UniCredit - Commerzbank spalanca le porte all'integrazione
Commerzbank delinea un percorso di integrazione con UniCredit che prevede come primo passo il consolidamento nel gruppo: in una fase successiva, sarebbe possibile una fusione con HVB.

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Fatto
Commerzbank ha comunicato che il terzo trimestre 2026 si è chiuso con un utile netto di 859 milioni di euro (+45% su base annua, -4% sul trimestre precedente), sostanzialmente in linea con il consensus compilato dalla società (864 milioni di euro). RoTE all’11,9%.
Ricavi: 3,2 miliardi di euro, +9% su base annua ma -2,4% rispetto al consensus. Il miss è concentrato sugli altri proventi, negativi per 29 milioni di euro contro attese di +24 milioni di euro, per effetto di componenti non ricorrenti (hedge accounting e voci fiscali) nel segmento Others & Consolidation. Questo segmento chiude con un risultato operativo di -79 milioni di euro contro +24 milioni di euro atteso. Il NII è leggermente sotto le attese (-1,3%), mentre le commissioni sono leggermente sopra (+1,0%).
Core business: solido, con NII +3% sul trimestre precedente, commissioni +9% su base annua e impieghi corporate +14% su base annua. La divisione retail tedesca ha registrato il miglior trimestre di sempre, con un risultato operativo di 485 milioni di euro, circa il 15% sopra il consensus.
Costi: -3% sul trimestre precedente e -2,2% rispetto al consensus, con cost/income al 52%.
Costo del rischio: contenuto a 23 punti base, con rettifiche inferiori alle attese del 6% circa. Insieme ai minori costi e a un minore carico fiscale, ha compensato il miss sui ricavi a livello di utile netto.
CET1: 14,2% (-20 punti base sul trimestre precedente) contro 14,4% atteso, per effetto dei movimenti di mercato sulle riserve OCI.
Guidance 2026: il target di NII è stato limato a circa 8,5 miliardi di euro da circa 8,6 miliardi di euro, per la scelta di non inseguire le offerte più aggressive sulla raccolta retail in Germania. Confermati i ricavi a circa 13,2 miliardi di euro, un utile netto di almeno 3,4 miliardi di euro con payout al 100% e i target al 2028 e al 2030.
Commerzbank ha inoltre delineato un percorso di integrazione con UniCredit, che prevede prima il consolidamento di Commerzbank, che resterebbe quotata, nel gruppo UniCredit e, in una fase successiva, una possibile fusione con HVB.
Per la prima fase la banca identifica già leve di sinergia di costo e di ricavo, da validare congiuntamente con UniCredit.
Dopo l’autorizzazione della BCE del 15 ottobre, le restanti approvazioni regolamentari sono attese entro il primo trimestre 2027 al più tardi, e i lavori preparatori per il consolidamento sono già stati avviati.
Effetto
A nostro avviso i risultati non sono male: la crescita dei ricavi inferiore alle aspettative dipende interamente da componenti non core.
Il core business conferma un buon momentum su commissioni, impieghi corporate e redditività della divisione retail tedesca.
La guidance sul NII 2026 è stata limata a circa 8,5 miliardi di euro da circa 8,6 miliardi di euro, per la scelta di non inseguire le offerte più aggressive sulla raccolta retail in Germania. Ricavi, utile e target di distribuzione sono stati invece confermati, e con 2,7 miliardi di euro già contabilizzati nei primi nove mesi il target di utile 2026 (almeno 3,4 miliardi di euro) apparirebbe ampiamente alla portata.
Per UniCredit, l’elemento più rilevante è il netto cambio di tono del management, che ora indica apertamente UniCredit come futuro azionista di controllo.
Leggiamo questi elementi come un segnale costruttivo per il percorso di integrazione e per l’equity story di UniCredit.
