BREMBO - Atteso un trimestre appesantito da ForEx e retail
Non ci aspettiamo cambiamenti alla guidance in questa fase
Fatto
Per il 1Q26 prevediamo ricavi pari a euro 931 mn, in calo del 3% su base annua, trainati da un effetto negativo del ForEx del -5%, solo in parte compensato da un contributo positivo di volume/mix del +2%.
La nostra ipotesi è supportata dai commenti del management durante la presentazione dei risultati del 4Q, dove l’anno è stato descritto come iniziato su basi positive, e implica una sovraperformance di c. 5 pp rispetto alla produzione globale di veicoli leggeri, che è diminuita del 3%. L’EBITDA è atteso a euro 150 mn, in calo del 2% su base annua, implicando un margine del 16,1%.
L’utile netto è visto a euro 51 mn, in calo dell’1% su base annua, con D&A stabili e oneri finanziari solo parzialmente compensati da minori tasse. Il debito netto è atteso a euro 758 mn, in aumento rispetto ai euro 719 mn a fine 2025, riflettendo un assorbimento stagionale di cassa (FCF di euro -39 mn).
Ricordiamo che la guidance di BRE sul 2026 assume vendite organiche e margini stabili, debito netto < euro 700 mn (vs. euro 719 mn in 2025, dopo euro 95 mn di dividendi), e CapEx di c. euro 350 mn. Sebbene il management abbia dichiarato che l’inizio dell’anno è stato positivo, la guidance resta prudente dato il contesto esterno volatile.
Notiamo che la produzione globale di veicoli leggeri è diminuita del 3% nel 1Q, con il 2Q ancora previsto in calo dell’1% e solo un miglioramento marginale atteso nel 2H. Inoltre, le vendite retail dei principali marchi europei nei segmenti premium, high end e luxury (clienti chiave di BRE) sono risultate nuovamente deboli nel 1Q, in calo del 4%, 13% e 8% rispettivamente, con particolare debolezza in China.
Nel complesso, non ci aspettiamo cambiamenti alla guidance in questa fase, dato l’approccio già conservativo, ma questi elementi non risultano chiaramente di supporto.
Effetto
Il titolo è in calo del 14% da inizio anno e tratta intorno a 10 volte EV/EBIT e 12 volte P/E, a uno sconto di circa 25% rispetto alla media degli ultimi 10 anni.
Siamo NEUTRAL sul titolo, poiché la crescita organica resta sfuggente, margini e ritorni sul capitale sono ai minimi del decennio e la visibilità su una ripresa nel breve termine è limitata.
Azioni menzionate
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