotatasi alla fine dell’anno passato all’Euronext Growth di Milano, è oggi un fazzoletto di terra, ma il fondatore e ceo Alessandro Adamo è convinto di aver scelto un’area molto promettente: Milano.

La società è attiva in quello che oggi si definisce il living propertech, ovvero la fornitura di servizi evoluti ed esclusivi a chi si trasferisce, per studio o per lavoro. Quelli con la valigia pronta ed un budget medio alto, sono pronti a pagare per avere un aiuto nel trasferimento. Un tempo si telefonava al parente o all’amico già residente a Milano, ora c’è l’angel di Dotstay che ti dà una mano a trovare casa ed a sopravvivere agli imbruttiti.

“Ma in fondo il nostro consulente personale è ancora l’amico, quello che ti dà il primo aiuto, non solo nella ricerca della residenza, ma nell’ambientamento”, spiega Adamo a websim.it.

Al suo arrivo in città, l’utente che ha prenotato il tour offerto da Dotstay viene accompagnato dall’angel a vedere cinque sistemazioni temporanee coerenti alle indicazioni fornite al momento del colloquio iniziale. Chi ha molta fretta può concentrare tutto in un giorno, oppure diluirlo in una settimana. Il risparmio di tempo e di energia non è banale, infatti si paga: 880 euro è la tariffa per il Tour da un giorno, dove alla commissione iniziale di 89 euro, si aggiungono i 799 euro che l’utente paga nel caso scelga una delle locazioni proposte. Accanto al canale principale delle entrate, Dotstay può incassare anche le commissioni per i servizi extra ed una frazione del canone annuo, nel caso l’immobile prescelto sia gestito in proprio. 

Ovviamente si parla di una comodità non alla portata di tutti quelli che arrivano con un budget di qualche centinaio di euro per l’affitto mensile: “I nostri utenti sono lavoratori qualificati e studenti di università private”, prosegue Adamo. 
Solo per quanto riguarda gli spostamenti legati all’istruzione, a Milano ci sono circa 65.000 studenti fuori sede e le camere messe a disposizione dalla università arrivano a coprire il 15% della domanda.
 
Ma non ci sono solo gli studenti, a Milano ci sono le fiere, a partire dal Salone del Mobile, c’è la moda, l’high tech e le branch locali dei big mondiali del capitalismo a calamitare le figure professionali iper qualificate che Dotstay intende servire al loro arrivo in città.

Il travolgente successo del marchio Milano nell’ultimo decennio, secondo Adamo, “non è una bolla, è l’inizio di un trend che nel nostro settore porterà a mettere al centro le esigenze del cliente, mentre oggi è l’immobile”, spiega il ceo, anche primo socio con una quota del 40% dei diritti di voto.

Dotstay è nata a Milano, ha sede a Milano ma Milano non le basta, infatti, anche grazie ai 2,2 milioni di euro derivanti dal collocamento in borsa, punta ad espandersi già entro la fine dell’anno  in altri centri urbani dell’Italia. L’allargamento geografico si coniuga allo sviluppo dei rapporti con i fornitori di soluzioni abitative. Adamo racconta che nei prossimi mesi dovrebbero essere chiusi molti altri contratti con i proprietari, che oggi si arrangiano con il fai da te, così come con le agenzie immobiliari che oggi, pur disponendo di prodotti di alta qualità, non riescono ad incontrare l’utenza di alto livello che invece Dotstay riesce a intercettare ed a accontentare.

Dopo lo stop imposto dalla pandemia, il business sta ripartendo alla grande: “Sono molto fiducioso sul 2023, dopo un 2022 ancora penalizzato dalla pandemia, mi aspetto centinaia di utenti nella seconda parte dell’anno”.

L’anno passato, Dotstay è arrivata a 375.000 euro di ricavi (+48% sul 2021), con una perdita operativa di 223.000 euro. Envent si attende per quest’anno un risultato circa triplicato, con un dimezzamento della perdita operativa. Il 2024 dovrebbe essere l’anno del pareggio a livello operativo, con 140.000 euro di Ebitda su 1,81 milioni di euro di ricavi.
 

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