Settore Telecoms - Intervista al CEO di Iliad Italia
Levi si è nuovamente espresso contro l'ipotesi di cristallizzare l'attuale allocazione delle frequenze fino al 2037, sostenendo che la misura sarebbe contraria ai principi europei di concorrenza

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Fatto
In un'intervista al Corriere Della Sera di sabato, il CEO di Iliad Italia, Benedetto Levi, ha ribadito che il modello del gruppo in Italia sta funzionando, sostenuto da crescita clienti, qualità del servizio, investimenti e forte aumento della generazione di cassa.
Iliad è diventata il terzo operatore nel mobile consumer per numero di linee superando TIM e rimane il mercato con la crescita più elevata all'interno del gruppo.
Levi si è nuovamente espresso contro l'ipotesi di cristallizzare l'attuale allocazione delle frequenze fino al 2037, sostenendo che la misura sarebbe contraria ai principi europei di concorrenza e potrebbe ridurre incentivi a investimenti e innovazione.
Iliad presenterà le proprie osservazioni nella consultazione AGCOM, chiedendo un quadro regolatorio equo che favorisca competizione, investimenti e sviluppo tecnologico.
Effetto
Pur riconoscendo le ragioni di Iliad, continuiamo a ritenere improbabili modifiche rilevanti all'attuale allocazione dello spettro.
In assenza di interventi regolatori, il vantaggio competitivo di TIM e Vodafone/Fastweb in termini di dotazione frequenziale dovrebbe quindi rimanere sostanzialmente invariato nel medio-lungo termine.
Nonostante la cautela espressa di recente sul consolidamento, con il mercato italiano a 4 operatori indicato come scenario di riferimento, riteniamo che un mancato accesso a nuovo spettro nel contesto del rinnovo in corso possa comunque spingere Iliad verso un'aggregazione con WindTre, per guadagnare scala e competere più efficacemente contro TIM/Poste e Fastweb/Vodafone.
Giudichiamo invece poco significativo il sorpasso su TIM nel segmento mobile consumer, avendo quest'ultima scelto deliberatamente di competere sul valore (ARPU) più che sui volumi (numero di linee).
