Lemon Sistemi - Energia, commesse e Iran: intervista al Ceo Palazzolo

Il manager ha sottolineato che gli ultimi due deal con Acea Solar e Huawei, da soli, "cubano quasi tutto il valore della produzione dell’anno scorso"

Autore: Gianluca Brigatti
Un uomo e una donna, entrambi con giubbotti fluorescenti e caschi di sicurezza, installano pannelli solari in una giornata soleggiata utilizzando laptop e voltmetro.

Photo by Jackyenjoyphotography/Getty Images

Lemon Sistemi è in una fase di accelerazione. Lo dimostrano gli ultimi colpi annunciati dalla società - specializzata nei parchi solari - nel giro delle prime due settimane di maggio. Ovvero la commessa da Acea Solar, del valore di 4,5 milioni di euro per lo sviluppo di una centrale fotovoltaica a Mazara del Vallo (TP), e quella da 4,3 milioni per un impianto integrato con il più grande sistema di accumulo (BESS) Huawei di Sicilia. 

Per approfondire questa fase di sviluppo e gli obiettivi futuri, Websim ha intervistato il co-Ceo di Lemon Sistemi Danilo Palazzolo.

 

Quanto è importante la commessa di Acea Solar per lo sviluppo strategico di Lemon Sistemi?

La commessa con Acea Solar rappresenta un passaggio strategicamente molto importante. Non si tratta soltanto del valore economico del progetto, ma soprattutto dell’avvio di una collaborazione con uno dei principali operatori energetici italiani, dotato di una pipeline di sviluppo nel fotovoltaico estremamente rilevante.

Riteniamo che questo incarico possa rappresentare un primo passo concreto per dimostrare le capacità industriali, organizzative ed esecutive di Lemon nel segmento utility-scale, ciò che noi chiamiamo la “qualità Lemon” che ci ha sempre contraddistinto. In progetti di questa dimensione, la qualità dell’esecuzione, il rispetto delle tempistiche e l’affidabilità operativa sono elementi centrali, e siamo consapevoli che una performance positiva possa aprire la strada a ulteriori opportunità future. Per questo affrontiamo la commessa con il nostro consueto senso di responsabilità ma anche con entusiasmo, perché potrebbe segnare l’inizio di un percorso di crescita ancora più ampio nel mercato delle grandi infrastrutture energetiche.

Lemon Sistemi ha acquistato e installato il primo sistema Huawei residenziale, un inverter da 6 kWp e 15 kwh di accumulo, nel giugno 2021, in un contesto in cui il "diktat" in Lemon Sistemi era di operare con prodotti europei di fascia alta. Tuttavia in quel periodo ci furono dei problemi di certificazione per alcune macchine inverter europee, per cui è stato necessario guardarsi attorno. La proposta di Huawei era interessante dal punto di vista del prezzo, ma è poi risultata sorprendente dal punto di vista dei servizi, superiori a quelli ai quali eravamo abituati. Da quel momento in poi, i prodotti del gruppo cinese sono stati sempre più scelti dai progettisti di Lemon Sistemi, diventando un'azienda che Huawei ha notato e sulla quale ha voluto investire, scegliendoci come Key Account.

Un progetto di questa dimensione ha inevitabilmente acceso i riflettori di Huawei su Lemon Sistemi. Abbiamo avuto modo di instaurare rapporti diretti con il top management italiano del gruppo e riteniamo che questo possa rappresentare l’inizio di ulteriori opportunità industriali e commerciali nei segmenti fotovoltaico e BESS.

L'operazione in Guinea Conakry è in corso e stiamo valutando altre proposte in altri paesi dell’area Sub Sahariana. Capirete che non posso aggiungere altro al momento.

