Telecoms - SpaceX che compra spettro radio è una minaccia in più
Le implicazioni negative per il settore ci sono ma non è una catastrofe, soprattutto in Europa, dove il settore è difeso da un apparato normativo che lascia poco spazio ai nuovi soggetti

Fatto
Dietro al sell-off registrato negli ultimi due giorni dal settore telecom in Europa e negli Stati Uniti potrebbe esserci l’acquisizione da parte di SpaceX di spettro low-band a 800MHz negli Stati Uniti. L'operazione da circa 8 miliardi di dollari potrebbe accelerare lo sviluppo dei servizi satellite-to-cell e rafforzare il posizionamento competitivo di Starlink Mobile nei confronti degli operatori mobili tradizionali. SpaceX dispone inoltre di ulteriori 65MHz di spettro mid-band acquisiti tramite EchoStar, per cui, potrebbe partecipare alle future aste frequenziali negli Stati Uniti.
Il mercato ha premiato invece i titoli delle tower company, interpretando questa evoluzione come una potenziale fonte di nuova domanda per siti, small cells e infrastrutture passive di telecomunicazione.
Effetto
Riteniamo che le implicazioni per il settore siano più sfumate di quanto suggerito dalle reazioni di mercato.
Se da un lato, l’ingresso di Starlink nel mercato mobile rappresenta un potenziale fattore di pressione competitiva, dall'altro, l’operazione conferma che anche un operatore satellitare necessita di infrastrutture terrestri per offrire un servizio competitivo.
Questo spiega la positiva performance delle tower company negli ultimi giorni.
L’impatto nel breve termine dovrebbe essere più rilevante per il mercato statunitense, in Europa persistono significative incognite regolamentari (sovranità digitale, sicurezza reti) e frequenziali. Pur condividendo la tesi secondo cui lo sviluppo di reti ibride satellite-terra possa sostenere la domanda di infrastrutture passive, riteniamo prematuro considerare le tower company come beneficiari netti di questa evoluzione. Una maggiore pressione competitiva sugli operatori mobili potrebbe infatti tradursi nel tempo in una minore capacità di spesa e in pressioni sui livelli di tenancy e pricing delle tower company.
Inoltre, nuovi operatori come Starlink difficilmente utilizzerebbero le infrastrutture esistenti alle stesse condizioni economiche oggi riconosciute dagli incumbent, limitando almeno in parte i potenziali benefici per il settore delle torri.
