TIM - Frequenze: Governo favorevole ad asta parziale
AGCOM sarebbe favorevole a una proroga di ulteriori 8 anni, mentre l’Antitrust spingerebbe per rimettere all’asta parte dello spettro,

Fatto
La Repubblica e il Corriere della Sera evidenziano le diverse posizioni di AGCOM e Antitrust sul rinnovo delle frequenze delle telecomunicazioni oltre il 2029.
AGCOM sarebbe favorevole a una proroga di ulteriori 8 anni, mentre l’Antitrust spingerebbe per rimettere all’asta parte dello spettro, consentendo una redistribuzione delle frequenze, soluzione sostenuta anche da Iliad.
Il Governo sarebbe al momento più orientato verso la posizione dell’Antitrust. Starlink Italia sarebbe inoltre interessata alla banda 28 GHz, che potrebbe consentirle di servire clienti oggi raggiunti principalmente dalle infrastrutture di FiberCop, Open Fiber ed EOLO.
L’amministratore delegato di TIM e presidente di ASSTEL Pietro Labriola ha evidenziato i rischi legati a questo scenario. A livello europeo, a maggio 2027 scadranno due frequenze nella banda 2 GHz attualmente gestite da Viasat ed EchoStar. Lo spettro dovrebbe essere suddiviso in 3 cluster, destinati rispettivamente a governi UE/difesa, imprese UE e operatori non-UE. Il consorzio composto da Deutsche Telekom, Orange, Telefónica e Vodafone sarebbe pronto a partecipare.
Il ministro delle Imprese ha comunque ribadito l’intenzione del Governo di tutelare gli operatori delle telecomunicazioni italiani, pur non potendo impedire il consolidamento degli operatori satellitari in Italia e in Europa.
Effetto
Un’asta parziale sullo spettro in scadenza nel 2029 sembra emergere come lo scenario più probabile, anche alla luce dell’orientamento del Governo e delle sue esigenze di reperire risorse finanziarie.
Ricordiamo che nell’ultima asta del 2018 gli operatori hanno pagato complessivamente 6,5 miliardi di euro su 10 anni (di cui circa 2,4 miliardi di euro ciascuno per TIM e Vodafone), equivalenti a circa 684 milioni di euro annui, ma con impatto upfront sull’indebitamento nonostante pagamenti dilazionati.
Nella nostra valutazione sum of parts su TIM attribuiamo al rinnovo gratuito dello spettro 2029-2037 una probabilità del 66% (upside 1,38 miliardi di euro, 0,65 euro per azione), scontando quindi già uno scenario di rinnovo parzialmente oneroso rispetto a un worst-case di nuova asta con un nuovo impatto potenziale per TIM nell’ordine di 2,4 miliardi di euro.
In parallelo, l’interesse di Starlink per la banda 28 GHz aumenta la pressione competitiva tra satellite e reti terrestri, con potenziali implicazioni nel medio termine sia per gli operatori telefonici, sia per le infrastrutture (torri e fibra), soprattutto nelle aree a minore densità e sul traffico outdoor, dove il satellite può rappresentare un’alternativa alla copertura terrestre.
