TIM - I sindacati accendono i riflettori sulle criticità di FiberCop
Denunciate criticità organizzative e gestionali. Le difficoltà operative e regolamentari rendono più remota un’IPO nel breve termine

Fatto
A oltre due anni dalla nascita della nuova FiberCop, i sindacati segnalano importanti criticità organizzative e gestionali:
- Organizzazione: frequenti cambi di priorità, carichi di lavoro non equilibrati e criticità IT, con un rapido spostamento dei tecnici dalle attività FTTH all’Assurance.
- Progettazione: FiberCop sta internalizzando parte delle attività precedentemente appaltate, ma i sindacati ritengono organici e formazione non adeguati.
- Personale: segnalate uscite incentivate o ricollocazioni di “low performer” anche in aree per le quali l’accordo di gennaio prevedeva organici stabili o in crescita.
- Telelavoro: prevista la cessazione unilaterale degli attuali accordi dal 1° febbraio 2027.
Effetto
Le criticità interne sollevate dai sindacati si aggiungono alle segnalazioni di TIM e di altri operatori sul deterioramento della qualità del servizio di FiberCop, in un contesto di crescente incertezza, anche alla luce della bocciatura da parte di AGCOM del proposto aumento delle tariffe wholesale (impatto positivo per TIM) e dell’indagine della DG COMP sulle informazioni presumibilmente fuorvianti fornite da KKR nell’ambito della revisione dell’operazione NetCo (impatto neutrale per TIM, senza rischio di annullamento retroattivo dell’operazione, ma con una potenziale sanzione per KKR fino all’1% del suo fatturato). Nel complesso, riteniamo che questo contesto renda più remota, almeno nel breve termine, un’IPO di FiberCop.
