Unipol - Cooperative verso il rinnovo del patto di sindacato
I soci di riferimento (le coop) sono orientate al rinnovo triennale del patto, a conferma del pieno allineamento dei soci di riferimento in una fase chiave per la strategia di crescita della società

Fatto
Secondo Il Sole 24 Ore, le Coop azioniste di Unipol sarebbero orientate a rinnovare per altri 3 anni il patto di sindacato in scadenza il 15 dicembre, senza indicazioni di recesso da parte degli attuali aderenti. Il patto raccoglie il 30,05% del capitale e circa il 40,4% dei diritti di voto grazie al voto maggiorato, con Coop Alleanza 3.0 primo azionista con il 12,5% del capitale. Considerando anche le quote detenute fuori patto, il sistema Coop controlla complessivamente circa il 51% del capitale e il 65% dei diritti di voto.
Articoli di stampa indicano oggi anche la possibilità che nella prossima Legge di Bilancio possa essere introdotto un contributo da banche, assicurazioni e oil companies, con focus per il settore assicurativo sulla deducibilità fiscale del goodwill, vedi il commento su banche e assicurazioni.
Effetto
Il rinnovo del patto conferma il pieno allineamento dei soci di riferimento in una fase chiave: aumento di capitale, acquisizione del carve-out MPS e successiva combinazione con BPER. Questo è particolarmente rilevante perché il progetto richiede tempo, capitale e coerenza strategica, e la presenza di un azionariato stabile riduce il rischio di execution/governance. Inoltre, il controllo di fatto delle Coop resta un elemento importante anche in prospettiva più lunga: se in futuro si dovesse ragionare su un possibile reverse merger a guida bancaria, il tema della diluizione degli attuali soci di riferimento e della contendibilità del nuovo conglomerato sarà centrale. In questo senso, il rinnovo del patto rafforza la lettura che Unipol intenda procedere con un percorso graduale, mantenendo controllo e stabilità mentre costruisce la piattaforma finanziaria integrata banca-assicurazione.
Sul tema del possibile intervento fiscale, Unipol ha a bilancio circa 1,9 miliardi di euro di goodwill: una sospensione annuale della deducibilità avrebbe, secondo le nostre stime, un impatto principalmente cash/timing di circa 30-35 milioni di euro di maggiori imposte, gestibile rispetto a un utile netto 2026 stimato di circa 1,7 miliardi di euro.
