TIM - Respinta la proposta di FiberCop di aumentare i prezzi wholesale

L'autorità AGCOM blocca i rialzi dei prezzi all'ingrosso presentata da FiberCop. Notizia marginalmente positiva per TIM, che evita potenziali costi aggiuntivi per diverse decine di milioni di euro.

Autore: Redazione
Stand promozionale TIM all’interno di un centro commerciale, con logo e materiali informativi visibili.

Fatto

Venerdì AGCOM ha di fatto respinto al mittente la proposta di FiberCop sugli aumenti delle tariffe all'ingrosso (wholesale).
Pur riconoscendo i progressi rispetto alla precedente proposta, l’Autorità ha rilevato la persistenza di alcune criticità che impediscono l’approvazione dei nuovi listini. Nell’ambito della procedura regolamentare, AGCOM non può fissare direttamente i prezzi, ma può soltanto verificare che le tariffe proposte siano eque e ragionevoli. FiberCop dovrà quindi presentare una nuova proposta che soddisfi tali criteri.

Effetto

La ricaduta è particolarmente positiva per TIM, principale cliente di FiberCop (circa 52% dei ricavi 2025), considerando che gli aumenti proposti, pari a circa +9% nel 2026 e +15-20% cumulato entro il 2028, avrebbero potuto comportare diverse decine di milioni di euro di costi aggiuntivi.

La decisione arriva in un momento già delicato per FiberCop/KKR, in quanto si aggiunge all’indagine UE sulle informazioni fornite da KKR durante l’acquisizione di NetCo. Su quest’ultimo fronte, non vediamo implicazioni dirette per TIM, trattandosi di una contestazione relativa a KKR in qualità di parte notificante, mentre riteniamo remota l’ipotesi che la cessione di FiberCop possa essere retroattivamente annullata.



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