Telefonia - EOLO torna a generare cassa nell’esercizio 2025/2026

EOLO, società della banda larga via radio, genera 7,7 milioni di euro di cassa, ma la perdita sale a 85,3 milioni di euro. Business model solido; IPO non ritenuta probabile nel breve-medio termine.

Autore: Redazione
Stand promozionale TIM all’interno di un centro commerciale, con logo e materiali informativi visibili.

Fatto

EOLO chiude l’esercizio al 31 marzo con ricavi sostanzialmente stabili a 246 milioni di euro (+1%), su circa 694.000 linee, e costi operativi in calo di circa 8 milioni di euro a 242 milioni di euro. Per la prima volta la Società genera 7,7 milioni di euro di cassa pre-oneri finanziari e post canoni leasing, anche grazie al miglioramento operativo e all’accordo con Fastweb per prestazioni fino a 1 Giga. La perdita netta sale però a 85,3 milioni di euro da 74,6 milioni di euro, penalizzata anche da 7,5 milioni di euro di imposte rispetto a un contributo positivo di 15,5 milioni di euro l’anno precedente; oneri finanziari netti in calo a 48,4 milioni di euro da 51,3 milioni di euro. Sul fronte finanziario, EOLO ha concordato un rifinanziamento da 531 milioni di euro con il fondo Apollo, destinato al riacquisto dei bond, di cui 375 milioni di euro già riacquistati a fine estate.

Effetto

Il business model di EOLO ci sembra ancora solido, sostenuto da un buon posizionamento dell’FWA nelle aree meno densamente popolate e dai continui investimenti nella rete. La società, controllata al 75% da Partners Group (partecipazione acquisita nel 2021 sulla base di un enterprise value di oltre 1,2 miliardi di euro) e al 25% da Luca Spada, investe circa 100 milioni di euro l’anno nella rete, con circa 2.000 comuni già coperti e la nuova FWA 5G fino a 1 Gbps. Sulla base dei dati AGCom a marzo 2026, EOLO detiene una quota del 3,6% nel broadband ed è il primo operatore FWA con il 23,9%, pur avendo perso circa 4 punti percentuali su base annua, principalmente a favore di TIM (23,2%, +3,7 punti percentuali). Un’IPO potrebbe rappresentare nel lungo termine una potenziale opzione di exit per Partners Group, ma nel breve-medio termine non ne vediamo i presupposti, considerando la volatilità del quadro macro-finanziario e, in prospettiva, le potenziali sfide competitive legate allo sviluppo della connettività satellitare.



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