Settore Utilities - Accordo a Bruxelles: un tetto al prezzo del gas

Il tetto al prezzo del gas per il termoelettrico è indicato a 59 euro/MWh. L'impatto sui conti delle società produttorici di energia elettrica dovrebbe essere limitato, grazie alle coperture forward.

Autore: Redazione
Vista aerea della diga cancano a2a

Fatto

Il Governo italiano ha annunciato venerdì di aver raggiunto un accordo con la Commissione UE sull’attuazione delle misure previste dal decreto-legge Bollette.
La trattativa con Bruxelles verteva in particolare sul limite al prezzo del gas per le centrali termoelettriche, che poi si riverbera anche sulle bollette elettriche. L’idea dovrebbe essere quella di un gas price cap sul modello iberico (“Tope”), a un livello che sembrerebbe essere stato fissato a 59 euro/MWh (attuali prezzi spot 88 euro/MWh). Oltre a questo, anche l’eliminazione dello spread prezzo gas PSV-TTF (circa 4-5 euro/MWh). Il Governo ha aggiunto che l’intesa avviene “nel pieno rispetto del Middle East State Aid Framework (Metsaf) e della normativa settoriale” e che nelle prossime settimane “notificherà le misure temporanee alla Commissione ai sensi delle norme dell’UE in materia di aiuti di Stato e la Commissione le valuterà in via prioritaria”.

L’accordo riguarda il decreto-legge Bollette 21/2026 e arriva dopo mesi di confronto fra Roma e Bruxelles. L’obiettivo è ridurre l’effetto del gas sulla formazione del prezzo wholesale dell’elettricità e quindi il costo sostenuto da famiglie e imprese. La Commissione ha però imposto che l’intervento sia temporaneo e minimizzi le distorsioni sul mercato elettrico europeo. La Commissione ha richiesto inoltre che il beneficio della misura venga interamente trasferito ai consumatori finali.

Effetto

Il costo legato al cap sul prezzo del gas dovrebbe essere finanziato dai consumatori che beneficeranno del meccanismo. Si tratterebbe di coloro che hanno sottoscritto contratti a prezzo variabile, anche se un calo del Prezzo Unico Nazionale potrebbe portare a un beneficio per i nuovi contratti a prezzo fisso. Più complessa la situazione per i contratti a prezzo fisso pluriennali e i Power Purchase Agreement sottoscritti nei mesi scorsi.

Tra i generatori potenzialmente impattati da un calo del Prezzo Unico Nazionale e da una riduzione delle rendite inframarginali Enel, A2A, Iren e i rinnovabili (ERG). Tenuto conto del livello del price cap gas (vicino a 60 euro/MWh, Prezzo Unico Nazionale implicito circa 140 euro/MWh) e delle vendite elettricità forward (tra 90-110 euro/MWh), stimiamo un impatto limitato in termini di minori margini per i generatori, eventualmente solo sulla produzione non coperta.



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