La linea "utility scale", che noi preferiamo denominare linea "parchi fotovoltaici", è la sfida scelta da Lemon Sistemi già a partire dalla fine del 2023 per il cambio di passo, anche nell'ottica di una crescita dimensionale strutturata. Si tratta di attività che hanno avuto ripercussioni positive anche sulla linea B2B, che è parallelamente cresciuta: la presenza di risorse interne via via sempre più formate su tagli medi, ha permesso a Lemon Sistemi di acquisire quote di mercato. La dimensione gestita oggi è comunque di tagli non superiori alla decina di MW. Il più grande al momento è un parco da 12MW, in corso di progettazione. Questo approccio è coerente con la scelta di crescere dimensionalmente in maniera organica, controllata e soprattutto assistita professionalmente, nella ricerca della stessa qualità elevata che abbiamo avuto per la realizzazione di impianti di piccola taglia. Non è scontato, perché i grandi impianti rischiano di essere affetti da mancanza di qualità dovuta proprio alla dimensione stessa. Lemon Sistemi, invece, ha applicato il modello di elevata qualità nel servizio anche alla realizzazione di impianti utility-scale.

L’attuale scenario geopolitico sta dimostrando con forza quanto l’energia sia diventata un asset strategico globale. Le tensioni in Medio Oriente, e in particolare in Iran, stanno contribuendo a spingere verso l’alto i prezzi dell’energia, accelerando ulteriormente la corsa verso fonti rinnovabili, autoconsumo e sistemi di accumulo. Quello che stiamo vivendo rappresenta, a nostro avviso, un punto di svolta storico: governi e imprese stanno comprendendo che dipendere da fonti fossili concentrate in aree geopoliticamente instabili non è più sostenibile né economicamente né strategicamente. In questo contesto, riteniamo che il mercato del fotovoltaico e del BESS sia destinato a entrare in una fase di forte espansione strutturale. Sempre più aziende stanno investendo per garantirsi indipendenza energetica, stabilità dei costi e maggiore competitività industriale. Per Lemon Sistemi, tale scenario apre prospettive estremamente interessanti. La domanda di soluzioni integrate per autoconsumo e storage è in forte crescita e crediamo che il settore energetico sarà uno dei grandi protagonisti dei prossimi anni.

Il governo attualmente in carica mostra due anime contrastanti nei confronti delle energie rinnovabili: da un lato, tanti bandi con incentivi per lo sviluppo delle fonti rinnovabili sono stati promossi già dal 2024. Contemporaneamente, il governo stesso ha emanato leggi che hanno ridotto le aree idonee alla installazione di impianti a fonti rinnovabili e ha promosso un riordino delle procedure che, nei fatti, ha eliminato una serie di semplificazioni utili alla diffusione delle stesse. Inoltre, non vengono affrontati in maniera incisiva i maggiori ostacoli allo sviluppo delle rinnovabili: l'adeguamento dell'infrastruttura di rete, la saturazione virtuale della rete di connessione e l'allargamento del concetto di brownfield (aree urbane sottoutilizzate, ndr). Il risultato è che vi sono ancora oggi difficoltà nella distribuzione di incentivi e i bandi, in alcuni casi, faticano ad essere partecipati ancorché compresi.

Vediamo enormi opportunità di crescita soprattutto nel mercato dello storage e dell’autoconsumo industriale. Sempre più aziende stanno comprendendo che fotovoltaico e BESS non sono più soltanto una scelta sostenibile, ma una leva strategica di competitività. Parallelamente, il consolidamento delle relazioni con grandi operatori energetici potrebbe aprire l’accesso a pipeline di progetti sempre più rilevanti. La chiusura di due deal così importanti e strategici negli ultimi 10 giorni supportano la nostra visione. Da soli cubano quasi tutto il valore della produzione dell’anno scorso. Guardiamo inoltre con grande attenzione anche al continente africano, che riteniamo uno degli hotspot più interessanti per lo sviluppo energetico dei prossimi anni, grazie alla forte crescita della domanda elettrica e all’enorme potenziale nelle energie rinnovabili.

Websim Corporate prevede di rivedere la valutazione su Lemon Sistemi a valle dei risultati 2025, mantenendo una visione di fondo positiva (rating BUY).



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